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Renzi a L’Aquila, salta anche la sesta visita annunciata

Il presidente del Consiglio mai in visita da quando è premier

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Renzi a L’Aquila, salta anche la sesta visita annunciata

Matteo Renzi

L’AQUILA. Anche il 20 aprile è passato e la sesta data dell’annunciata visita di Renzi è passata ma del premier nessuna traccia.
La storia si ripete identica da mesi. Risultato? Il presidente del Consiglio da quando è in carica non ha mai visitato la città terremotata, nonostante i ripetuti annunci da parte del suo enturage o del suo partito.
Assente il governo anche il giorno dell’anniversario del sisma, 14 giorni fa. Proprio in quella occasione era arrivata l’ennesima rassicurazione su una visita imminente del presidente.
«Siamo alla farsa», sbottano i consiglieri comunali Guido Quintino Liris, Roberto Tinari (Forza Italia), Giorgio De Matteis, Emanuele Imprudente (L’Aquila Città Aperta), Alessandro Piccinini (Ncd), Luigi D’Eramo, Vito Colonna (Prospettiva 2022), Raffaele Daniele (Udc), Pierluigi Properzi (Domani L’Aquila), Daniele Ferella (Tutti per L’Aquila).

«Siamo alla sesta data dell'annunciata visita di Renzi, poi puntualmente annullata. Renzi non viene all'Aquila e non certo per colpa del centrodestra. Non viene perché Cialente e il centrosinistra, che gestiscono, senza saper amministrare, la nostra cara città, non sono ritenuti dal premier degni della sua presenza. Renzi non viene perché L'Aquila non è l'Emilia, perché il Governo considera il nostro territorio un peso, anzi un fastidio.
E ancora. Cialente afferma che nessuno conosce l'opposizione oltre la galleria di San Rocco? Non vorremmo mai essere conosciuti in tutta Italia come lo è Cialente, con una considerazione pessima e mortificante da parte di tutto un Paese, che, ahinoi, lo ritiene emblema e rappresentazione della nostra città».
La scorsa primavera il premier non si è fatto vedere in Abruzzo nemmeno in campagna elettorale. All’epoca si parlava di «imbarazzo» per la candidatura di D’Alfonso con processi ancora in corso. Ma questa versione non è mai stata confermata e mai smentita. Argomento in pratica mai toccato. Poi fu D’Alfonso ad andare da Renzi riportando a casa una foto dove i due parlavano stretti stretti.

L’annullamento di una delle visite in prigramma lo scorso autunno, invece, venne giustificata con l’«emergenza alluvione a Genova», almeno questa era la versione che circolava al Comune de L’Aquila.
Ma anche quella era anche una bugia e pure facile da scoprire. Qualche sera prima, infatti, il ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ospite a Ballarò ha svelato: «il premier andrà a Genova nei prossimi giorni». Anche lì insomma non si fece vedere spiegando di essere allergico alle passerelle.
Tornando a L’Aquila: secondo i consiglieri di minoranza il Pd, «dopo l’umiliante e offensiva gestione da parte della sinistra locale della visita del sottosegretario De Micheli, ha chiesto a Cialente, Lolli, Pezzopane e Di Stefano di difendere la linea del partito. È inutile. Ormai gli aquilani hanno capito con chi hanno a che fare e non vogliono più dare credito. Il tempo è scaduto. Chiediamo noi il ritorno del sottosegretario in Consiglio Comunale, a patto che si fermi ad ascoltare le nostre proposte sulla legge e a dare spiegazioni sui finanziamenti.
Infine. Dopo essere diventati negli ultimi anni, a causa del centrosinistra, una colonia di Pescara, ieri abbiamo anche "apprezzato" la manifestazione di Protezione Civile Nazionale sulla costa. L'Aquila non ne è stata ritenuta degna. Cialente, che abbraccia commosso Curcio, nuovo capo del Dipartimento di Protezione Civile e già prezioso collaboratore di Bertolaso, è lo stesso che senza scrupoli ha scaricato lo stesso Bertolaso, Berlusconi e Letta, sacrificandoli come capri espiatori dopo averli serviti e riveriti. Il suo trasformismo è scandaloso! Il consenso di Cialente e del PD in citta va a picco e l'astio rabbioso nei confronti del centro destra aquilano testimonia la difficoltà politica che la sinistra tutta sta vivendo».