PUNTO E A CAPO

Punti nascita, i ginecologi abruzzesi spingono per aumentare la sicurezza

«Il problema non è il numero, ma la qualità dell’assistenza e dei servizi»

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Punti nascita, i ginecologi abruzzesi spingono per aumentare la sicurezza




ABRUZZO. L’Associazione ostetrici italiani (Aogoi) ha organizzato a Lanciano un incontro dei coordinatori provinciali abruzzesi ed ha riportato la sanità al centro del dibattito sui Punti nascita che in quest’ultimo periodo ha visto prevalere la politica: «non si tratta della numerosità dei Punti nascita, ma della loro qualità e sicurezza – ha spiegato Quirino Di Nisio, segretario regionale Aogoi – dal Progetto Obiettivo materno infantile del triennio 1998-2000 l’Abruzzo ha accumulato un ritardo di ben 15 anni nei sistemi di sicurezza. Infatti in questo settore non è stato fatto nessun investimento».
 L’incontro ha visto la partecipazione dei quattro coordinatori provinciali Aogoi (A. Marcozzi per Teramo, B. Rando per Pescara, M. Tobia per L’Aquila, A. Di Francesco per Chieti) ed ha posto all’ordine del giorno un unico argomento: “Nascere sicuri nella Regione Abruzzo, la funzionalità e sicurezza dell’evento nascita per mamme e bambini”.

E’ intervenuto anche il prof. Francesco Chiarelli, nella sua qualità di esperto tecnico del ministero della salute, direttore del Dipartimento materno–infantile della Asl di Chieti e componente del Comitato percorso nascita della regione, istituito per selezionare i Punti nascita in possesso dei requisiti per restare aperti.
Si è parlato del trasporto assistito materno (Stam) e del trasporto di emergenza neonatale (Sten), decisivi nell’organizzazione del parto sicuro, della formazione degli operatori e delle attrezzature necessarie per le emergenze (respirazione meccanicamente assistita, ipotermia per possibili lesioni cerebrali).
«In un sistema di assistenza avanzato e moderno – ha sottolineato Di Nisio - lo scopo di questa organizzazione deve essere salvare vite umane evitando esiti neonatali in disabilità, fonti di futura vita drammaticamente disagiata».
 Il prof. Chiarelli ha ricordato infatti come in Abruzzo i numeri percentuali delle disabilità, specie neurologiche, siano nettamente al di sopra delle medie nazionali, per non parlare dei confronti con i centri di eccellenza del settore materno-infantile.
Anna Marcozzi, delegata Aogoi di Teramo, ha sottolineato infine la necessità di un’integrazione dei presidi territoriali (Distretti e Consultori familiari) all’interno del percorso nascita ed in particolare del Dipartimento materno – infantile, per costruire una reale ed efficiente rete di riferimento sicuro, con risposte certe per le richieste emergenti.

Dall’incontro è dunque emersa la disponibilità concreta di ginecologi, ostetriche, neonatologi e pediatri ad una politica di cambiamento degli standard di sicurezza assistenziali del settore materno-infantile «nel quale nessun operatore venga lasciato solo», hanno sottolineato in molti. In sala parto infatti le responsabilità ricadono tutte sugli operatori e non sui politici che cavalcano la protesta contro la chiusura dei Punti nascita insicuri: «per la concreta attuazione del progetto “Nascere Sicuri” – ha concluso Di Nisio - solo un network qualificato  di esperienze e professionalità, strettamente interconnesso, potrà garantire il raggiungimento di questo obiettivo, con direttive chiare e coerenti».
 
s. c.