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Trasporti, Azienda unica, Faisa Cisal: «un quadro sconfortante senza prospettive»

Sindacato si confronterà nei prossimi giorni con la Regione»

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Trasporti, Azienda unica, Faisa Cisal: «un quadro sconfortante senza prospettive»

D'Amico e D'Alfonso




ABRUZZO. Un quadro «sconfortante» per la nuova società del trasporto pubblico locale Tua.
Lo disegna Luciano Lizzi, della segreteria regionale Faisa-Cisal in una lettera inviata al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, al sottosegretario Camillo D’Alessandro e al presidente dell’Arpa Luciano D’Amico.
«La Regione non sta erogando i contributi chilometrici previsti per legge alle Società (10 milioni di euro)», elenca Lizzi, «non ottempera agli impegni contrattuali presi nel 2004 per emolumenti da erogare ai lavoratori (1,5mln), la capogruppo Arpa, di riflesso, non eroga i contributi sindacali da ottobre, non paga i creditori che hanno sospeso le forniture dei materiali di consumo indispensabili al servizio ed è probabile che non pagherà gli stipendi ai lavoratori».
Insomma, la situazione è critica.
Il sindacato sa per certo che ai 15 milioni di euro di minori impegni finanziari della Regione per il trasporto locale per l’anno 2015 si aggiungeranno ulteriori 10 milioni di minori finanziamenti per i trasporti che verranno imposti dal governo. Dunque niente di buono nemmeno all’orizzonte.
Ma la preoccupazione maggiore risiede nel progetto di riordino che deve transitare attraverso l’unificazione delle tre Società possedute dalla Regione: «stenta a vedere la luce, non siamo a conoscenza di progetti per recuperare risorse immediatamente per dare respiro a tutto il settore che è in sofferenza ormai da circa tre anni».

GLI ESUBERI
A preoccupare sono gli esuberi di personale «che sembrano innominabili e impossibili da trattare», spiega Lizzi.
«Nel piano presentato ai sindacati prima delle elezioni amministrative scorse e prima dell’insediamento di questa giunta regionale risultava che le sole eccedenze risultanti tra il confronto dell’organico Arpa e quello Gtm erano 48 (36 impiegati e 12 addetti indiretti) a cui si aggiungeranno ulteriori 30, sempre tra gli amministrativi, dalle strutture provenienti dalla Ferrovia Adriatico Sagritana».
Ulteriori 20 esuberi amministrativi risultano per certo al Faisa Cisal dalla partecipata Sistema che chiuderà il bilancio con 600 mila euro di perdite ed è già interessata dallo scorporo dei servizi di pulizia bus, per un totale di circa cento unità (100), il totale approssimativo è di circa 4 milioni di euro che rimarranno in carico alla costituenda nuova Società.
Risultano, dai documenti presentati dai tecnici regionali, circa 55 esuberi nell’immediato tra il personale viaggiante dell’area metropolitana che dovrà essere ricollocato nelle residenze vacanti. «Nulla trapela», contesta Lizzi, «per l’integrazione delle strutture manutentive, un‘ulteriore chimera, un’ulteriore promessa non confortata da progetti reali».
Il sindacato aspetta un incontro con la Regione che, se non verrà rimandato, dovrebbe tenersi il prossimo 20 aprile. «Sappiamo», chiude Lizzi, «che le fusioni tra aziende sono tutte dolorose e comportano sacrifici per tutti ma nessuno pare ne voglia prendere coscienza. Chiediamo alla politica di intervenire in maniera più virtuosa e tesa al contenimento dei costi, ma assistiamo a spot di dirigenti nominati dalla passata amministrazione ed in decadenza, al mantenimento di privilegi nelle strutture amministrative con personaggi noti che continuano a cumulare indicibili emolumenti per trasferte, erogazione di assegni ad personam deliberati dalle tre Società e privilegi infiniti nel limbo degli uffici».