MACROREGIONE

Macroregione: nel piano d'azione c’è l’ alta velocità anche in Abruzzo

Polemiche su dichiarazioni di Edi Rama: «ha suggerito agli imprenditori di delocalizzare le imprese in Albania»

Redazione Pdn

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Macroregione: nel piano d'azione c’è l’ alta velocità anche in Abruzzo

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PESCARA. Tratteggiare quale deve essere la nuova stagione della Dorsale Adriatica.
La prima risposta è arrivata da Ivan Jakovcic, relatore al Parlamento europeo della Macroregione Adriatico-Jonica che, a Pescara, ha dichiarato che inserirà nel suo piano d'Azione l'allungamento del tracciato ferroviario da Ancora fino a Bari, assicurando l'alta velocità per le regioni fino ad ora escluse, tra cui anche l'Abruzzo. Durante i lavori del convegno, che ha chiuso la due giorni dedicata alla conferenza sulla Macroregione, il presidente D'Alfonso ha accolto con favore la garanzia dell'eurodeputato Jakovic, "corteggiato" con l'obiettivo di recuperare la posizione minoritaria dell'Abruzzo e delle regioni Adriatiche.
Ma non sono mancate nemmeno le polemiche dopo le primissime dichiarazioni del premier albanese Edi Rama che auspicato che sempre più imprenditori italiani vadano nel suo paese ad investire. Lì infatti, ha spiegato c'è una realtà che è quella che gli imprenditori «sognano di avere in Italia ma che purtroppo non hanno». In Albania, ha spiegato il capo del Governo, «c’è un bassissimo costo del lavoro e una bassissima pressione fiscale pari a solo un 15 per cento sul profitto». E poi ci sono «poca burocrazia e una manodopera assai disponibile con un fattore umano importante, nel senso che tutti parlano italiano e non hanno nessun problema ad adattarsi alle esigenze di un imprenditore o di una azienda italiana».
Le dichiarazioni del premier sono sembrate un invito a fare i bagagli per andare ad investire in una sorta di ‘paese dei balocchi’. E non sono mancate reazioni.
«Dove sono i sindacati che non capiscono o fanno finta di non capire che promuovere l’Albania in Abruzzo significa incentivare la delocalizzazione e quindi la perdita di posti di lavoro in Abruzzo», ha domandato il deputato di Forza Italia, Fabrizio Di Stefano. «L’Albania ha fatto marketing territoriale con i soldi degli abruzzesi, se questa è la Macro Regione Adriatica che ha in mente D’Alfonso, non ci piace. D’Alfonso fa sembrare l’Abruzzo il tacchino che il giorno del ringraziamento americano imbandisce la tavola ai commensali».
Critico anche il capogruppo Forza Italia (Regione Abruzzo) Sospiri: «D’Alfonso ha portato a Pescara il premier albanese Edi Rama per convincere gli imprenditori abruzzesi a trasferire le proprie imprese in Albania, togliendo il lavoro ai nostri giovani. Rama ha detto ai nostri imprenditori senza mezzi termini che è inutile continuare a fare impresa in Italia, quindi in Abruzzo, troppo difficile, troppo complicato, troppe lungaggini. Piuttosto ha invitato i nostri imprenditori a trasferirsi, armi e bagagli, in Albania dove si apre un’impresa con un euro di spesa e ventiquattro ore di attesa. Parole dinanzi alle quali mi sarei aspettato una replica puntuale e precisa da parte del Presidente della Regione o delle altre Istituzioni presenti alla convention, ricordando il valore che in Italia diamo alla parola ‘lavoro’ e al concetto di rispetto dei lavoratori, che hanno diritti intoccabili e garantiti. E invece nulla, non un moto d’orgoglio, non una parola di dissenso, ma un silenzio che lascerebbe ipotizzare quasi una condivisione».

