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Ancora tagli, «la giunta sottrae 70 mln di euro dai servizi per i cittadini»

Quasi 3 milioni sottratti alla sicurezza sismica, 10 al turismo

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Ancora tagli, «la giunta sottrae 70 mln di euro dai servizi per i cittadini»

Palazzo della Regione

ABRUZZO. Continuano le sforbiciate del Governo Regionale ai servizi per i cittadini.
Con la delibera di giunta n. 256 del 9 aprile scorso, questa volta nella tagliola del Consiglio regionale finiscono ben 70 milioni di euro che la Giunta D’Alfonso sottrae, tra le altre, alle politiche agricole, al turismo, alla cultura e anche ai servizi per le politiche ambientali, alla sicurezza sismica di scuole e edilizia residenziale pubblica.
La denuncia arriva dal Movimento 5 Stelle che parla di «una gestione delle risorse che non è condivisibile sotto nessun punto di vista» anche perchè «questa nuova ondata di tagli andranno ad aggravare la già difficoltosa situazione di alcuni settori che fanno fatica ad andare avanti».
La decisione, è da chiarire, non è stata presa autonomamente dalla giunta regionale ma una reazione a quanto chiesto dal dipartimento per lo Sviluppo e la Coesione Economica.
Le cifre sono da capogiro: 2,7 milioni di euro vengono sottratti alla sicurezza sismica di scuole, 1 milione di euro per l’edilizia residenziale pubblica, 2milioni di euro sottratti all’attuazione di un programma di sviluppo per la Valle Peligna, 10 milioni di euro sottratti allo sviluppo turistico, 1 milione sull’ammodernamento della Regione, un altro milione destinato all’industria, commercio, artigianato e sociale e un altro per le iniziative ed eventi sportivi.
«La proposta di riduzione che scaturisce da questa istruttoria», si legge nel documento della giunta, «non determina, in alcun modo, un declassamento della portata strategica delle misure interessate ma opera una riorganizzazione e razionalizzazione della programmazione regionale».
Ma come si è scelto? Giovanni Savini, capo dipartimento dell’organismo di Programmazione Par Fsc 2007-2013 scrive: «si è operato su linee di azione nelle quali non risulta l’adozione dei rispettivi strumenti attuativi ovvero sono presenti criticità tali da compromettere il rispetto delle scadenze previste».