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Sanità, Paolucci oggetto di minacce scortato dalla polizia

Rapino (Pd): «abbassiamo i toni, nessuna aggressione»

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Sanità, Paolucci oggetto di minacce scortato dalla polizia

Rapino e Paolucci




L’AQUILA. Minacce verbali contro l’assessore alla Sanità, Silvio Paolucci, ieri fuori dall’aula consiliare.
Il Pd si stringe intorno all’esponente della giunta che in queste settimane sta vivendo giornate travagliate a causa delle scelte politiche legate al taglio dei punti nascita. Così dopo il sabato caldo del presidente Luciano D’Alfonso, ieri giornata difficile anche per il braccio destro del governatore che detiene una delle deleghe più ‘scottanti’.
E se il consigliere Piepalo Pietrucci (Pd) parla di «aggressioni e minacce» il segretario regionale dei democratici, Marco Rapino, ridimensiona quanto accaduto: «ieri, a L'Aquila, fuori dall' aula consiliare, non c'è stata alcuna aggressione. L'assessore è stato oggetto di minacce verbali isolate e del tutto fuori luogo, al contrario di quel che è accaduto all'interno dell'Aula dove i toni sono stati decisamente più rispettosi ed istituzionali, anche alla presenza dei rappresentanti dei territori (sindaci ndr), ai quali il presidente Di Pangrazio ha aperto le porte del Consiglio per farli assistere ai lavori».

«Per sola precauzione e prevenzione - spiega Rapino - le forze dell'ordine hanno accompagnato l'assessore, destinatario di gravi offese da parte dei manifestanti».
Il segretario regionale chiede di abbassare i toni: «riconduciamo il dibattito alla concretezza e alla capacità di fare proposte valide per tutto il territorio. Al centro del lavoro di tutti - dice infine Rapino - deve esserci la difesa e la tutela del cittadino e la necessita' di dare seguito ad atti che garantiscano le sue esigenze, anche in termini sanitari»
Secondo Pietrucci l’astio nei confronti dell’assessore sarebbe legato alla volontà di potare avanti un riassesto sanitario: «quello che sta succedendo durante questi giorni 'caldi', che ci vedono impegnati nella composizione di una prassi unica che faccia il bene dei territori e dei cittadini che li abitano, non e' espressione di partecipazione democratica. Mai, in nessun caso - commenta infine il consigliere del Pd - la violenza puo' sostituire il confronto e la discussione sulle idee, i programmi, gli obiettivi. Soprattutto quando in campo sono dispiegate posizioni differenti, che hanno bisogno di serenita' per essere canalizzate verso una visione efficace per il paese».