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Tar. Croce Rossa: il ricorso “segreto” per riprendersi il trasporto malati

La Asl annulla la convenzione ma avrebbe commesso molti errori

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AMBULANZE, PRONTO SOCCORSO






ABRUZZO. I Comitati locali della Croce Rossa hanno chiesto al Tar di annullare la delibera Asl di Chieti che ha cancellato l’affidamento diretto del trasporto malati sottoscritto il 30 dicembre 2013 e reso possibile dalla natura pubblicistica della Cri. Secondo i ricorrenti, la convenzione deve essere considerata ancora valida perché il Governo ha prolungato fino al 2016 la trasformazione dei Comitati locali in Enti di diritto privato, per cui l’affidamento diretto alla Cri (anche locale) come ente pubblico sarebbe ancora efficace.
Ora la decisione finale toccherà al Tar.
La novità del ricorso – del tutto prevedibile come in ogni altro appalto – è però un’altra: ora la Croce Rossa dipinge la Asl di Chieti come un Ente poco affidabile e del tutto incompetente in diritto, mentre fino a ieri non era così, quando aveva affidato il trasporto malati ai Comitati Cri di Chieti, Lanciano e Vasto.

COSA DICE IL RICORSO TENUTO NASCOSTO
Come confermano gli avvocati di parte Francesco Paolo Febbo e Giuseppe Di Sebastiano, PrimaDaNoi.it non doveva essere informata di questa iniziativa e questa sembra una contraddizione per la Croce Rossa che pare avere come parte avversa un quotidiano che informa con documenti e pare infastidita (come molti altri del resto).
La Croce Rossa però –oltre che essere una prestigiosa e secolare organizzazione- è ente che utilizza soldi pubblici ed espleta un servizio vitale ma poi si comporta come un qualsiasi operatore privato che non gradisce critiche e prova ad operare censure. Ma non è l’unica stranezza: nei mesi scorsi la Cri ha partecipato ad una gara per i trasporti residuali, come operatore privato, aggiudicandosi alcune postazioni. Ed in questo caso non ha fatto valere – come ora – la sua natura di ente pubblico né tanto meno ha criticato la Asl che l’ha invitata ed i suoi bravi dirigenti.
In sostanza la Cri chiede non solo l’annullamento della delibera che cancella la Convenzione, ma anche «il risarcimento dei danni patiti e patiendi» visto che il contratto del 2013 era valido fino al 2016 e che la Asl poteva disdirlo solo se avesse gestito in proprio il servizio.
Le successive modifiche legislative sulla natura pubblica e/o privata della Cri e quindi sulla possibilità o meno dell’affidamento diretto, hanno provocato un guazzabuglio di regole diverse più o meno valide e/o scadute. Di qui la delibera oggetto del ricorso che «palesa – ictu oculi – plurimi vizi inerenti violazioni di leggi ed eccesso di potere».
 Si va «dalla contraddittorietà degli atti, falsità dei presupposti, travisamento» (cioè gli uffici Asl conoscevano la legge con tutti i suoi aggiornamenti, ma l’hanno bypassata), alla «violazione della Convenzione» (che non prevedeva questa modalità di scioglimento del contratto), alla «mancanza di motivazione ed all’illogicità». Insomma gli uffici addetti sono così digiuni di diritto che hanno consigliato al manager una strada sbagliata con un «esaurimento fantasioso» (testuale nel ricorso) della Convenzione, invece di una sua modifica, molto più semplice e lineare. Di qui anche le richieste di danni per «lucro cessante» e per «danno emergente» (visti i notevoli investimenti sostenuti per assicurare il trasporto dei malati), di danni morali e di sospensiva.

LO STRANO COMPORTAMENTO DELLA ASL DI CHIETI E LA CENSURA DELLA CRI
In realtà i rapporti Asl-Cri hanno avuto un andamento da montagne russe. Si sono molto raffreddati quando il manager Francesco Zavattaro ha scoperto che – rispetto al 2013 - la spesa 2014 per questo servizio era lievitata di circa un mln a favore di questi tre Comitati della Croce rossa. Infatti da un totale di 678 mila euro incassati dalla Cri per tutti i servizi erogati (trasporto di emergenza, intraospedaliero, sangue ecc.) nello scorso anno la spesa è stata di oltre 1,6 mln solo per la Cri. Cioè un aumento di 950 mila euro in un anno per Chieti, Lanciano e Vasto, a fronte di un taglio da 500 mila euro per le altre associazioni.
Ma dopo lo stop del manager Asl che a causa di questo sforamento aveva bloccato i pagamenti dell’ultimo trimestre 2014, il sereno nei rapporti è tornato dopo la decisione di pagare subito il 75% del sospeso ed il resto a breve.

C’È IL RISCHIO CHE TUTTO RIMANGA COME PRIMA
In questa nuova armonia stride dunque l’iniziativa Cri del ricorso al Tar che per alcuni però potrebbe essere una contraddizione solo apparente con il sereno ritrovato. E se tutto fosse stato ordito proprio dai furbetti che hanno la regìa di queste vicende? La Asl apparentemente sospende ma poi il ricorso congela tutto e le cose restano come prima, con buona pace del commissario D’Alfonso che ha chiesto di risparmiare su “beni e servizi”.
Insomma non ci sarebbe nessun risparmio e resterebbe la spesa maggiore che ha messo in difficoltà il manager Zavattaro, che pure aveva deciso l’affidamento diretto invece della gara d’appalto (che qualcuno gli aveva prospettato per risparmiare).

Sebastiano Calella