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L’Aquila: «consulenza per la più grande opera pubblica del post-sisma ad un condannato di Sanitopoli»

La denuncia di Rifondazione Comunista: «l’ufficio legale è quello di Boschetti»

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L’Aquila: «consulenza per la più grande opera pubblica del post-sisma ad un condannato di Sanitopoli»

Antonio Boschetti





L’AQUILA. «Possibile che per seguire l’appalto pubblico più importante de L’Aquila post sisma si debba chiamare un avvocato di San Salvo per giunta condannato in primo grado?»
Se lo domandano  Maurizio Acerbo, segreteria nazionale Prc e Francesco Marola, segretario provinciale: i due fanno notare che tra le notizie sul sito dedicato al maxi per il rifacimento dei sottoservizi nel centro storico aquilano - acquedotto, fognature, reti elettriche e telefoniche- c’è quella che la responsabilità dell’ufficio legale di questa opera è affidato all’avvocato Antonio Boschetti, già consulente di diversi comuni.
«Se non si tratta di un caso di omonimia», commentano i due, «temiamo che sia lo stesso Antonio Boschetti già consigliere regionale della Margherita, presidente della Commissione Sanità regionale e poi assessore della giunta Del Turco, condannato in primo grado a 4 anni nel processo Sanitopoli».
E dire che di avvocati che si chiamano Antonio Boschetti tra Vasto e San Salvo ce ne sono almeno due, dunque si poteva ben sperare che si trattasse del professionista senza precedenti.
Invece l’avvocato di Vasto, interpellato da PrimaDaNoi.it, ha confermato che non si sta occupando dell’appalto aquilano. Il secondo, titolare dello studio Boschetti (consulenza legale, tributaria e del lavoro che conta 13 tra avvocati, commercialisti, consulenti del lavoro e 14 dipendenti) ex assessore della giunta Del Turco è indaffaratissimo e non si arriva a lui se non si viene rimpallati da almeno due segretarie dell’immenso studio legale.

 Sentito dall’Ansa Boschetti ha confermato che «non fa più politica ma l’avvocato».
«Non devo più lavorare? Devo rubare?», si domanda, «Qual è il problema? Fino a quando non sarà chiarita la mia posizione giudiziaria non farò politica, e sono già 7 anni: ma non devo lavorare nel frattempo? Ho uno studio con 4 avvocati e centinaia di clienti e tante aziende di cui curo gli aspetti legali. Non capisco queste polemiche. E' stato vinto un appalto pubblico da aziende che hanno scelto me come legale perchè sono il loro avvocato. Ho clienti in tutta la regione Abruzzo. Il mio mestiere è quello di fare l'avvocato».
In effetti Boschetti lavora moltissimo proprio con le amministrazioni pubbliche e consulente legale di piccoli e grandi comuni che hanno continuato a scegliere lui anche dopo i clamorosi arresti e la condanna.
Boschetti, avvocato, originario di San Salvo, prima di essere coinvolto nell'inchiesta che disarcionò la giunta Del Turco era assessore regionale alle Attività produttive, un incarico che l’allora presidente della giunta gli aveva affidato poco prima degli arresti del 14 luglio 2008.
Nel 2005 venne eletto all'Emiciclo nella lista della Margherita, era stato nominato presidente della commissione Agricoltura, poi aveva appoggiato il processo di fusione con i Ds e aveva aderito al Partito democratico.

Nel 2008 l’arresto e a luglio 2013 la condanna in primo grado a 4 anni di reclusione. «Non possiamo che denunciare con fortissima indignazione che sulla ricostruzione continuano ad affollarsi ombre come del resto accade nella vita politica regionale», dicono da Rc.
Rifondazione vuole vederci chiaro: «da quel che sappiamo il PD non ha mai messo fuori dalla porta il condannato Boschetti che partecipa normalmente a iniziative pubbliche, nel suo territorio continua a esercitare una forte influenza politica e probabilmente ha pure la tessera in tasca.  La Gran Sasso acqua è una società pubblica di cui è azionista il Comune dell’Aquila che è guidato da un sindaco PD, in una regione guidata da un presidente PD frequentatore abituale di aule giudiziarie. Il presidente della Gran Sasso Acqua è Americo Di Benedetto, esponente renziano del PD.  E’ forte la sensazione che il sistema di potere del PD abruzzese non solo non sia in grado di allontanare perlomeno i condannati ma che questi si ricavino uno spazio nel rapporto tra politica e imprese o comunque vengano tutelati e ricollocati magari in attesa della solita prescrizione. Di tutto questo il Partito Democratico ma anche le imprese che hanno ottenuto l’appalto dovrebbero rendere conto all’opinione pubblica aquilana, regionale e nazionale».

LA MAXI OPERA
Il primo lotto di 30 milioni è stato affidato a un’associazione temporanea d’impresa composta da tre aziende: Acmar, Edilfrair e Taddei. Per l'esecuzione dei lavori l'ATI ha costituito la società operativa ASSE CENTRALE S.c.a r.l.

La  Gran Sasso Acqua Spa, società pubblica di gestione del servizio idrico integrato, è la stazione appaltante dell’opera.
Il primo lotto consiste nella realizzazione dello Smart Tunnel, un tunnel sotterraneo all'interno del quale passeranno i principali servizi della città, percorribile a piedi dai tecnici. Renderà possibile, in caso di guasti o di interventi di manutenzione sulle reti, è semplice individuare il problema ed intervenire.
Dunque Acerbo e Merola chiedono che la risposta arrivi da chi di dovere: «perché Boschetti ricopre per ruolo?»

La conferma che si ha anche da questa storia è che i bravi professionisti non conoscono né periodi di crisi né battute di arresto. Se poi hanno un trascorso nella politica la certezza di rimanere sulla cresta dell’onda è assicurata. 

BOSCHETTI: «LAVORO A L’AQUILA DA SEI ANNI SOLO PER I PRIVATI. CONSULENZA DA 850EURO AL MESE»
«Così come ho deciso di stare fuori dalla politica fino alla definizione dei miei problemi giudiziari così ho deciso di non lavorare più per le amministrazioni pubbliche».
Parola di Antonio Boschetti che a PrimaDaNoi.it spiega ulteriormente la sua rabbia nel dover stare a «parlare con un giornalista perché un tale che non lavora lo tira in ballo su questioni che non conosce».
Così l’avvocato spiega di conoscere l’imprenditore Taddei da almeno sei anni e di essere suo consulente dal 2009 e così come per altre ditte abruzzesi che lo ritengono un ottimo collaboratore.
In questo caso per l’appalto dei sottoservizi il suo è un ruolo di «tutela del privato contro il pubblico» cioè di attuazione del contratto in ogni suo aspetto per far sì che tutto si svolga regolarmente e senza intoppi.  

«E’ inoltre bene precisare che per questo “mega appalto” prendo 850 euro al mese per la durata dei lavori. Significa stare sempre a disposizione ed essere chiamato 3-5 volte a settimana. Parliamo di queste cifre ed è bene che ognuno si faccia l’idea che vuole sulle cifre esatte… magari chissà Acerbo a che cifra pensava…»

«Faccio 130mila chilometri all’anno e giro per l’Abruzzo e grazie al mio lavoro sono riuscito a sopravvivere e ad uscire fuori da un brutto vortice che mi ha risucchiato. Ho smesso di fare politica ma per chi la ama come me e la fa da quando aveva 14 anni è dura», dice, «essere continuamente tirato in ballo per la faccenda giudiziaria non ancora conclusa o perché ha vinto il centrosinistra o perché sono amico di D’Alfonso è intollerabile».

a.b.