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Petrolio, Mazzocca insiste: «parco Costa teatina per bloccare Ombrina»

Su PowerCrop «Regione decisa più che mai»

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Petrolio, Mazzocca insiste: «parco Costa teatina per bloccare Ombrina»

Mario Mazzocca


ABRUZZO. Tiene banco senza sosta la discussione sul progetto Ombrina Mare 2, tra proteste, preoccupazioni e ancora troppe incertezze.
Ieri il Consiglio regionale, riunito in seduta straordinaria, ha respinto la risoluzione (presentata dalle minoranze) che chiedeva l'intervento della Giunta regionale per bloccare la firma dei decreti autorizzativi all'installazione dell'impianto petrolifero che dovrebbe sorgere a pochi chilometri al largo del litorale della provincia di Chieti.
E sempre nella giornata di ieri il ministro dell’Ambiente Gianluca Galletti rispondendo al question time di Fabrizio Di Stefano (Forza Italia) non ha garantito che l’istituzione del Parco della Costa Teatina fermerà il progetto della Rockhopper.

La multinazionale proprio in questi giorni è tra le società denunciate dal governo argentino per aver «svolto attività di esplorazione per i combustibili fossili sulla piattaforma continentale argentina senza aver ottenuto la relativa autorizzazione».

Secondo Daniel Filmus, Segretario per gli affari delle Malvinas, ricostruisce Maria Rita D’Orsogna sul suo blog, i petrolieri hanno violato le leggi argentine e le risoluzioni ONU che impongono ad Argentina e al Regno Unito di "non introdurre modiche unilaterali" nell'ambiente attorno alle isole Falkland.
Intanto sul fronte abruzzese la Regione continua a garantire il proprio impegno in prima linea e attacca l’opposizione che non starebbe lavorando nella direzione giusta per fermare la deriva petrolifera.

«Il fatto che il centrodestra, dopo aver contrastato nei sui cinque anni di governo la sua istituzione, non abbia voluto inserire nell'ordine del giorno da votare in consiglio, l'impegno a realizzare il Parco della costa teatina dimostra tutta la strumentalità dell'operazione», sostiene l'assessore regionale all'Ambiente, Mario Mazzocca.
«Abbiamo svolto - ha proseguito Mazzocca - un ruolo di coordinamento degli Enti locali, delle organizzazioni sociali ed economiche, delle associazioni ambientaliste in fase di presentazione delle osservazioni nelle procedure di VIA nazionale e abbiamo impugnato davanti alla Corte Costituzionale quegli articoli dello "Sblocca Italia" che escludono la Regione dalle procedure autorizzative della ricerca di idrocarburi. A questo punto, l'unica cosa veramente utile per ribadire l'incompatibilità delle attività petrolifere con il modello di sviluppo scelto dalla Regione è la rapida conclusione delle procedure di perimetrazione del Parco Nazionale della Costa Teatina, con la sua conseguente piena operatività. Dire No a Ombrina Mare ed al Parco della Costa Teatina è uno strano modo, quello del centro-destra abruzzese, di concepire lo sviluppo sostenibile dell'Abruzzo».

Il Consiglio Regionale ieri ha respinto una risoluzione presentata dal centrodestra e dal consigliere Mercante (M5S) che, oltre a costituire, secondo Mazzocca «atto meramente strumentale», appariva comunque superata dagli eventi messi in atto dalla Regione Abruzzo negli ultimi mesi.
«La principale motivazione del rigetto - ha aggiunto l'assessore - risiede unicamente nella assoluta chiusura del centrodestra a voler riconoscere l'ormai pressante esigenza della istituzione del Parco della Costa Teatina, oltre alla sua estrema contestuale utilità per una concreta, importante ed ulteriore forma di opposizione alla deriva petrolifera dell'Adriatico. Nel documento, in realtà, si ometteva anche il pur minimo riconoscimento alla giunta D'Alfonso dell'attività svolta in questi mesi per scongiurare la deriva petrolifera del nostro mare. Eppure di momenti fattivi ed atti concreti ce ne sono stati diversi: dall'avvio concreto del dialogo con tutti i portatori di interesse generale (dalle istituzioni ai comitati e alle associazioni), alla assunzione di atti ufficiali per la formulazione delle osservazioni alla procedura di Via nazionale (due delibere di giunta, le prime dell'Abruzzo sul tema), due ricorsi alla Corte Costituzionale avverso l'art.38 dello "Sblocca-Italia" (prima delle nove Regioni ricorrenti). In definitiva, in soli dieci mesi si è prodotto molto di più di quanto si sia fatto nei precedenti 66 mesi».

POWERCROP
Ma c’è anche un altro caso che in queste settimane sta mobilitando l’intero Consiglio regionale. Ovvero il progetto della PowerCrop, gruppo Maccaferri, già bocciato nei giorni scorsi dalla Conferenza dei servizi.
Ieri il Consiglio ha approvato due risoluzioni per ribadire la contrarieta' dell'Assemblea all'insediamento.

«E’ un passo avanti sulla linea già tracciata dal lavoro di questa Giunta e di questa maggioranza nel senso della tutela dell'ambiente, del paesaggio, della qualità dell'aria e delle vocazioni naturali del nostro territorio», sostiene Mazzocca sottolineando l'importanza del provvedimento con cui il Consiglio Regionale ha ribadito, conferendole ancora più forza, la posizione in merito a un progetto che si ritiene incompatibile con la vocazione agricola della Piana del Fucino e con la tutela dell'equilibrio ambientale e la salute dei cittadini. Incompatibilità di recente sancita anche dalla conferenza di servizi e che il governo regionale ha sostenuto sin dall'inizio in tutte le sedi competenti. 

«Scongiurare l'istallazione di un impianto che, per natura e dimensioni, sarebbe deleterio per l'ambiente e per l'economia del Fucino (che rappresenta il 25% del PIL agricolo della Regione)», spiega Mazzocca, «resta per noi una priorità, al di là di qualche goffa torsione politicista che si è verificata, che però consideriamo giustificabile con il noviziato di alcuni consiglieri. Gli atti concreti di Giunta saranno dunque, conseguenti all'atto di indirizzo politico che ieri il Consiglio ha approvato e che va nella direzione di garantire il mantenimento e lo sviluppo del settore agro-alimentare della Piana del Fucino e al contempo la salvaguardia dei livelli occupazionali e del reddito dei lavoratori ancora attivi dell'ex zuccherificio di Celano attraverso una politica di programmazione regionale che vada incontro alle attitudini naturali, alle necessità sociali e ambientali nonché alle enormi potenzialità che la Marsica esprime».