SANITA' AGLI SGOCCIOLI

Punti nascita: il Consiglio regionale prova a ritardare la chiusura con tre risoluzioni (forse)

Dopo le polemiche potrebbe iniziare il dibattito sul grave problema del taglio dei servizi

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CONSIGLIO REGIONALE



ABRUZZO.  Non è all'ordine del giorno delle sedute ordinaria e straordinaria del Consiglio regionale d'Abruzzo di oggi, ma secondo quanto si è appreso la questione calda dei quattro punti nascita da chiudere a Sulmona, Atri, Penne e Ortona sarà ancora al centro della discussione inserita fuori sacco.
Per la maggioranza di centrosinistra, già accusata dalle opposizioni di non voler tornare indietro dalla decisione presa dal commissario ad acta, Luciano D'Alfonso, con un decreto conseguenza di quanto deciso dal piano di rientro per il deficit sanitario, si annunciano altre difficoltà.
Tre sono le risoluzioni urgenti presentate: una firmata dalle opposizioni di centrodestra e dal Movimento 5 Stelle meno il grillino Leandro Bracco; un'altra dal presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio (Pd), una terza dai consiglieri di centrosinistra Andrea Gerosolimo e Mario Olivieri (Abruzzo Civico), Lorenzo Berardinetti (Regione Facile) e Pierpaolo Pietrucci (Pd) e dal consigliere di Forza Italia Emilio Iampieri, che ha firmato anche quella delle opposizioni. 

In questo documento si dà mandato a D'Alfonso di revocare il decreto, riformularne uno nuovo di riorganizzazione che non contempli la chiusura del punto nascita di Sulmona. In quello delle opposizioni si chiede la sospensione e la revoca del decreto. Nella risoluzione firmata dal presidente Di Pangrazio, sul quale una parte del Pd si è opposta al fatto che fosse discussa nell'ultimo Consiglio, per evitare la chiusura si indica una strada inedita: si impegna D'Alfonso ad avviare una trattativa con il governo nazionale «per ottenere le deroghe motivate, in coerenza con le disposizioni richiamate, al fine di salvaguardare le aree geografiche... con rilevanti difficoltà».
 Le disposizioni richiamate riguardano l'accordo Stato-Regioni del 2010, quindi ai tempi della Giunta di centrodestra guidata da Gianni Chiodi, sulle linee di indirizzo per la promozione e il miglioramento di qualità, sicurezza e appropriatezza degli interventi assistenziali del percorso nascita e per la riduzione del taglio cesareo, con l'istituzione del comitato percorso nascita regionale che al punto 1 aveva la «razionalizzazione progressiva dei punti nascita».

 I dettami di questa intesa sono stati recepiti nella delibera di Giunta del 23 dicembre 2011. In questo documento per le eventuali deroghe si mira a rimuovere la norma a monte per non incorrere in infrazioni da parte del governo. Il pericolo di infrazione ai danni della Regione è stato evocato in merito alle altre due risoluzioni nelle quali si chiede la sospensione e la revoca dei punti nascita. Non si sa quale possa essere l'epilogo di questa discussione, considerando che i direttori generali, ai quali è stata demandata la competenza, hanno deciso la chiusura entro e non oltre il 31 ottobre prossimo, con il piano aperto da Sulmona il 30 giugno prossimo.
I manager consegneranno a D'Alfonso la pianificazione entro l'11 aprile prossimo, come stabilito dal decreto. Le sedute straordinarie di domani riguardano le tematiche sull'iter progettuale della piattaforma petrolifera Ombrina Mare 2 e la sulla centrale a biomasse PowerCrop di Avezzano.