ESTINZIONI

Abruzzo. L’orso Marsicano sta scomparendo: «solo 50 esemplari»

Ambientalisti chiedono interessamento della Regione

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Abruzzo. L’orso Marsicano sta scomparendo: «solo 50 esemplari»

ABRUZZO. Restano solo una cinquantina di Orsi marsicani. L’animale, simbolo dell’Abruzzo, si sta estinguendo e le associazioni ambientalisti non nascondono i loro timori.
Il Piano di Azione è stato sottoscritto dal 2010 ma è ancora tuttora largamente disatteso, da qui la richiesta al mondo politico di intervenire, prima che sia troppo tardi.
Il 2 aprile scorso le associazioni WWF, LIPU, Pronatura, Mountain Wilderness, Salviamo l’Orso, Dalla parte dell’Orso, Montagna Grande e Orso & Friends avevano chiesto, con una lettera al presidente della Regione Luciano D’Alfonso e agli assessori competenti, un “incontro per misure urgenti per la conservazione dell’Orso bruno marsicano”.

È trascorso quasi un mese e quella lettera non ha avuto alcuna risposta.

In attesa che la Regione accetti di valutare collegialmente la situazione di una sottospecie in gravissimo pericolo di estinzione, della quale rimangono ormai soltanto una cinquantina di individui, le otto associazioni ricordano al presidente che gli impegni sottoscritti nel Patom (Piano di Azione per la Tutela dell’Orso bruno Marsicano) nel 2010 restano tuttora largamente disattesi. E questo nonostante nel marzo dello scorso anno la Regione Abruzzo abbia ribadito l’impegno alla realizzazione almeno delle azioni più urgenti previste in quel Piano sottoscrivendo un Protocollo di Intesa ad hoc.

Manca tuttora, in sostanza, spiegano le associazioni, l’impegno politico e istituzionale da parte della Regione per la approvazione dei Piani di Gestione del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio Molise (PNALM) e di quello regionale Sirente Velino, per la istituzione della Area Contigua del PNALM prevista sin dal 1991.
Così come manca la risoluzione delle emergenze relative alla presenza di orsi confidenti nei pressi dei centri abitati e le situazioni di conflitto in aree esterne ai territori protetti dove il monitoraggio e il rimborso dei danni sono affrontati solo grazie alla disponibilità delle associazioni di volontariato e alle saltuarie iniziative degli Enti gestori dei Parchi e delle Riserve.
Resta inoltre «assurdamente irrisolto», continuano le associazioni, «il problema di chi debba occuparsi di orsi confidenti al di fuori delle aree protette. Manca, da parte della Regione. il seppur minimo impegno in risorse finanziarie per realizzare almeno i monitoraggi sanitari straordinari e quelli sulla presenza della specie. Non ci sono risorse - nella regione verde d’Europa, la regione dei parchi - nemmeno per assicurare le spese ordinarie ai rari funzionari adibiti alla implementazione del PATOM. Il paragone con altre regioni è impietoso. Altrove esistono interi servizi ed uffici dedicati alla gestione della fauna selvatica».

Di fronte a questo scenario preoccupante le otto associazioni hanno deciso di sottoporre direttamente al presidente D’Alfonso l’esigenza di una svolta sostanziale, un cambio di passo radicale della Regione per assicurare un futuro all’Orso marsicano. «Azioni da intraprendere ora», sottolineano, perché «domani è già troppo tardi. Per questo rinnovano l’appello pressante per un incontro urgente basato sulla collaborazione costruttiva, finalizzata alla tutela integrale di un animale a rischio, preziosa reliquia dell’antico archivio naturale del sistema vivente delle montagne d’Abruzzo».