TASSA SUL TERRENO

Imu Agricola, Copagri scrive a D’Alfonso: «servono correzioni alla norma»

Renzi su Twitter: «novità dal prossimo anno»

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Imu Agricola, Copagri scrive a D’Alfonso: «servono correzioni alla norma»

Il volantino del M5s




ABRUZZO. La vicenda dell’Imu sui terreni agricoli avrà un epilogo solo dopo che sarà emessa la sentenza di merito da parte del Tar del Lazio il prossimo 17 Giugno.
Sarà una sentenza riferita all’imposizione del 2014, dopo che la conversione di un Decreto Legge lo ha reso definito ed obbligatorio nonostante la permanenza di molti dubbi e perplessità su natura e merito, e cadrà il giorno successivo alla scadenza della prima rata del corrente anno.

Le proteste continuano imperterrite e ripetute su tutta la penisola sia su iniziativa delle organizzazioni professionali agricole, tra le quali anche la Copagri Abruzzo, che di comitati spontanei ma anche di comuni perché, volenti o nolenti, sono i sindaci i “front office” dei contribuenti in generale ma di questa odiata “patrimoniale”.
E’ notizia di cronaca di questi giorni che il presidente del Consiglio Matteo Renzi per il tramite dei suoi consueti “tweet” ha annunciato una profonda rivisitazione dell’impopolare imposta per il prossimo anno lasciando inalterata la situazione per il corrente 2015 (L'operazione Imu agricola vale 260 milioni. Interverremo il prossimo anno», ha scritto su Twitter).
Intanto nei giorni scorsi il presidente della Copagri Abruzzo, Camillo D’Amico, ha scritto al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso per chiedere un suo intervento: «tu», scrive D’Amico a D’Alfonso, «rappresenti con autorevolezza i comuni abruzzesi associati all’Anci e sei voce sensibile ed ascoltata presso le istituzioni regionali e nazionali ed, in questa funzione, ti chiedo convocare al più presto un tavolo tecnico – politico – istituzionale allargato alla presenza e partecipazione delle organizzazioni professionali agricole teso a proporre formali correttivi sostanziali alla vigente norma per l’Imu sui terreni agricoli allo scopo di evitare già dal corrente anno le iniquità e le discrepanze verificatesi nel 2014».

Intanto ieri alla Camera dei Deputati è partita la discussione delle mozioni presentate da Forza Italia e Movimento 5 Stelle in materia di esenzione sull’imposta per i terreni agricoli. Ma la maggioranza guidata dal Partito Democratico, per bocca del deputato Giuseppe Romanini, si è già espressa in maniera contraria agli impegni presentati dalle opposizioni. «Tutta la fiscalità rurale – ha affermato il parlamentare del Pd – sarà interamente rivista il prossimo anno e rigetteremo le mozioni perché ritenute strumentali».
«Se ai parlamentari della maggioranza basta un tweet del capo per credere di fare il bene degli agricoltori, noi abbiamo bisogno di fatti concreti e di prese di posizione nette, precise, chiare e trasparenti», ha replicato il deputato pugliese Giuseppe L’Abbate, capogruppo M5S in Commissione Agricoltura alla Camera.

LE 4 RICHIESTE DEI 5 STELLE
Quattro gli impegni al Governo Renzi richiesti dal Movimento 5 Stelle: una revisione complessiva delle norme in materia di fiscalità rurale e, in particolare, ad esentare i terreni agricoli dall’applicazione dell’IMU dall’anno 2015. Si richiede il rimborso ai proprietari dei terreni agricoli che abbiano proceduto al pagamento dell’imposta entro il 31 marzo scorso. E poi: particolare attenzione ai piccoli agricoltori: si richiede l’esenzione dal pagamento dell’IMU per quei coltivatori il cui fatturato non sia superiore 15.000 euro annui nonché a quelli ubicati in comuni vittime di calamità naturali verificatesi a partire dall’anno 2014, così come individuati dai relativi decreti del Ministero delle Politiche agricole. Infine, i 5 Stelle chiedono al Governo Renzi di procedere con urgenza all’aggiornamento del catasto agricolo nonché della classificazione Istat dei comuni italiani, tenendo conto dell’evoluzione e della trasformazione del territorio e del settore primario degli ultimi decenni, ponendo l’accento sulla redditività dei terreni agricoli.