LA PROTESTA

Chieti. «Mai profughi agli Istituti Riuniti San Giovanni Battista», Di Primio occupa la struttura

«Non permetterò a nessuno di svendere la storica struttura»

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Chieti. «Mai profughi agli Istituti Riuniti San Giovanni Battista», Di Primio occupa la struttura





CHIETI. «I profughi non verranno ospitati all'interno degli Istituti Riuniti San Giovanni Battista di Chieti. Né ora, né in futuro, gli Istituti Riuniti si trasformeranno in centro di prima accoglienza o in centro di accoglienza per immigrati».
Lo ha assicurato il sindaco di Chieti, Umberto Di Primio che, appresa la notizia dell'arrivo di 20 profughi, ha occupato questa mattina l'ingresso degli Istituti Riuniti. Già da settimane il primo cittadino si è detto contrario a questa ipotesi, ovvero fin da quando la prefettura ha pubblicato un bando per reperire strutture idonee ad ospitare i profughi.
«Non permetterò a nessuno di svendere la storica struttura di via dei Cappuccini, il concetto è e sarà uno solo: a Chieti non possiamo accettare che vengano ospitati profughi», ha insistito Di Primio questa mattina. La scorsa settimana il sindaco aveva già scritto al prefetto sostenendo di ritenere «inaccettabile» l'idea di ospitare degli immigrati all'interno degli Istituti, «una struttura situata in pieno centro storico ed accanto ad una scuola primaria».

Il rischio, secondo il sindaco, è che dietro la proposta avanzata dall’attuale commissario straordinario è che ad un primo nucleo di immigrati ne possano seguire altri, «ben più numerosi e questo perché ospitare immigrati è più redditizio rispetto alla assistenza agli ospiti anziani e disabili».
Così, appena ha avuto notizia del possibile arrivo di 20 extracomunitari ha deciso di occupare, insieme ad alcuni cittadini e ai candidati delle liste che lo sostengono, l'ingresso di via dei Cappuccini per impedire l'accesso ai profughi. «A noi si sono uniti anche alcuni dipendenti della struttura», spiega il sindaco. «È bastata questa azione per scongiurare oggi l'arrivo dei profughi. Il presidente Recubini nominato da D' Alfonso, faccia le sue strategie di accoglienza altrove».

Intanto ieri a Palmoli, nel Vastese, una quarantina di profughi per protesta hanno bloccato alcune strade cittadine e la strada provinciale che collega a Carunchio. Motivo della manifestazione il ritardo nell'ottenimento dei documenti da rifugiato politico che permetterebbero di allontanarsi dai centri di accoglienza per andare ovunque in Europa. Per inscenare la loro protesta i profughi hanno utilizzato dei bidoni impedendo il passaggio agli autobus dei pendolari e alle autovetture.
Sul posto sono intervenuti i Carabinieri e la Polizia municipale che sono riusciti a liberare le strade. Si tratta di una parte degli oltre settanta ospiti della struttura di accoglienza gestita a Palmoli dalla cooperativa Matrix. Uno dei ragazzi ha anche accusato un malore e si è reso necessario l'intervento dell'ambulanza del 118
«Di fronte a quella che sta per diventare un'emergenza è importante che vengano garantite ai Comuni le risorse necessarie per affrontare in maniera completa il problema, e queste risorse non possono essere certamente reperite nei bilanci dei Municipi», ha osservato il presidente dell'Anci, Piero Fassino.

32 PROFUGHI OSPITI IN HOTEL NEL PESCARESE
Sono 32 i profughi arrivati mercoledì mattina nel Pescarese. Sono tutti stranieri sbarcati sulle coste italiane negli ultimi giorni. Così come avvenuto nei casi precedenti, sono ospiti in un hotel di Montesilvano. Le procedure si sono svolte senza problemi. A coordinare le attività è la Prefettura, mentre la Questura si occupa dell'identificazione, dei controlli sanitari e di eventuali procedure burocratiche, come, ad esempio, la richiesta d'asilo.