IN CONSIGLIO

Consiglio regionale: «nessuna chiusura per i Pronto Soccorso». A Pescara la protesta dei bambolotti

Approvata la legge sulle attivita’ professionali del turismo

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1196

Consiglio regionale: «nessuna chiusura per i Pronto Soccorso». A Pescara la protesta dei bambolotti

D'Alfonso e Paolucci




ABRUZZO. «Non ci sarà nessuna chiusura, o riduzione dell'orario di attività, dei Pronto Soccorso degli ospedali abruzzesi».
L'ha rimarcato ieri in Consiglio regionale l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, rispondendo a una precisa domanda che gli è stata posta dal presidente emerito della Regione Gianni Chiodi.
Il caso è chiuso e tutti possono stare tranquilli? Non è proprio così. Insoddisfatto delle rassicurazioni di Paolucci, infatti, il capogruppo di Forza Italia, Lorenzo Sospiri che spiega: «in buona sostanza, è stato rinviato al 2016 il problema, dicendo che se ne discuterà in Consiglio regionale tra un anno, lasciando dunque assolutamente aperta l'ipotesi. Una risposta molto preoccupante per i territori, alcuni dei quali già coinvolti nella battaglia per salvare i Punti nascita sui quali, peraltro, lo stesso Paolucci ha ribadito che decide la maggioranza di governo, dunque senza alcuna possibilità di confronto, dibattito o di ripensamento».
In realtà in bilico ci sarebbero 8 Pronto soccorso per i quali si prevede la trasformazione in in Pta (punti territoriali di assistenza) h12, cioè chiusi di notte, quando l’emergenza sarà assicurata dalle ambulanze del 118.
Si tratta di Atri, Sant’Omero, Atessa e Guardiagrele, Pescina e Tagliacozzo, Penne e Popoli, cioè di due strutture per Asl.

PRECARI ASL
La seduta di ieri del Consiglio si è aperta con un minuto di silenzio in memoria dei migranti vittime del naufragio nel Canale di Sicilia. Successivamente l’Assemblea ha approvato (con 14 voti favorevoli e 7 astenuti) una risoluzione sui precari delle Asl, che impegna il presidente della Giunta e Commissaria ad acta per la sanità, a modificare il decreto commissariale n.5/2015, stabilendo che l’obiettivo di portare la spesa per il personale flessibile delle Asl al livello del 50 per cento rispetto al 2009, «si raggiungerà gradualmente», tenendo conto dei tempi tecnici necessari per l’espletamento dei concorsi per l’assunzione a tempo indeterminato delle medesime figure attualmente a tempo determinato, «così da salvaguardare l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza, ed eliminare al tempo stesso il precariato».

APPROVATA LA LEGGE SULLE ATTIVITA’ PROFESSIONALI DEL TURISMO
Sempre il Consiglio Regionale ha ammodernato la Legge Regionale n. 39 del 1987 che disciplina l’esercizio delle attività professionali delle agenzie di viaggio e turismo. Il progetto di legge è stato licenziato dall’aula, con i voti della maggioranza, dopo il parere favorevole della terza Commissione del Presidente Lorenzo Berardinetti, che ha relazionato in aula.
«In Abruzzo con il turismo – commenta il capogruppo Sandro Mariani – lavorano 50.000 persone nonostante il grave colpo inflittoci dalla crisi. La Regione più verde d’Europa, non può che avere come principale obiettivo il prendersi cura del tema del turismo».
La legge aggiorna la normativa, sulla base delle direttive comunitarie intervenute nel merito, consentendo una semplificazione e garantendo la fine della provvisorietà, a vantaggio delle professionalità.
«Dopo l’Emilia e la Lombardia – aggiunge Mariani – anche in Abruzzo possiamo dare, soprattutto ai nostri giovani, la speranza concreta per investire in una professionalità su cui la regione vuole puntare per rilanciare la sua immagine e le sue possibilità di sviluppo».
«Tra i punti salienti – continua Mariani – per diventare una guida turistica, basterà adesso una prova scritta ed una orale per essere registrati agli albi, finalmente non più provvisori e con validità su tutto il territorio nazionale, con la possibilità di esercitare la professione con una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) da presentare al SUAP del Comune territorialmente competente».

LA PROTESTA DEI BAMBOLOTTI
E la Sanità è stata protagonista nel pomeriggio di ieri dell’incontro del Comitato Percorso Nascita presso l’assessorato alla Sanità di via Conte di Ruvo. Si è registrata sotto al palazzo della Regione una rumorosa protesta dei cittadini e dei sindacati contrari alla chiusura del punto nascita di Sulmona (L'Aquila), costringendo le automobili a passare sotto a una fila di bambolotti legati a una corda, che rappresentavano «i bambini che non nasceranno più a Sulmona».
Tra bandiere, striscioni e trombette, i manifestanti - diverse decine di persone che sono arrivate a Pescara in pullman - hanno illustrato ai passanti le proprie ragioni.
Molti di loro avevano addosso una maglietta con scritto "Save I804" il codice che identifica il territorio di Sulmona. Una delegazione del Comitato per la salvaguardia del punto nascita ha incontrato il direttore del dipartimento per la Salute e il Welfare della Regione, Angelo Muraglia, impegnato negli uffici per i lavori.
«Il nostro territorio - dicono gli esponenti del Comitato, che nei giorni scorsi ha occupato l'aula consiliare del Comune di Sulmona - al di là dei numeri necessita di una valutazione completamente diversa da parte della Regione, tenendo conto dell'orografia e delle distanze. All'iniziativa odierna seguirà una protesta dai toni ben più alti».
«Siamo qui a difesa del punto nascita - affermano rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil e Nursind - ma siamo preoccupati per l'intero presidio, temiamo un effetto domino. L'ospedale di Sulmona grazie alla politica regionale è in grave sofferenza. Le responsabilità sono bipartisan. Chiediamo che gli investimenti vengano fatti non con le chiusure ma con il potenziamento».