LA DENUNCIA

Azienda unica di trasporto, allarme sindacati: «si rischia fallimento immediato»

Cgil e Filt scrivono al presidente D’Alfonso

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Azienda unica di trasporto, allarme sindacati: «si rischia fallimento immediato»

ABRUZZO. «Se l'obiettivo è quello di far immediatamente fallire l’azienda unica di trasporto, stiamo sulla buona strada».
Durissima la presa di posizione di Cgil Abruzzo e Filt Cgil Abruzzo: le due sigle sindacali sostengono di «non avvertire segnali di discontinuità rispetto alla politica precedente».
E contestano la recente decisione del cda di Gtm, condivisa dal presidente di Arpa («presumibilmente avallata anche dalla politica»), di prorogare di un altro anno un oneroso contratto dirigenziale che sarebbe invece dovuto cessare (così come previsto nei verbali di assemblea degli azionisti e negli atti ufficiali) contestualmente alla nascita dell'azienda unica di trasporto.
«La scelta appare non solo assolutamente irrazionale ma in aperta e chiara continuità con le vecchie logiche politiche e spartitorie che almeno oggi non dovrebbero trovare più spazi», dicono Alessandra Genco, segreteria Cgil Abruzzo e Franco Rolandi - Filt Cgil Abruzzo.
I due hanno inviato una missiva al presidente della Giunta Regionale Luciano D’Alfonso, al sottosegretario Camillo D’Alessandro e al presidente di Arpa Spa Luciano D’Amico chiedendo di dare risposte «con urgenza» alle esigenze di mobilità nella regione e certezza occupazionale e salariale ai lavoratori delle società partecipate e controllate interessate dal processo di fusione «in un'ottica di trasparenza e di autonomia dalla politica».

UN DECISO CAMBIO DEL MANAGEMENT
Le sigle sindacali chiedono «un management competente che non risponda alle usuali logiche del potere politico di turno e che soprattutto non sia lo stesso che si è reso protagonista in negativo nella conduzione delle attuali aziende regionali. Conseguentemente la recente decisione del Cda di Gtm di prorogare di un altro anno un contratto dirigenziale che sarebbe invece dovuto cessare (così come previsto dagli atti ufficiali) contestualmente alla nascita dell'azienda unica, appare non solo assolutamente irrazionale ma in aperta e chiara continuità con le vecchie logiche spartitorie che almeno oggi non dovrebbero trovare più spazi».

«CHIAREZZA SULLE RISORSE, LORO DESTINAZIONE E VERIFICA DEI TAGLI»
Secondo i sindacati è indispensabile affrontare ed approfondire l'analisi delle risorse ribadendo che le stesse devono essere indirizzate esclusivamente a sostenere le attività di trasporto pubblico locale. «Così come per i tagli», spiegano, «si rende necessario un serio approfondimento sulla volontà politico aziendale».

GARANZIE OCCUPAZIONALI
Anche su questo aspetto le sigle sindacali chiedono di superare la politica degli annunci «dando finalmente garanzie certe agli oltre 1700 lavoratori (non escludendo le società partecipate Cerella e Sistema) che vivono nell'insicurezza quotidiana derivante dal susseguirsi di notizie correlate alla nuova riorganizzazione e alla politica dei tagli».

RICADUTE SULLE SOCIETÀ PARTECIPATE CERELLA E SISTEMA
I sindacati vogliono conoscere definitivamente il ruolo che queste società assumeranno nell'ambito della nuova azienda unica di trasporto, «ribadendo da parte nostra, l'utilità e la centralità dei servizi da loro svolti».

RUOLO DELLA SOCIETÀ COMMERCIALE
Non è ad oggi ancora chiaro quale sarà la mission di Sangritana Spa né come possa la stessa garantirsi un futuro in assenza di una contribuzione pubblica. «Riteniamo che le attività commerciali derivanti dai collegamenti quotidiani da e verso Roma e da e verso Napoli, debbano essere equiparate ad attività di tpl e come tali gestite dalla società unica di trasporti», chiudono Genco e Rolandi.