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Sul jet della Fininvest all’Expo: l’opposizione fa “decollare” D’Alfonso

L’aero-taxi chiamato dalla Saga. Da Milano il presidente ringrazia chi segue i suoi impegni

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Sul jet della Fininvest all’Expo: l’opposizione fa “decollare” D’Alfonso

L'aereo noleggiato ieri




ABRUZZO. «Un problema tecnico all’aereo può capitare, ma spero per me che i miei pochi oppositori non si siano augurati che il guasto fosse avvenuto in volo. Tranquilli: non c’erano presenze femminili a bordo, né sono previsti pernottamenti lussuosi o cene particolari».
Così risponde il presidente Luciano D’Alfonso, raggiunto telefonicamente a Milano da PrimaDaNoi.it, dopo le polemiche sollevate dall’ex assessore Mauro Febbo su questa trasferta Pescara-Expo che sarebbe avvenuta su un jet privato messo a disposizione da qualche imprenditore.
«Ma quale passaggio con il jet di un amico. Siamo arrivati a Milano con un aero-taxi che ci ha procurato la Saga, dopo che per un problema tecnico non si sapeva se e quando poteva ripartire il volo di linea Alitalia delle 14,30, regolarmente prenotato. Come Regione, insieme ai presidenti delle Camere di commercio eravamo attesi all’Expo per la conferenza stampa di apertura della manifestazione – continua D’Alfonso - e non potevamo mancare».
 In sostanza è confermata la ricostruzione che ieri a caldo era stata già effettuata.

L’aereo Alitalia delle 14,30 da Pescara per Milano non è partito in orario per un problema tecnico e D’Alfonso, con Camillo D’Alessandro, Daniele Becci e Roberto Di Vincenzo, ha utilizzato un aero-taxi per arrivare all’Expo, dove alle 18 c’era la presentazione di “Casa Abruzzo” ad una platea di circa 50 giornalisti di tutto il mondo, invitati per conoscere le iniziative della Regione. 

Subito in Abruzzo si sono scatenate polemiche su questo viaggio in jet e soprattutto su chi pagherà questa trasferta.
Allora le polemiche sulla sua “velocità” a tutti i costi?
«Sarebbe stato un grave danno non arrivare alla conferenza stampa, perciò la scelta del taxi è sembrata la più adatta per fronteggiare questa emergenza. Capisco le proteste se avessimo noleggiato noi l’aero-taxi. Ed invece usiamo i mezzi di linea. Febbo non ha mai preso un taxi?»
 Ma l’ex assessore pone il problema di chi paga adesso questo viaggio in jet che costa molto…
«Lo ringrazio perché con il suo allarme ha acceso un faro sull’attività della Giunta a favore dell’Abruzzo. Ma lo rassicuro: pagherà chi ha provocato questa situazione di emergenza che avrebbe impedito una partecipazione istituzionale così importante, quindi ci attiveremo subito con Alitalia per un risarcimento».
 La conferenza stampa per Casa Abruzzo era prevista intorno alle 18. Ce l’avete fatta?
«L’aereo-taxi è ripartito da Pescara verso le 16,30 ed in meno di un’ora è arrivato a Milano, giusto in tempo per l’appuntamento ad Expo».
 Da quello che filtra dalla telefonata, la delegazione abruzzese è rimasta un pò sorpresa del fatto che un ex assessore all’Agricoltura, che per i suoi compiti istituzionali ha girato il mondo in lungo ed in largo per le partecipazioni alle Fiere più importanti, sia insorto per un’emergenza risolta con gli strumenti messi a disposizione dalla Saga.

