MISTERI IMMOBILI

L‘affarone della Asl, Sospiri: «perché la Regione non bloccò tutto?»

Per Di Nisio «gravissime le dichiarazioni del manager a Striscia»

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L‘affarone della Asl, Sospiri: «perché la Regione non bloccò tutto?»



PESCARA. Fa discutere la consegna da parte di Striscia la Notizia del ‘provol-Oscar’ al manager della Asl, Claudio D’Amario, per l’acquisto dell’immobile di via Rigopiano ad un prezzo triplo rispetto a quello di due anni prima.
Come aveva svelato PrimaDaNoi.it nei giorni scorsi, infatti, l’imprenditore Ermanio Cetrullo http://www.primadanoi.it/news/cronaca/558368/Lo-strano-caso-del--bidone.html
Alla fine del 2012 comprò l’immobile ufficialmente al prezzo di 900 mila euro per poi rivenderlo, due mesi fa a 2,8 milioni di euro alla Asl Pescarese. Un prezzo triplicato in appena 24 mesi.
Due sere fa Striscia la Notizia ha mostrato il filmato della ‘premiazione’ a D’Amario per la ‘lungimirante operazione’  e le dichiarazioni del manager hanno sollevato un polverone.
Chiede chiarimenti il consigliere regionale di Forza Italia, Lorenzo Sospiri che si dice «allibito» dopo aver visto il servizio: «il direttore generale ha candidamente ammesso di aver pagato l'edificio il triplo di quanto lo aveva pagato il privato appena due anni prima; ha espresso un plauso nei confronti dell'imprenditore che gliel' ha venduto («si vede che è un bravo imprenditore»). Ma soprattutto», continua Sospiri, «ha rivelato che la Regione Abruzzo non gli ha mai ordinato di fermare l'operazione, com'era in suo potere, ma gli ha solo chiesto 'chiarimenti'. Dunque il grande impegno profuso dal Governatore D'Alfonso per evitare il salasso di 2milioni 800mila euro si e' limitato a una 'richiesta di chiarimenti', consentendo la conclusione dell'operazione. E' evidente che tale vicenda merita piu' di un approfondimento sotto tutti i punti di vista, a partire da quello contabile».
Secondo Sospiri il servizio girato da Striscia la Notizia «rappresenta l'ennesima dimostrazione che avevamo ragione quando abbiamo sollevato il problema inerente l'acquisto dell'immobile» scrivendo due volte al presidente D'Alfonso, per chiedergli di fermare l'operazione.

«ALTRE PRIORITA’»
Secondo l’esponente di Forza Italia l'ospedale e l'intera azienda avrebbero ben altre necessità: l'avvio del reparto di radiologia nell'ex Baiocchi, inaugurato mesi fa e mai aperto; la realizzazione del nuovo Pronto Soccorso dell'ospedale civile di Pescara; la ristrutturazione degli ex edifici Maternita'-Pediatria, procedura bloccata inizialmente da vicende giudiziarie, ma sulla quale oggi occorre sapere cosa si intende fare; la realizzazione del nuovo Distretto sanitario di Pescara sud, anche quella un'opera ferma da oltre un decennio per un contenzioso che nelle scorse settimane sembrava risolto».

EVASIONE FISCALE?
L’ex consigliere comunale Fausto Di Nisio, invece, ha scritto direttamente al governatore D’Alfonso per chiedere spiegazioni e sottolineare «una serie di incongruenze».
Di Nisio fa notare che nel bando con il quale la Asl cerca l’immobile, al punto 6), venivano indicati i criteri di valutazione delle proposte contrattuali «ed in particolare la “distanza dell'immobile misurata in km dalla sede dell'A.S.L. di Pescara”» .
«Questi requisiti hanno lasciato poco spazio (se non addirittura nessuno spazio) alle determinazioni della commissione che era chiamata a valutare comparativamente le proposte pervenute.
Infatti i requisiti minimi e i criteri di valutazione di fatto rendevano impossibile la partecipazione ad offerte diverse da quella risultante vincitrice entrando tra loro in netto contrasto (da un lato era prevista la prossimita' alla Palazzina Direzionale e dall'altro la distanza dall'immobile dalla sede della Asl riferendosi comunque ad un immobile da almeno 2500 mq con destinazione d'uso ad uffici».

Ma Di Nisio definisce anche «gravissime» le dichiarazioni rilasciate dal direttore generale «laddove egli lascia trasparire un probabile comportamento di tipo evasivo da parte del precedente detentore dell'immobile oggetto di compravendita, dichiarazione che dovrebbe indurre, quanto meno, azioni accertatrici da parte degli organi di controllo tributario».
D’Amario ha detto ai microfoni di Striscia: «... che quando si compra tra privati si fa quello che si vuole, si possono mettere anche cifre che non sono quelle reali. Questo può succedere tra privati. Io non so quanto realmente è stato pagato questo edificio».
«Proprio l'utilizzo del termine “realmente”», secondo Di Nisio, «lascia trasparire l'ipotesi evasiva (in quanto in un paese civile e per una operazione di compravendita il prezzo “realmente” pagato è quello “dichiarato”) e detta da un uomo che rappresenta le istituzioni ne aumenta notevolmente la gravità », denuncia l’ex consigliere comunale».