Bim, non si azzera l’indennità: il presidente Iachetti perde il posto

Il sindaco Di Centa gli ha revocato la delega

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Bim, non si azzera l’indennità: il presidente Iachetti perde il posto

TERAMO. Il Bim perde il suo presidente Franco Iachetti dopo che quest’ultimo si è rifiutato di azzerare le indennità (2250 euro lordi al mese) e di aprire un tavolo di discussione con tutti i sindaci consorziati per rivedere le funzioni ed i compiti del Bim.
Il Comune di Montorio, infatti, gli ha revoca la delega e dunque il gruppo di maggioranza ‘Si Può Fare’ guidata dal sindaco Gianni Di Centa ha fatto quanto annunciato già da giorni.
La battaglia però non è terminata perché adesso Iachetti ha 45 giorni di tempo per chiedere la sospensiva della revoca e ricorrere al Tribunale Amministrativo Regionale.
«Abbiamo cominciato a casa nostra con la riduzione delle indennità di sindaco ed assessori, con la rinuncia totale dei gettoni di presenza dei nostri consiglieri e con il mantenimento dell’azzeramento delle spese di rappresentanza, – afferma Gianni Di Centa – nonostante il ruolo di un amministratore comunale sia ben diverso, con responsabilità e l’impegno quotidiano. Avevamo annunciato chiaramente in campagna elettorale che avremmo chiesto la rinuncia dell’indennità per le cariche agli enti sovracomunali conferiti dalla pubblica amministrazione, lo stiamo facendo partendo dal Bim, e continueremo anche per gli altri enti. La nostra è una campagna complessiva verso la riduzione dei costi della politica, senza demagogia, una riduzione che passa anche attraverso la rivisitazione di enti che a nostro avviso possono essere utili alla collettività».
«Abbiamo pieno rispetto nella persona di Franco Iachetti attuale presidente del Bim  – continua Di Centa – uomo con una lunga storia politica ed amministrativa, che ha dato un grande contributo negli anni, al quale avevamo chiesto di continuare il mandato seguendo le indicazioni della nuova maggioranza amministrativa, a dimostrazione di ciò prendiamo le distanze da commenti ed articoli troppo forti e che a nostro avviso potrebbero sembrare più una battaglia sulla persona. La nostra è una pura iniziativa politica. Per il momento manterrò la delega personalmente ed insieme all’altro consigliere Pierpaolo Voconi, continueremo a portare avanti l’iniziativa all’interno dell’ente stesso. Ribadiamo che la nostra è una posizione politica e che siamo contrari alla chiusura del Bim, crediamo che l’arroccamento della politica sulle indennità sia un errore sostanziale anche sotto il profilo di legittimità e questo qualche dubbio almeno dovrebbe ingenerare».
Se ci sarà l’impugnazione con il ricorso al Tar?
«Attenderemo il suo esito – conclude Di Centa – ma sia chiaro che in questo caso porteremo sul tavolo della discussione tutti gli aspetti giuridici e contabili. In tutta questa situazione ci aspettavamo la presa di coscienza di una situazione economica difficile, di esasperazione di chi non ha lavoro, sarebbe stato un segno di forte civiltà che avrebbe ridato fiducia ai cittadini verso le Istituzioni. Delusione anche da chi un tempo, forse in campagna elettorale aveva predicato in un senso ed ora prende una posizione diversa, opposta o poco chiara e da chi come alcuni partiti politici, in particolare il PD, assente in tutte le questioni importanti del territorio provinciale, si accanisce in difesa di Bim e delle sue indennità».