INSANITA'

Le Regioni chiedono di rivedere il Patto per la salute :«no ad altri tagli»

Zaia: «Governo senza vergogna». Bressa: «non si nega diritto salvavita»

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Le Regioni chiedono di rivedere il Patto per la salute :«no ad altri tagli»




ROMA. Le Regioni tentano di trovare un accordo sui tagli alla sanità per il 2015, pari a 2,25 miliardi di euro, ma avvertono che non sono in grado di sostenere altre decurtazioni e soprattutto che intendono rivedere il Patto per la salute.
E' quanto emerge al termine della giornata di ieri che ha visto, tra l'altro, una forte polemica da parte del governatore del Veneto Luca Zaia: «E' deplorevole - ha detto - è un Governo senza vergogna perché per le elezioni promette agli italiani 1,6 miliardi di euro di tesoretto e taglia 3 miliardi alla sanità. Non avremo più farmaci salvavita, ma avremo un sacco di guai nei territori».
 Il presidente della Conferenza delle Regioni, Sergio Chiamparino, al termine della seduta odierna dei governatori ha spiegato che è stata approvata un'ipotesi di intesa sulle leve su cui impostare i tagli sulla sanità «per il 2015 con il voto contrario del Veneto che ritiene siano tagli orizzontali. Adesso andremo alla Conferenza Stato-Regioni presentando gli emendamenti», senza i quali «la situazione per il 2015 è difficile e impossibile per il 2016 e il 2017».
«Riteniamo - ha ribadito Chiamparino - con questa intesa, facendo molti sforzi, di poter rendere sostenibile il sistema sanitario per il 2015, ma chiediamo che da subito si affronti il tema del Patto per la salute per rivisitare la situazione dei Lea, dei farmaci innovativi e dei ticket, che rendono urgente un lavoro per rendere sostenibile il servizio sanitario dal 2016».

 Sul Patto per la Salute, il coordinatore degli assessori al Bilancio, il leghista Massimo Garavaglia, è stato più netto.
«Tutte le Regioni hanno chiesto di rivedere il Patto per la Salute: alla luce dei tagli è necessario sedersi e rivederlo».
«Bisogna capire come continuare a garantire i Livelli essenziali esistenti, figurarsi garantirne nuovi come prevede il nuovo Patto», ha spiegato l'assessore.
«Ne abbiamo discusso oggi su sollecitazione della Regione Veneto - ha proseguito Garavaglia - ma tutte le Regioni sono d'accordo. L'impianto generale del Patto va bene, ma se io compro un'auto e definisco un prezzo e poi quel prezzo cambia, è chiaro che non va. Bisogna capire insieme al ministero della Salute cosa fare. Per essere in linea con Germania e Francia avremmo dovuto incrementare il Fondo sanitario di 30 miliardi, invece è stato tagliato».
 Quanto ai tagli da 2,25 miliardi di quest'anno, formalmente le Regioni hanno trovato un'intesa su dove postarli, ma il via libera è condizionato a degli emendamenti che i governatori hanno presentato al Governo e su cui verrà data una risposta tra una settimana. A Zaia, ha risposto il sottosegretario agli Affari Regionali Gianclaudio Bressa.
«Oggi le Regioni hanno proposto un'ipotesi di accordo, che ci stiamo riservando di valutare, confermando la volontà di una leale collaborazione tra Stato e Regioni. In questo non vi è nulla di vergognoso, come sostiene un presidente candidato presidente, e per i cittadini italiani non vi è alcuna negazione del diritto ai farmaci salvavita, per i quali si sta lavorando perché siano fruibili al minor costo possibile».