LA PROTESTA

Bandi «nascosti» per assunzioni in Regione, Febbo: «presa in giro per i giovani e procedura inadatta»

11 dei 12 scelti lavoravano già all’interno dell’Ente

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

2439

Bandi «nascosti» per assunzioni in Regione, Febbo: «presa in giro per i giovani e procedura inadatta»


ABRUZZO. «Come volevasi dimostrare i miei dubbi sono diventati amara realtà e i 12 incarichi Co.co.co nel settore gestione rifiuti, su cui avevo sollevato numerose perplessità, sono stati assegnati dalla Regione ad 11 dei 12 che avevano già prestato servizio all’interno dell’amministrazione; il dodicesimo non ha partecipato».
La denuncia arriva dal presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo che nei mesi scorsi aveva sollevato il caso e chiesto di sospendere la procedura.
I bandi di procedura di valutazione comparativa, quattro in totale, erano «nascosti» e furono scovati da Mauro Febbo a febbraio scorso quando ne denunciò la poca trasparenza parlando di «sveltina» e di «atto riprovevole e vergognoso» che non avrebbe rispettato le regole e le norme.
Sul Bura (Bollettino Ufficiale della Regione Abruzzo) non vi era nessuna traccia del bando di concorso e Febbo non era riuscito a risalire nemmeno alla Determina dirigenziale di merito.
Non c’era inoltre nessuna news o pubblicazione visiva sulla home page della Regione e nemmeno post su Facebook da parte sia del presidente D’Alfonso o di altri assessori.
Tra l’altro il consigliere regionale di Fi spiegò che i 12 profili a progetto da inserire nella macchina amministrativa regionale erano già presenti all’interno della struttura e soprattutto con curricula esistenti presso la Direzione Agricoltura.
Da Mazzocca, però, arrivarono tutte le rassicurazioni del caso: «Nessuna manovra sottobanco», assicurò l’assessore, «né tantomeno sotterfugi atti a favorire chicchessia».

Oggi però con l’arrivo dei risultati della selezione Febbo sbotta nuovamente: «mi aspetto che l’assessore Mazzocca intervenga per dirci che è tutto regolare, che è andata come lui aveva anticipato e spiegato e che l’ente ha agito nel pieno rispetto delle regole e dei cittadini. Ma così non è, non solo perché hanno scelto una procedura inadatta ma sono stati presi in giro tutti quegli abruzzesi, giovani soprattutto, che hanno presentato domanda di partecipazione ad avvisi pubblici di cui l’esito era già ampiamente scontato».
Febbo assicura di non essere contro alla stabilizzazione dei lavoratori «ma portarla a termine seguendo le procedure adottate da questo Governo regionale di centrosinistra significa fare un concorso "farsa" dove si sa già a chi è diretto e per quali finalità: ci sembra un po’ troppo».
Tra l’altro Febbo torna a ribadire che al momento dell’emanazione del bando non c'era neanche la copertura finanziaria, «trovata (a forza) solo due mesi dopo la mia interpellanza e dopo aver convocato in Commissione Vigilanza i dirigenti e i responsabili. Copertura finanziaria su cui continuo a nutrire dubbi e perplessità almeno per la parte di 76.000 euro sui complessivi 360.000».
«Per stabilizzare i dipendenti», continua Febbo, «non si fa un concorso per Co.co.co, ci sono altri i percorsi da seguire come dovrebbe sapere l’assessore Mazzocca o chi per lui. Nonostante le mie segnalazioni su questa “sveltina” – conclude Febbo - e nonostante la mia diffida inviata a presidente della Regione e direttore generale per chiedere la sospensione delle procedure, tutto è andato avanti come se niente fosse e in un’indifferenza generale che lascia di stucco. Mi auguro solo che nessuno degli esclusi faccia ricorso e blocchi l'iter burocratico per cui gli uffici rimarrebbero ancora inattivi come in tutti questi mesi così come denunciato pubblicamente da Confindustria: a dimostrazione, se ve ne fosse ancora bisogno, di quanto sia lenta questa Regione».