IL PETROLIO
«Se c'è crisi nell'Ue», è stato il suo ragionamento di D’Alfonso, «è perché non si danno risposte ai cittadini».
Per il presidente, le carenze infrastrutturali, ovvero tracciati che dovrebbero essere più lunghi degli Stati ed invece sono spezzettati, discontinui, sono una ragione di rottura di fiducia tra le Istituzioni e le popolazioni. «Stasera sull'alta velocità abbiano ottenuto la declaratoria - ha detto il presidente - ma la Macroregione dovrà occuparsi anche di tutela dell'Adriatico, una cloaca bombardata dal ferro».
D'Alfonso ha chiesto che sulle piattaforme petrolifere «si spenda una parola chiara e rigorosa: non è possibile che in Italia ci sia il rigore e in Croazia si rilascino 29 autorizzazioni. Ragionerò con la Croazia per un allineamento e di cosa deve essere il mare blu».
E intanto proprio nelle ore del Convegno il Via nazionale ha dato l’ok al permesso Elsa 2 proprio davanti alla costa abruzzese.

Ma D'Alfonso guarda avanti, all'Adriatico come ad un unico sistema portuale.
«A giugno», ha concluso il presidente, «si approva il documento, a maggio e giugno sono programmate le visite delle commisarie europee Corina Cretu e Violeta Bulc. La Macroregione è la frontiera sulla quale produrremo utilità, dobbiamo andare oltre i bastioni dell'800».

«ABRUZZO IMPORTANTE PUNTO DI RIFERIMENTO»
Il primo ministro Albanese, Edi Rama, ha invocato «più Europa perché il nostro continente si confronta con l'ombra del suo passato». Per questo secondo Rama tutti devono fare uno sforzo di sintesi e «percorrere strade che consentano di coniugare una progettazione integrale, avendo una forte visione del nostro spazio e rendendo i cittadini protagonisti».
Il Premier albanese ha sottolineato che «l'Abruzzo rappresenta un importante punto di riferimento, partner sicuro nel percorso dell'integrazione nell'Unione europea».
Un percorso, ha aggiunto Rama, che tanti albanesi, 13 mila in Abruzzo, il 18 per cento degli stranieri nella nostra regione, hanno già avviato spontaneamente. Rama ha citato D'Annunzio e Marciano ma soprattutto ha evidenziato la necessità di raccogliere la sfida del coordinamento tra le otto regioni transfrontaliere e sviluppare accanto alla pace, la ricchezza, i mercati, la tutela ambientale, le infrastrutture. 

FRATTURA: «FINALMENTE C’E’ UNA STRATEGIA»
«Abruzzo e Molise o Molise e Abruzzo cambia poco, ma, forse per la prima volta, ragionano insieme su grandi temi perché capiscono che solo insieme possono sfruttare e concretizzare le opportunità», ha detto invece il presidente della Regione Molise, Paolo Di Laura Frattura, nel corso del convegno "Macroregione Adriatico-Ionica: priorità dell'agenda Abruzzo" che si è svolto all'Aurum di Pescara.
Sottolineando che «l'Adriatico e lo Ionio sono il collante con l'altra sponda del mare», il governatore ha affermato che «ci interessa la capacità dello scambio di buone pratiche» e si è soffermato su ambiti quali «le infrastrutture, il turismo sostenibile, l'energia e l'agroalimentare. E' importantissimo - ha detto il presidente - il ruolo delle governance degli enti locali, che hanno rapporti diretti con i cittadini e con le imprese».

LEGNINI: «RUOLO SISTEMI GIUSTIZIA NELLO SVILUPPO»
«Parte la fase attuativa della Macroregione, che è di cooperazione sugli assi strategici. Sono qui sia perché me ne sono occupato in Parlamento e al Governo, e ho fatto tutto il possibile, sia perché si pone problema di cooperazione tra i sistemi giudiziari dei diversi Paesi aderenti alla Macroregione, perché i sistemi di giustizia hanno un ruolo fondamentale nei programmi di sviluppo», ha detto invece il vicepresidente del Csm, Giovanni Legnini, a margine del convegno. «Dopo il processo di democratizzazione dei Paesi e con l'approvazione delle Costituzioni, in Albania nel 1998, ci sono le condizioni per far sì che quei sistemi giudiziari siano aderenti ai principi europei, democratici di separazione dei poteri, di indipendenza e autonomia della magistratura. Si tratta però di sostenerli ulteriormente». Nel soffermarsi sulla necessità di sostenere tali Paesi, Legnini ha sottolineato che «il Csm è stato già partner di un progetto europeo per sostenere le riforme del sistema di giustizia albanese. Continueremo in quest'opera di sostegno».