E ieri pomeriggio, verso le 15 è stato evidente che D’Alfonso e gli altri non potevano partire e che aspettare la riparazione del guasto all’aereo Alitalia avrebbe fatto saltare gli appuntamenti ad Expo. Per questo la Saga ha preso contatti con la società Alba servizi (Gruppo Fininvest) che ha una flotta di jet privati. E subito è partito per Pescara uno degli aerei più piccoli, un Raytheon Hawker 750 (due piloti e capacità di 8 passeggeri) che ha sbrigato la faccenda del viaggio in poco tempo. Il costo del viaggio si aggira sui 3000 euro/ora volo, da dividere al momento tra i quattro passeggeri, salvo risarcimenti Alitalia che si prevedono difficoltosi e improbabili.
Ma sono state due ore di tensione, con D’Alfonso che si aggirava nervoso nel salone degli arrivi e partenze, mentre si diffondeva la notizia della possibile mancata partenza. Poi l’annuncio dell’arrivo del taxi aereo ed un viaggio molto più confortevole per Milano. Però qui in Abruzzo le polemiche sono divampate immediatamente: «Ringrazio questa opposizione che crea inutili polveroni, ma in effetti lavora per me – conclude D’Alfonso – mi segue quasi meglio dell’Ufficio stampa, pubblicizza i miei incontri, mi fa fare la figura da eroe perché sono riuscito ad arrivare all’Expo. E tutto a costo zero, il che di questi tempi non guasta. Forse è l’Abruzzo forte e gentile che si preoccupa per il suo presidente».

Chissà, magari anche questa vicenda darà altro lavoro agli avvocati del presidente nella sua nuova veste di denunciante.

Sebastiano Calella


FEBBO:«D’ALFONSO VELOCE E DIVERSO DAGLI ALTRI PASSEGGERI»
«Stia sereno: non è l’opposizione a lavorare per lui, anche perché il suo staff è già corposo e posso assicurare che la nostra attenzione rimane alta poiché i cittadini abruzzesi hanno il diritto di conoscere e sapere l’operato del Presidente della Regione e soprattutto di fare le debite valutazioni sui suoi atteggiamenti arroganti che dettano una posizione più vicina ad un imperatore che ad un governatore».
 Questa la replica del Presidente della Commissione Vigilanza e consigliere regionale Mauro Febbo
«Ancora una volta – spiega Febbo -  il permaloso D’Alfonso, e il suo fido sottosegretario, fanno inopportuni, soliti e nauseanti riferimenti a “presenze femminili”, “pernottamenti lussuosi”, “cene particolari” “materassi e posate” che nel segnalare quanto accaduto ieri non ho certo posto l’attenzione su aspetti del genere: verrebbe da pensare che sono a secco di argomenti o che il Presidente abbia la coda di paglia.  Anche in questa occasione emerge il suo fare con  prosopopea nell’aver preteso una soluzione alternativa per raggiungere Milano in tempo ed evitare l’evenienza, giudicata addirittura una “pericolosissima emergenza”, di arrivare in orario ad un appuntamento promozionale in vista dell’Expo. D’Alfonso forse dimentica che c’erano altri comuni cittadini che erano in attesa di prendere il suo stesso aereo e hanno dovuto aspettare pazientemente il mezzo sostitutivo».
«Chiaramente l’Abruzzo veloce di D’Alfonso non poteva attendere le lungaggini della nostra compagnia di bandiera e ha preferito affidarsi ad un “taxi” messo a disposizione dalla Saga. Ma», aggiunge Febbo, «la questione resta ancora tutta da chiarire perché D’Alfonso sbaglia ad essere così sicuro che tutto si risolverà a costo zero per le casse della Regione Abruzzo. Alitalia ha già fatto sapere che non intende pagare nessun risarcimento in quanto non ci sono affatto i presupposti perché ciò possa avvenire. Del resto – conclude Mauro FEbbo - come hanno fatto sapere da Alitalia il Presidente della Regione era un passeggero come tutti gli altri ma forse D’Alfonso non riesce ancora a entrare nella parte poichè tutti sappiamo che la virtù dell'umiltà appartiene ai forti e gli noi abbruzzesi siamo anche, grazie a dio, gentili».