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Ombrina: parlamentari del M5S chiedono lo stop ai ministri Galletti e Franceschini

Febbo: «convocazione non fu inviata a Sorgi ma ai funzionari regionali»

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Ombrina: parlamentari del M5S chiedono lo stop ai ministri Galletti e Franceschini




ABRUZZO. I parlamentari del Movimento 5 Stelle hanno inviato una lettera ai ministri Galletti (Ambiente) e Franceschini (Turismo) per chiedere con estrema urgenza di bloccare l'iter autorizzativo di Ombrina e non firmare il decreto di Via dopo le notizie emerse la settimana scorsa in merito ad alcuni componenti del comitato tecnico del ministero.
«Abbiamo già presentato un'interrogazione parlamentare sulla vicenda», spiegano i parlamentari, «e auspichiamo che il Ministero dell'Ambiente verifichi l'eventuale presenza di pidduisti, persone legate alla ‘ndrangheta nel comitato VIA; nel frattempo il Ministero non dovrebbe prendere nessun provvedimento normativo consequenziale al lavoro di tale comitato, compreso ovviamente il decreto autorizzativo di Ombrina».
Intanto il presidente della Commissione di Vigilanza Mauro Febbo fa notare che la Regione non ha ancora risposto agli interrogativi in merito alla famosa commissione Via nazionale dove è arrivato l’ok ad Ombrina.
Secondo Febbo non è vero che la convocazione sarebbe stata indirizzata ad Antonio Sorgi, così come ipotizzato nei giorni scorsi dagli ambientalisti.

«Perché non c’erano rappresentanti della Regione durante il Comitato Via?», vuole sapere Febbo. «Non è ancora chiaro ma neanche questa volta l’amministrazione “latitante” di centrosinistra potrà scaricare le responsabilità delle sue assenze su altri».
«Si tratta di un’assenza molto grave – rimarca Febbo - se consideriamo quanto interesse ha suscitato e sta suscitando questo progetto che rischia di penalizzare in modo irreversibile il futuro delle nostre coste. A qualcuno però la cosa non interessa a sufficienza e in questi giorni ci vorrebbero far credere che l’assenza dell’amministrazione regionale sia dipesa da una mancata comunicazione, o meglio che la convocazione sia giunta all’ex direttore Antonio Sorgi, che era membro delegato in seno alla Commissione, e che lo stesso non l’avrebbe girata a chi di dovere. Non è assolutamente vero – sottolinea Febbo – perché non solo le convocazioni sono state inoltrate ai funzionari dirigenti regionali competenti ma non è certo un mistero, neanche negli uffici romani, che in Abruzzo c’è un nuovo direttore generale, lo stesso che D’Alfonso ha nominato solo pochi giorni fa membro delegato in seno al Via. Rimane il mistero intorno a questa vicenda e l’unica certezza è il patetico “doppio gioco” portato avanti da questo Governo regionale e in generale dal centrosinistra abruzzese che a Roma non partecipa alle riunioni e dice una cosa, onde evitare di inimicarsi i vertici nazionali, e in Abruzzo racconta un’altra verità spesso scaricando le responsabilità su altri (l’elettrodotto Villanova – Gissi). Comunque sulla vicenda interverrò come Commissione Vigilanza e sono certo che scopriremo il "mistero"».