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Elezioni: il 31 maggio 62 Comuni abruzzesi al voto

Alfano firma decreto, solo 1 capoluogo alle urne: Chieti

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Elezioni: il 31 maggio 62 Comuni abruzzesi al voto


ABRUZZO. Il bollino dell'ufficialità del ministro dell'Interno Alfano, che ieri, con un decreto firmato il 19 marzo, ha annunciato la data di apertura delle urne al 31 maggio per la tornata amministrativa, ha fatto partire il conto alla rovescia per un appuntamento che riguarderà quasi 23 milioni di italiani.
Nello specifico: oltre 19 milioni per le Regionali, oltre 6 milioni per le comunali.
In Abruzzo si voterà solo per le amministrative in 62 Comuni tra i quali Chieti, unico al di sopra dei 15 mila abitanti.
Nella provincia Teatina si voterà anche a Guardiagrele, Guilmi e Palena.
Cinquantuno, invece, i Comuni al voto in provincia di L’Aquila: Acciano, Aielli, Anversa degli Abruzzi, Ateleta, Barisciano, Bugnara, Cagnano Amiterno, Cansano, Capestrano, Capistrello, Carsoli, Castel Del Monte, Castel Di Ieri, Castel Di Sangro, Castelvecchio Subequo, Celano, Collarmele, Collelongo, Collepietro, Corfinio, Fagnano Alto, Fontecchio, Gagliano Aterno, Goriano Sicoli, Introdacqua, Lucoli, Magliano de' Marsi, Massa d'Albe, Molina Aterno, Navelli, Ocre, Opi, Pescina, Pescocostanzo, Pettorano sul Gizio, Pizzoli, Poggio Picenze, Raiano, Rocca di Botte, Rocca di Cambio, Rocca Pia, Roccacasale, San Benedetto in Perillis, San Demetrio ne' Vestini, Sante Marie, Tione degli Abruzzi, Villa Sant'Angelo, Villa Santa Lucia degli Abruzzi, Villetta Barrea Vittorito.
Due i Comuni nei quali si vota in provincia di Pescara: Carpineto della Nora ed Elice.

Infine nel Teramano 5 Comuni alle urne: Bisenti, Castel Castagna, Castelli, Isola del Gran Sasso e Pietracamela.
Il decreto, come prassi, ha fissato anche il turno di ballottaggio dei Comuni (il cui sistema elettorale, diversamente da quello regionale, prevede il doppio turno, almeno per le realtà al di sopra dei 15 mila abitanti), previsto per domenica 14 giugno.
Come accennato, gli occhi degli analisti sono tutti puntati sulla tornata regionale per cercare di comprendere gli immediati sviluppi futuri in termini di equilibri politico-istituzionali, soprattutto per quanto riguarda il centrodestra, in forte fibrillazione dopo il caso Tosi in Veneto e per i dissidi con l'ex ministro Raffaele Fitto in Forza Italia. Ad ora l'identikit politico delle Regioni al voto evidenzia uno schiacciante 5 a 2 per il centrosinistra, dato che secondo alcuni esponenti del centrodestra verrebbe visto come una vittoria se fosse confermato.
La tornata del 31 maggio risentirà della profonda riforma degli enti locali iniziata formalmente il primo gennaio scorso, con l'avvio della legge Delrio (la 56 del 7 aprile 2014), che ha istituito tra l'altro le Province di secondo livello, le città metropolitane e avviato i percorsi per le unioni e fusioni dei Comuni, già ampiamente realizzati in molte parti del Paese.