SANITA' AL RISPARMIO

Sanità Abruzzo, Consiglio regionale: «salvare reparto chirurgia ad Atessa»

Anaao lancia l’allarme: «con licenziamenti di massa si rischia blocco servizi»

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CONSIGLIO REGIONALE





ABRUZZO. Il Consiglio regionale, nella seduta di oggi, ha approvato una serie di risoluzioni e si è tornati nuovamente sul tema caldo della Sanità.
Anche oggi fuori al palazzo della Regione c’erano tanti cittadini per manifestare e protestare contro la linea dei tagli che sta seguendo la giunta D’Alfonso per uscire dal commissariamento.
In aula si è tornati a parlare anche dell’aggressione riservata sabato scorso a Sulmona al presidente D’Alfonso il quale però ha fatto rientrare quanto accaduto nel normale gioco delle parti tra cittadini e potere. «E’ la democrazia», ha detto il governatore. «Ritengo più grave quanto accade in questa aula dove a volte si sfiora la pornografia».
Rumore tra i banchi ma situazione subito ricomposta.
La prima risoluzione approvata riguardato l’ospedale di Atessa e impegna il presidente della Giunta a riaprire il tavolo delle trattative con il Comune, la Asl e la Regione, per definire il futuro del presidio ospedaliero della città.
Contestualmente si è chiesto di riconvocare il Collegio di direzione della Asl Lanciano-Vasto-Chieti per riesaminare il provvedimento dirigenziale che ha sospeso l’attività chirurgica nel nosocomio.
La situazione di Atessa è molto delicata: i suoi 1.100 interventi annui non consentono la sopravvivenza del reparto. Si era pensato ad una chirurgia di supporto o ad altro, collegando l’ospedale alla riorganizzazione dell’assistenza sul territorio. Ma questo toccherebbe alla Asl che fin dagli atti aziendali degli anni scorsi ha parlato di territorializzazione dell’assistenza, che però non ha realizzato.
«La preoccupazione dei cittadini e delle istituzioni locali – ha fatto notare il presidente della Quinta Commissione consiliare, Mario Olivieri (Abruzzo civico) primo firmatario della risoluzione – è divenuta forte in seguito alla sospensione dell’intera attività operatoria dell’Ospedale, il 7 aprile scorso, su decisione del Direttore generale della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti, Francesco Zavattaro. Già mesi fa il presidente della giunta si era impegnato ad aprire un tavolo di discussione con i rappresentanti del comune di Atessa e della ASL di Lanciano-Vasto-Chieti. Confronto al quale, tuttavia, non è stato mai dato un effettivo seguito».
Hanno votato a favore del documento tutta la maggioranza, il Movimento 5 Stelle e Forza Italia. Per il presidente Olivieri «questo è il primo passo per riaprire la discussione» mentre per Mauro Febbo (Forza Italia) sarebbe arrivato «l’ennesimo schiaffo e nessuna coccola da parte di D’Alfonso alla Sanità abruzzese ed al sistema sanitario di Atessa, al quale “danno” si aggiunge anche la beffa per aver aperto, solo per calmierare gli animi, un tavolo di confronto molto di facciata, poiché le decisioni imperiose vengono decise e prese unicamente da D’Alfonso».

I PRONTO SOCCORSO
L’argomento è poi scivolato sui tagli dei Pronto Soccorso dei Punti di Primo Intervento che secondo il consigliere regionale Maurizio Di Nicola, segretario della Quinta Commissione consiliare e l’assessore regionale alla Salute, Silvio Paolucci non sarebbero oggetto dell’agenda politica regionale.
«Gli investimenti riguardano i 10 milioni di euro per nuove postazioni del 118 (ovvero 20/25 postazioni aggiuntive rispetto a quelle attuali); i 10 milioni già investiti su servizi di telemedicina; più la dotazione di 1 defibrillatore per ogni comune della regione – rilevano ancora Di Nicola e Paolucci - Inoltre, siamo impegnati a ricercare le condizioni giuridicamente sostenibili per la salvaguardia dei Punti nascita, che afferiscono a territori caratterizzati da peculiari condizioni orografiche e viarie. Riteniamo, infatti, che è necessario sviluppare azioni per mettere in sicurezza il percorso nascita delle cittadine abruzzesi e non – sottolineano, infine - ma dobbiamo saper evitare che la distanza dai presidi erogatori di questa prestazione sanitaria diventi un pericolo maggiore di quello che si intende eliminare».

I LICENZIAMENTI
Ma in queste ore la Sanità abruzzese sta vivendo ore drammatiche anche per via dei licenziamenti dei medici ed operatori sanitari assunti a tempo determinato. Provvedimenti annunciati nelle scorse settimane che creeranno non poche difficoltà nell’erogazione dei servizi. Nonostante gli allarmi arrivati da più parti, però, non si sono ottenuti risultati.
Allarmato l’Anaao Abruzzo che sostiene sia a rischio tutto il sistema sanitario locale. Infatti nei reparti e negli ambulatori inizia la sofferenza per soddisfare le richieste e si riducono le prestazioni ma, soprattutto, non si intravede una possibile via di uscita.
«Avevamo chiesto al Governatore di prendere in considerazione la possibilità di derogare in alcune situazioni», spiega il segretario regionale Filippo Gianfelice, «come ad esempio nei casi di sostituzioni richieste per gravidanze o malattie particolarmente lunghe oppure per le situazioni in cui esistono graduatorie ancora non utilizzate. L'unica risposta certa che abbiamo finora ottenuto sono stati i primi licenziamenti avvenuti ad aprile ed il blocco completo delle proroghe dei contratti a partire dal prossimo giugno».
L'Anaao, il principale sindacato dei dirigenti medici ospedalieri, chiede con forza che venga
trovata una via condivisa per poter evitare il licenziamento di ulteriori precari dal sistema sanitario e rivolge un appello a tutte le forze politiche e sociali «affinché si prenda in seria considerazione questo problema che, a ben vedere, va oltre i semplici problemi campanilistici e prefigura il rischio concreto di una dissoluzione dell'intero sistema sanitario abruzzese».