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Sfruttamento acque minerali, Comune Canistro diffida la Regione

Sindaco: «pronti ad andare al Tar se non si blocca tutto»

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ACQUA MINERALE




CANISTRO. Il Comune di Canistro diffida la Regione per il bando di gara relativa alla concessione per lo sfruttamento delle acque minerali “Fonte S. Antonio Sponga”.
L’amministrazione comunale, a guida del sindaco Antonio Di Paolo, tramite i legali Renzo Lancia e Salvatore Braghini, ha inviato una lettera al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso e all’assessore regionale all’Ambiente e al territorio Mario Mazzocca, in cui chiede la proroga o il differimento della procedura di gara relativa all’assegnazione della concessione per lo sfruttamento del giacimento di acque minerali “Fonte S. Antonio Sponga, avviso pubblicato sul Bura del 13 marzo scorso.
«La delicatezza e l’importanza dell’assegnazione», scrivono i legali, «certamente avrà delle ricadute sia ambientali che economiche sulla comunità di Canistro e sul paesaggio circostante, pertanto sarebbe stato giusto che il Comune avesse partecipato alla formazione del bando, al fine di rappresentare le diverse peculiarità e le molteplici esigenze del territorio direttamente interessato».
Tra gli altri elementi che l’amministrazione contesta si legge che «l’affidamento di una concessione di sfruttamento delle acque per un periodo così lungo -30 anni!- richiede la massima ponderazione e il bando in questione ha tralasciato di prevedere elementi fondamentali».
Ra questi i legali inseriscono la mancanza di riferimenti sufficienti per stabilire gli obblighi e i limiti del concessionario «e in particolare una precisa definizione di tutela dei livelli occupazionali».

Non è stato stabilito, contesta sempre il Comune, alcun indice di demarcazione per l’emungimento dell’acqua destinata all’imbottigliamento né viene prevista la possibilità di sfruttare in altro modo una sorgente che per la sua portata (300 litri al secondo) potrebbe garantire ulteriori impieghi industriali (ad esempio, si specifica, la produzione di energia idroelettrica).
Nel bando non si fa poi alcun riferimento alla royalties da corrispondere al Comune, così come previsto dalla legge regionale e la cui proporzione è correlata al canone che il concessionario deve corrispondere.
Dunque il Comune chiede alla Regione, in applicazione del principio di autotutela amministrativa, di voler sospendere la procedura di assegnazione della concessione e di indire una conferenza di servizi, a cui possa partecipare anche l’amministrazione di Canistro.
L’amministrazione si dichiara disponibile ad attendere la risposta all’istanza, fino a lunedì, dopodiché i legali avvieranno la procedura davanti al Tar.
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COMUNE DI CANISTRO. Diffida alal Regione Abruzzo