SANITA'

Abruzzo. L’obiettivo dell’assessore Paolucci: «mai più Asl che vanno per conto proprio»

Rete residenziale, chiusura Punti nascita e meno licenziamenti: i prossimi obiettivi

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Abruzzo. L’obiettivo dell’assessore Paolucci: «mai più Asl che vanno per conto proprio»

Silvio Paolucci




ABRUZZO. Conversione socio sanitaria della sanità, con interventi mirati e ragionati sulla residenzialità, chiusura dei Punti nascita entro e non oltre il 31 ottobre (con una certa differenziazione delle date), meno automatismi e rigidità nei licenziamenti dei precari, per i quali è previsto un regime che dovrebbe consentire qualche sforamento nel tetto complessivo della spesa, riconsiderazione delle competenze per evitare tagli lineari e possibile blocco dei servizi.
La sanità regionale esce dal caos delle Asl dove ciascun manager si comportava secondo le sue capacità e le sue “simpatie” e forse diventa un corpo unico, governato con le stesse leggi?
Potrebbe essere questo il risultato più importante della due giorni che ha visto via Conte di Ruvo meta di pellegrinaggi ripetuti dei quattro manager, di dirigenti, di rappresentanti di categorie e dello stesso Luciano D’Alfonso.

Di solito infatti è lui che convoca le riunioni, ma stavolta ieri mattina è stato ospite-padrone di casa all’assessorato per l’incontro preparatorio del Tavolo romano di monitoraggio per fare il punto (anche con Giuseppe Zuccatelli, sub commissario e la Kpmg) sullo stato della sanità prima dell’esame previsto l’8 aprile.
In sostanza ai manager più riottosi e meno allineati al rispetto del Piano di rientro dai debiti ieri era stato detto con chiarezza che chi, con il pretesto del decreto 5, licenziava senza criterio e metteva a rischio i Lea, era a rischio revoca anche lui. Ai manager era stato detto anche di portare oggi i risultati della riorganizzazione della rete assistenziale residenziale (che poi è stata decisa, anche se ci vorranno sei mesi almeno per attuarla), mentre era stato richiamato all’ordine il manager di Chieti che sul personale era andato un pò troppo per conto suo, così come erano stati richiamati i manager di Teramo e L’Aquila per alcune scelte non proprio felici su alcuni screening.

Ma il punto più duro per le quattro Asl è stato quello dei conti e dei contenziosi che stanno bloccando almeno 300 mln in questioni legali.
Cioè di fatto l’assessore Silvio Paolucci ha minacciato di inviare nelle singole Asl controlli più serrati, tipo advisor come alla Regione, per riportare sotto controllo la spesa, spesso affidata a dirigenti a cui sono stati erogati premi di risultato che non trovano riscontro nella realtà dei numeri, ancora lontani dal risanamento. Ed oggi c’è stata la conclusione di questa strigliata ai manager con l’invito ad essere coerenti con le norme, rispettando l’uniformità dei comportamenti rispetto alla normativa degli uffici regionali. Insomma un passo avanti nel tentativo dell’assessore di riappropriarsi della gestione della sanità e portare a casa Asl per Asl il superamento di tute le inadempienze che bloccano l’uscita dell’Abruzzo dal commissariamento.

Sebastiano Calella