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Dopo Bracco D’Alfonso riapre la caccia: pronto a distribuire altre 6 deleghe

Gatti (Fi): «gli assessori che ha a disposizione sono pochi?»

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Dopo Bracco D’Alfonso riapre la caccia: pronto a distribuire altre 6 deleghe

L'AQUILA. Il presidente della Giunta Regionale, Luciano D'Alfonso, ha annunciato nel corso della seduta del Consiglio regionale di ieri, l'assegnazione di altre deleghe a consiglieri di maggioranza e minoranza.
Tutto ciò dopo aver attribuito, nelle scorse settimane, la delega alla Creatività, Estetica e Cultura, al consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Leandro Bracco, un fatto che ha provocato la reazione dei cinque colleghi grillini i quali hanno chiesto le dimissioni di Bracco che poi è stato sospeso dal partito il 10 marzo scorso.
Bracco si è difeso strenuamente sostenendo che lui resta un consigliere a 5 Stelle ma i suoi, con i quali erano incrinati già da tempo, non lo hanno comunque perdonato.
Il pentastellato rischia l’espulsione dai 5 Stelle e in tal caso approderà nel gruppo misto, «sempre in quota minoranza, non con D’Alfonso», ha tenuto a precisare.

D'Alfonso, nel rispondere a una interpellanza del gruppo di Forza Italia, finalizzata proprio a chiedere chiarimenti sulla delega a Bracco (l’interpellanza era rivolta al grillino ma ha risposto il presidente), ha sottolineato che, visto che l'attribuzione della delega deve essere frutto di un'intesa, attende che i consiglieri si facciano avanti nelle richieste. In particolare il presidente ha parlato della necessità di affidare ai consiglieri «la cura e la premura di tutti i complessi dossier del contenzioso»; sull'Informatica, «un lavoro in particolare su Dedalus che abbiamo risolto con l'operatore che farà le implementazioni gratuitamente».
Un consigliere delegato deve essere previsto «per il dossier dell'Urp che vogliamo che venga attivato con il Formez che deve fare il proprio lavoro»; è necessario un consigliere delegato per il Centro Servizi Salvaiezzi, «dove operano imprenditori non si sa autorizzati da chi»; un consigliere delegato occorre anche per il Piano Cave che manca da sette anni; infine è necessario nominare un consigliere delegato «sulla possibilità di ricondizione d'ordine della gestione commissariale del terremoto».
D'Alfonso in relazione alla interpellanza di Forza Italia ha spiegato che «non è sostanziosamente riguardosa, non produce imbarazzo al sottoscritto e non deve produrlo neanche a Bracco». 

«All'interpellanza – hanno contestato gli azzurri - non ha risposto il consigliere delegato, ma il presidente D'Alfonso, il quale, annunciando ancora una volta nuove deleghe ad altri Consiglieri, ha tralasciato di entrare nello specifico degli argomenti. Siamo dispiaciuti per la non risposta di Bracco. Le domande, infatti, non erano state formulate per creare imbarazzi, ma avevano il solo scopo, del tutto costruttivo, di far sapere ai cittadini abruzzesi quali siano davvero gli obiettivi programmatici nelle materie delegate, cosa che nel futuro avrebbe potuto consentire una verifica seria dei risultati raggiunti. Ci riserviamo – continuano i consiglieri - di chiedere la convocazione del Consigliere delegato in una sede istituzionale quale quella della Quinta Commissione, affinché si possano conoscere davvero gli indirizzi e le scelte del nuovo responsabile politico in materia, e anche per sapere se vi sono state modifiche rispetto al programma presentato dal centrosinistra in occasione delle elezioni regionali del maggio scorso. Questa audizione consentirà di comprendere se le deleghe assegnate sono state declinate nei contenuti, negli obiettivi e nelle risorse, ovvero se sono meramente evocative e strumentalmente tese a una banale operazione di trasformismo politico»