SCONTRO AL VERTICE

Sanità, grillini contro D’Amario: chiedono a D’Alfonso di cacciarlo

Il manager si difende: «accuse infondate, tutto regolare»

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Claudio D'Amario

Claudio D'Amario




PESCARA. Una risoluzione urgente che impegna il presidente della Regione Abruzzo, Luciano D'Alfonso, e la Giunta a risolvere il contratto del direttore generale della Asl provinciale di Pescara, Claudio D'Amario, è stata presentata in Consiglio regionale dal Movimento Cinque Stelle.
Il documento è arrivato in aula martedì sera, ma non è stato esaminato perché la seduta è stata sciolta per mancanza di numero legale. La vicenda per cui viene chiesta la decadenza del manager è legata all'affidamento dal 2002 a circa 30 infermieri di incarichi di 'coordinamento facenti funzione', «nonostante le già previste figure di caposala, affidamenti disposti dai rispettivi primari e dirigenti con ordine di servizio senza alcuna procedura selettiva», spiegano i pentastellati nel documento.
Secondo i grillini, l'articolo 19, comma 1 lettera C, del contratto nazionale di lavoro comparto sanità del 7 aprile 1999 stabilisce che l'incarico delle funzioni di coordinamento sarà garantito con idonee procedure selettive che questi infermieri per il passaggio alla posizione di 'coordinatori' non hanno effettuato la selezione.
I grillini chiariscono che il sindacato Fials ha segnalato più volte alla direzione generale la «illegittimità delle procedure e l'illegittimo mantenimento con conseguente danno erariale», ma nonostante tutto la Asl continua «su queste irregolari utilizzazioni di personale» che ha portato alcuni coordinatori a fare ricorso al giudice del lavoro che ha riconosciuto le differenze economiche correlate alle mansioni superiori.
I consiglieri del Movimento 5 Stelle denunciano che da otto anni ci sono «queste nomine illegittime» senza che nessun provvedimento sanzionatorio e disciplinare «sembrerebbe essere stato adottato dal vertice aziendale nei confronti dei dirigenti medici responsabili di queste irregolarità».

D’AMARIO: «ACCUSE INFONDATE»
Prima della risposta del presidente D’Alfonso è proprio D’Amario a replicare ai grillini sostenendo che la loro denuncia sia completamente infondata.
«Fin dal proprio insediamento la direzione generale in carica ha vietato la attribuzione di incarichi di coordinamento senza idonee procedure selettive», assicura D’Amario.
«La razionalizzazione di tutte le posizioni di coordinamento è stata subordinata alla ristrutturazione della rete ospedaliera ed alla riduzione delle strutture semplici e complesse prevista dalla conferenza stato regioni 2012 e posta come criterio per definizione del nuovo atto aziendale».
Il manager spiega anche che a seguito della approvazione del nuovo atto aziendale, la Ausl ha provveduto a deliberare la nuova articolazione delle posizioni di coordinamento all ' interno delle strutture complesse, «nel rispetto dei parametri stabiliti con decreto commissariale». E «in osservanza di tali parametri» la Ausl «ha previsto il numero massimo di coordinamenti consentiti in relazione alle strutture complesse esistenti ed al contingente di personale da coordinare». Successivamente, chiarisce ancora D’Amario, «ha emanato un avviso finalizzato alla selezione dei coordinatori da assegnare alle sedi vacanti nel rispetto delle procedure normative. In tal modo ha inteso rimuovere tutte le situazioni di coordinamento di fatto assegnando la funzione con apposita procedura selettiva».
Infine sulla vicenda dell'accesso agli atti che secondo i grillini sarebbe stata particolarmente difficoltosa D’Amario spiega: «dal momento che la Asl Pescara non è un ente strumentale della regione, in una prima fase abbiamo chiesto al consigliere la qualificazione e dell' interesse e successivamente ha provveduto alla consegna degli atti».

FRENATA SUI TAGLI DI 1000 PRECARI
Intanto in Consiglio regionale Forza Italia ha fermato i tagli di mille precari delle Asl: l’ultimo decreto, il numero 5, firmato dal presidente-Commissario D’Alfonso, teso a ridurre la spesa del personale nella sanità abruzzese, dovrà essere infatti rivisto e integrato, stabilendo che tale obiettivo dovrà essere raggiunto gradualmente, tenendo conto dei tempi tecnici necessari per indire i concorsi e per l’assunzione di figure professionali a tempo indeterminato, garantendo sempre i livelli adeguati di assistenza ai malati ed eliminando il precariato, esattamente come riportato nella risoluzione approvata dal Consiglio regionale con 14 voti a favore, 7 astenuti e 3 non votanti. «Una risoluzione che mira a dare una speranza a mille operatori della Asl», spiegano i consiglieri regionali Mauro Febbo e Lorenzo Sospiri, «soprattutto personale infermieristico, paramedico e, in qualche caso, anche medico».