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PowerCrop, Consiglio regionale boccia la centrale a biomasse

Votate due risoluzioni, una della maggioranza e una della minoranza

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PowerCrop, Consiglio regionale boccia la centrale a biomasse

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L’AQUILA. Il Consiglio Regionale, in seduta straordinaria, per discutere del progetto della PowerCrop per la realizzazione di una centrale a biomasse a Borgo Incile di Avezzano, ha approvato due risoluzioni, una della maggioranza, una dell'opposizione, per ribadire la contrarietà all'insediamento.
Fuori all’Emiciclo decine di cittadini con cartelli e striscioni contro il progetto.
Prima di Pasqua la Conferenza dei servizi ha espresso parere negativo alla realizzazione dell'impianto del gruppo Maccaferri. Sono state espresse osservazioni, in particolare, sull'approvvigionamento della materia prima, sulla dimensione dell'impianto, sulla destinazione dell'area in cui deve essere realizzato, sulla mancata rappresentazione nella carta vincolistica della rappresentazione dei vincoli archeologici e sulla carenza dei dettagli per l'utilizzo delle acque e sul sistema di smaltimento delle stesse
Il primo documento approvato oggi in Consiglio, a firma della maggioranza di centrosinistra, impegna il presidente Luciano D'Alfonso e la Giunta a sostenere presso i ministeri competenti e presso il prefetto dell'Aquila, nella sua qualità di commissario ad Acta per la riconversione dello stabilimento ex Sadam, «il parere negativo alla costruzione e all'esercizio di un impianto per la produzione di energia elettrica da biomassa della potenza di 30 megawatt».
Inoltre si chiede di approvare definitivamente il Piano di Assetto Naturalistico della Riserva del Monte Salviano e di adottare ogni iniziativa utile alla salvaguardia dei livelli occupazionali degli ex lavoratori dello zuccherificio di Celano. 

Ripercorrendo le tappe che hanno portato oggi al voto in aula, Di Pangrazio (primo firmatario della risoluzione) ha rilevato che «l’impianto proposto è incompatibile sotto il profilo socio economico con il territorio del Fucino. Infatti, a fronte dei vantaggi per l’azienda PowerCrop, numerose sarebbero le ricadute negative economiche e sociali».
L’impianto, secondo il presidente del Consiglio: «potrebbe rappresentare un reale rischio per l’ambiente naturale e la sua realizzazione costituirebbe una palese incongruenza con le finalità e gli obiettivi del progetto denominato Appennino Parco d’Europa (A.P.E.)».
Per quanto riguarda, poi, la ricollocazione del personale prima impiegato nello stabilimento Sadam di Celano, per Di Pangrazio è necessario che D’Alfonso e la sua giunta si impegnino per la realizzazione di un centro di trasformazione orticola per concorrere alla valorizzazione delle carote e delle patate, quali prodotti tipici dell’area interessata. Per il presidente della Commissione Agricoltura Lorenzo Berardinetti: «la riorganizzazione e la salvaguardia di fatto dei livelli occupazionali rappresentano il primo passo da intraprendere, in ragione della manifesta incompatibilità tra la centrale Power Crop e la forte vocazione agricola della Piana del Fucino, caratterizzata da una agricoltura ad alta specializzazione con oltre duemila imprese agricole presenti e circa diecimila lavoratori capaci di generare il 30% del PIL agricolo regionale». Per Berardinetti, infine: «Non va tralasciata la necessità di rivedere i limiti dell’area contigua della Riserva Regionale del Monte Salviano, che verrebbe investita dalla presenza della centrale a biomasse della Power Crop».

IL SECONDO DOCUMENTO
Il secondo documento, sottoscritto dall'opposizione, impegna il Governo regionale ad assumere ufficialmente una posizione di contrarietà nei confronti del progetto della centrale PowerCrop, «riconoscendone l'incompatibilità con il contesto socio-economico e ambientale che contraddistingue la Piana del Fucino e, più in generale, la Marsica»; a ritirare qualsiasi adesione della Regione ad Accordi o Intese, nell'ambito dei piani di riconversione degli ex zuccherifici, con particolare riferimento all'accordo del 2007 tra la Sadam, la Regione, la Provincia dell'Aquila, il Comune di Celano, la PowerCrop e le sigle sindacali dei lavoratori dell'ex zuccherificio; a provvedere alla revisione del parere rilasciato dal Comitato Via nel 2010, alla luce delle criticità emerse nell'iter progettuale dell'impianto; a interessare il Comitato interministeriale circa le lacune, mancanze e inadeguatezze riscontrate nel progetto di riconversione presentato dalla Sadam, al fine di rivedere l' accordo di riconversione nell'ottica di una reale valorizzazione del territorio marsicano e delle sue peculiarità.