IL FATTO

Arta Abruzzo, stipendi a rischio per i dipendenti. Scatta la diffida

Amicone scrive alla Tesoreria: «versamenti entro il 27»

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Arta Abruzzo, stipendi a rischio per i dipendenti. Scatta la diffida

Mario Amicone




ABRUZZO. Stipendi  di marzo a rischio per i dipendenti dell’Arta, l’agenzia regionale di tutela Ambientale.
La conferma è arrivata martedì mattina quando sul sito ufficiale dell’ente è comparsa una diffidata firmata dal direttore generale, Mario Amicone, e spedita alla direzione della tesoreria Caripe per chiedere di adempiere, nei termini previsti (ovvero entro il 27 marzo) al pagamento delle buste paga.
Fino ad oggi la Caripe non ha ancora preso in carico i mandati di pagamento relativi agli  stipendi del mese di marzo e si teme che non lo farà a breve.
 Se tutto non procederà come deve Amicone non esclude- si legge nella diffida-  di avviare una azione legale «per eventuali, danni, disagi e degli interessati e della immagine dell’Agenzia».
Il problema sarebbe nato dal ritardo del contributo che ogni anno la Regione Abruzzo gira all’Arta.
L’ente regionale eroga all’agenzia regionale un contributo annuale costituito da una quota del fondo sanitario (12 rate mensili) e da una quota, assegnata con legge di bilancio, a carico del fondo ambientale (una sola quota annua) per il finanziamento delle attività di natura sanitaria per il funzionamento dell’attività ordinaria.
La quota annua non avviene nei primi mesi dell’anno e quelle mensili possono subire dei contrattempi tecnico-amministrativi tali da causare possibili inconveniente nella gestione ordinaria dell’agenzia (pagamenti fornitori e stipendi…) Questa volta però il ritardo sarebbe dovuto ad un ritardo dell’agenzia stessa che avrebbe consegnato con qualche mese di ritardo (a dicembre e non ad ottobre) il bilancio di previsione. Come sbloccare adesso la vicenda?
Amicone nella sua diffida ricorda l’obbligo da parte del Tesoriere di «pagamento delle rate dei mutui, degli stipendi e delle rate di tributi anche in deroga ai limiti  contrattuali per accertati ritardi dei trasferimenti dovuti da parte della Regione».
Inoltre come si evince dalla delibera dell’11 marzo scorso,  l’Arta aveva chiesto alla Caripe, (ne ha facoltà) una anticipazione di cassa di  1.041.300 euro ma anche su questo la Tesoreria starebbe frenando a causa di alcuni problemi finanziari dell’agenzia stessa incappata in alcuni pignoramenti.
I dipendenti, insomma, rischiano di restare a secco. Amicone chiede di fare il possibile, anche di provvedere al pagamento degli stipendi del solo personale del comparto escludendo per il momento gli stipendi dei Dirigenti e della Direzione Generale.