SANITA' AGLI SGOCCIOLI

Sanità abruzzese: in estate fine del commissariamento?

Esito positivo dell’esame romano al Tavolo di monitoraggio

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Sanità abruzzese: in estate fine del commissariamento?


ABRUZZO.  Il commissariamento della sanità abruzzese sta per finire. E a fine luglio si saprà se il Mef trasformerà in provvedimento quella che al momento è una solida prospettiva, con l’Abruzzo che dovrebbe essere la prima regione a salire dalla serie B alla serie A, tra le Regioni in grado di camminare da sole in sanità.
All’uscita dal Tavolo romano di monitoraggio l’assessore Silvio Paolucci ha espresso la sua soddisfazione «per il percorso fin qui realizzato, che è poi la road map che ci eravamo prefissati. Si tratta ora di portare a compimento tutte le iniziative intraprese, dalla conclusione della riconversione territoriale socio sanitaria, alla messa in sicurezza dei Punti nascita ed alla rete di emergenza urgenza. In più dovremmo essere in grado di preparare il nuovo Piano sanitario 2015-2018. Credo che meglio non si poteva fare, anche perché è un premio agli sforzi di tutti gli abruzzesi».
 «Siamo soddisfatti», ha detto Paolucci, «perché il Ministero ha sostanzialmente apprezzato il lavoro finora svolto, come del resto conferma la premialità di 31 milioni di euro, e considera l'Abruzzo come la prima regione che potrà uscire dal commissariamento in autunno, fatto che anche per il governo rappresenta un successo tecnico e politico».

«Il primo compito, che effettueremo già nelle prossime settimane», Paolucci, «è completare il ripristino del conto sanità, in cui vanno allocati circa 78 milioni, spostandoli dalle voci di bilancio regionale. In questo modo sarà completata la compensazione delle vecchie distrazioni per competenza e cassa, in uso nelle passate legislature, che rendevano possibili le famigerate leggi omnibus e i finanziamenti a pioggia. In più, andrà compensata parte dell'anticipazione che la Regione ha prodotto sulla spesa del Fondo Sociale Europeo e che, nella scorsa legislatura, l'Abruzzo non è stato in grado di farsi restituire dalla Comunità europea».
 In riferimento al tema caldo della chiusura dei punti nascita, su cui domani si preannuncia bagarre in Consiglio regionale, Paolucci ha sottolineato che «il governo ha apprezzato molto il provvedimento sulla riorganizzazione dei punti nascita e ci ha invitato ad andare avanti senza indugio entro i tempi previsti per la chiusura dei quattro punti nascita che non rispettano gli standard di sicurezza».

Si tratta allora di aspettare questa estate e di condividere il successo con tutti quelli che hanno contribuito ad arrivare a questo ultimo miglio, compreso il lavoro del commissario Gianni Chiodi la cui opera è stata disconosciuta dal centrodestra attuale che invece di partecipare al successo si sta battendo per contrastare gli ultimi adempimenti.
 In sostanza ieri Luciano D’Alfonso in veste di commissario, ha presentato i decreti attuativi sulle ultime inadempienze del Piano di rientro ed ha incassato l’ok del Mef. Oltre Paolucci, con lui c’erano il sub commissario Giuseppe Zuccatelli e per l’assessorato il direttore Angelo Muraglia, Maria Crocco e Giovanni Farinella. Ora si tratta di leggere bene il verbale di questo Tavolo romano, per verificare cosa è stato deciso nei particolari. Come - ad esempio – la Regione dovrà ricostituire il fondo della sanità, da cui furono attinti oltre 100 mln per le altre esigenze di cassa della Regione (ne mancherebbero ancora circa 60-70). In più l’assessore dovrà “correre” per adeguare la rete dell’emergenza-urgenza e per realizzare la messa a norma dei Punti nascita, con le chiusure programmate e con la messa in sicurezza di quelli che restano aperti, con l’adeguamento del tarsporto neonatale. Poi si passerà al nuovo Piano sanitario che deve disegnare la sanità abruzzese nei prossimi anni. E forse questo è il vero banco di prova della nuova maggioranza, finora alle prese con la conclusione del Piani di rientro dai debiti.

Sebastiano Calella