CASE POPOLARI

Consiglio regionale: rinviato pdl su vendita case Ater. Pd sfiducia il suo assessore

Annunciati oltre 600 emendamenti ostruzionistici

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case popolari pescara

L’AQUILA. Il Consiglio regionale d'Abruzzo, nella seduta terminata di martedì scorso ha rinviato la discussione sui progetti di legge sulle norme per l'alienazione e la valorizzazione del patrimonio di edilizia residenziale pubblica, nonché quello sulle norme di accesso alle spiagge degli animali di affezione.
Il rinvio del provvedimento sulla vendita delle case popolari di proprietà delle aziende territoriali per l'edilizia residenziali (Ater) abruzzesi, causato dall'ostruzionismo delle opposizioni, potrebbe avere ripercussioni in seno alla maggioranza.
I 21 voti a favore del rinvio dimostrano che parte del centrosinistra, a partire dal Pd, ha sfiduciato il proprio assessore, Donato Di Matteo. Questo nonostante l'assessore più volte in aula avesse manifestato la necessità di approvare la norma, sottolineando il no secco a ritirare il pdl.

Ma i consiglieri di centrosinistra hanno votato insieme alle opposizioni, per rispettare l'accordo fatto, in particolare, con Forza Italia.
«La maggioranza deve capire, prima che sia troppo tardi, che le battaglie si fanno, non si può cedere così facilmente a certe richieste delle opposizioni» ha detto Di Matteo riferendosi ai circa 600 emendamenti al pdl sulla vendita delle case popolari presentati dal centrodestra e da Fi.
«Ho votato contro il rinvio perché lo ritengo un modo per dilazionare l'approvazione di una legge importante senza ottenere la riduzione degli emendamenti soprattutto dei grillini - ha spiegato ancora - Il rinvio produrrà difficoltà, se si dovesse riportare il patrimonio nella titolarità dello Stato il costo per le vendita si alzerebbe e diventerebbe proibitivo per gli inquilini di case popolari».

Sul rinvio si è astenuto il capogruppo del Centro Democratico, Maurizio Di Nicola, non hanno votato i due consiglieri di Abruzzo Civico, Olivieri e Gerosolimo. Di Nicola, in un intervento in aula, ha attaccato centrodestra e grillini perché la minaccia di emendamenti ostruzionistici non è corretta: «Dichiarare che si intende bloccare i lavori del Consiglio con centinaia di emendamenti è un abuso del diritto all'emendamento, i giudici non l'hanno ritenuto censurabile, ma il tema resta».
«Noi, con la nostra proposta di legge alternativa (che non è stata presa in considerazione)», spiega invece la consigliera del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, «avevamo puntato alla ristrutturazione tramite un fondo creato in regione, per garantire a tutti il diritto alla casa. Abbiamo allora presentato emendamenti, come sempre nel merito, alla proposta di legge di Di Matteo. Vogliamo evitare che gli utenti, ad esempio degli anziani, che vivono da decenni in una casa popolare, magari in un quartiere nel quale si è cresciuti od invecchiati con amici, affetti e servizi, debbano abbandonare quei luoghi perché impossibilitati a pagare quello che i palazzinari imporranno per il riscatto della casa. Vogliamo cercare, quanto più possibile, di sostenere i diritti dei cittadini e non gli interessi e i profitti degli speculatori immobiliari».