OPERE E OMISSIONI

Metanodotto Snam, la Regione non si fida: «La presidenza del Consiglio blocchi le procedure»

Mazzocca: «quella di Mutignano è stata una vera e propria esplosione»

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Metanodotto Snam, la Regione non si fida: «La presidenza del Consiglio blocchi le procedure»

Mario Mazzocca

ABRUZZO. La Regione ha chiesto alla Presidenza del Consiglio dei Ministri l'immediato blocco delle procedure sia per il progetto del 'Metanodotto Sulmona-Foligno', sia per quello della 'Centrale di compressione gas di Sulmona' e il tempestivo trasferimento della discussione sul tavolo della Conferenza Stato-Regioni.
Invita, inoltre il Ministero per lo Sviluppo economico a non chiudere il procedimento senza l'intesa, anche negativa, di tutti gli enti locali interessati dal progetto. In caso contrario, si prevede di dare mandato all'Avvocatura regionale per un ricorso al Tar.
E' quanto emerso martedì, nel corso della conferenza stampa dell'assessore all'ambiente, Mario Mazzocca e del vice presidente Giovanni Lolli che si è tenuta all'Aquila sulla questione del metanodotto Snam di Sulmona. Presente anche il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci.
In attesa della Conferenza dei Servizi che si terrà oggi in sede governativa, l'assessore Mazzocca ha inviato due lettere, una indirizzata alla Snam Rete gas e una alla presidenza del Consiglio, in seguito della deflagrazione della rete metanifera del 6 marzo scorso, in località Mutignano, frazione di Pineto.
«Abbiamo voluto sottolineare - ha commentato Mazzocca - come, contrariamente a quanto comunicato dalla Snam, non si è trattato di una semplice fuoriuscita di gas sul tratto di una decina di metri, bensì di una vera e propria esplosione del metanodotto che da Cellino Attanasio trasporta il gas naturale a Bussi, che ha causato il ferimento di undici persone, danneggiamento degli edifici, evacuazione di intere famiglie, oltre a centinaia di migliaia di euro di danni».
Secondo la Snam la causa dell'incidente è dovuta alla 'scarsa stabilità del suolo, unita ai fenomeni di antropizzazione tipici delle aree in prossimità delle coste e al forte maltempo di questi giorni'.
«Va precisato, però che Mutignano si trova in collina», ha detto ancora Mazzocca, «il tratto esploso insiste in un ambito prettamente rurale (non costiero) dunque a bassissima densità edilizia ed abitativa, in un'area dal cui preliminare esame non sembrano emergere evidenti fenomeni di dissesto idrogeologico in qualche modo riconducibili ad una presunta "scarsa stabilità del suolo'».
«L'incidente ha aggiunto Lolli - avvalora i dubbi che questa Regione ha sempre avuto su opere di questa natura e consistenza, in particolare sul metanodotto 'Sulmona-Foligno' e sulla 'Centrale di Compressione Gas' di Sulmona».
Dubbi che sono stati formalizzati con il diniego all'intesa, sia sul primo che sul secondo procedimento (Deliberazioni di Giunta regionale n. 500 del 29 luglio 2014 e n.132 del 20 febbraio 2015).
«L'Abruzzo», ha detto ancora Lolli, «non può continuare a confidare nelle rassicurazioni di 'Snam Rete Gas' circa la reale sostenibilità delle realizzazioni progettate ed in esame, soprattutto in quanto consapevoli del fatto che il gasdotto 'Sulmona-Foligno' si troverà ad attraversare importanti tratti della nostra regione a rischio tellurico e che la 'Centrale di Compressione' sorgerà su di un ambito a massima sismicità».
Pertanto, sono state chieste alla Snam ampie e puntuali garanzie, un Piano di manutenzione di tutti gli impianti esistenti ed una verifica accurata delle infrastrutture realizzate (monitoraggi e verifiche di esercizio passate e future, stato di manutenzione dell'intera rete metanifera, misure di prevenzione), con particolare attenzione ai territori a rischio sismico, restando ferma la valutazione di questa Regione circa la futura promozione di azioni legali nei confronti di 'Snam Rete Gas'.

«STIAMO FACENDO TUTTO IL POSSIBILE»
«Stiamo mettendo in campo tutte le azioni possibili per scongiurare quella che può essere definita una tragedia infrastrutturale per il nostro territorio», ha detto invece il consigliere regionale Pierpaolo Pietrucci, presidente della commissione Territorio, Ambiente e Infrastrutture.
«Crediamo fermamente nella bontà delle nostre proposte - ha aggiunto Pietrucci - Giovedì scorso in un incontro, alla presenza dell'assessore Mazzocca, si è tenuta una riunione partecipata con una rimarcata consapevolezza dei territori verso il diniego al progetto». I sindaci coinvolti hanno evidenziato, con propria delibera, la non conformità urbanistica e un nuovo impulso è arrivato anche dagli usi civici per la mancata autorizzazione al mutamento di destinazione d'uso dei terreni in cui dovrebbe passare il metanodotto.

E SPUNTA ANCHE UNA DIFFIDA

Intanto il processo di costruzione del metanodotto Sulmona-Foligno si arricchisce di un nuovo capitolo. In una lettera del febbraio scorso firmata da Fernando Galletti, presidente dell'amministrazione separata dei beni di uso civico di Paganica e San Gregorio, si diffida infatti formalmente il responsabile del procedimento per la realizzazione, Concetta Cecere, «a proseguire ogni attività volta ad autorizzare l'infrastruttura in oggetto in quanto parte di essa ricade su terreni di uso civico su cui non c'è stato il mutamento di destinazione, neppure temporaneo».
«Il procedimento in oggetto - si legge - è viziato da mancato rispetto degli obblighi derivanti dalla normativa in tema di uso civico». In questa situazione, infatti, secondo l' amministrazione separata, «non si può procedere con l' imposizione del vincolo preordinato all'esproprio senza il preventivo mutamento di destinazione». La lettera è stata inviata in copia anche alla procura della Repubblica presso il tribunale dell'Aquila «per accertare eventuali responsabilità già in questa fase del procedimento». Altri destinatari sono il dirigente del settore Politiche forestali e demanio civico e armentizio della Regione Abruzzo, Franco La Civita, e l'ufficio Usi civici della Regione, «in considerazione del fatto che la normativa vigente pone in carico alla Regione la tutela del demanio civico».

«TRACCIATO DA CAMBIARE»

Nelle scorse settimane la Camera dei Deputati (con pronunciamento unanime della Commissione Ambiente e con ordini del giorno d'aula fatti propri dal Governo fin da due anni fa) aveva chiesto, in sintonia con le stesse Regioni e autonomie locali di non assumere decisioni e di valutare la possibilità concreta di spostare il tracciato.
Adesso i deputati del Pd Vittoria D'Incecco, Walter Verini, Raffaella Mariani e Alessia Morani, ribadiscono la loro contrarietà al tracciato del gasdotto Snam Brindisi- Minerbio e chiedono alla Conferenza dei Servizi «di non procedere a decisioni prima di verifiche serie e doverose su tracciati alternativi».
«Questa valutazione - da compiere seriamente - è  fondamentale: il progetto attraversa infatti zone ad alta intensità sismica come quelle abruzzesi e zone di pregio ambientale e di interesse comunitario di  Umbria, Marche  e Toscana,  per quasi centocinquanta chilometri di ecosistema appenninico. Per questo - sottolineano i deputati - ci attendiamo che la Conferenza dei Servizi decida finalmente di procedere a questa verifica preventiva evitando di assumere decisioni azzardate, dannose e contrarie alla volontà delle realtà istituzionali e territoriali locali. Il problema - lo ribadiamo - non è il gasdotto, ma il suo tracciato. Quello previsto ha troppe criticità».