DISPERSI IN UN BICCHIERE

Consiglio regionale: presidenti e assessori assenti, bagarre prima ancora di iniziare

Molti sono al Vinitaly, D’Alfonso «ha dormito a Schiavi in un B&b»

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Consiglio regionale: presidenti e assessori assenti, bagarre prima ancora di iniziare




ABRUZZO. Consueta bagarre tra urla e accuse reciproche stamattina in Consiglio regionale… prima ancora di cominciare. Infatti l’assemblea si è impuntata sulla richiesta del vicepresidente, Lucrezio Paolini, di rinviare il Consiglio alle 16 pur in presenza del numero legale e dunque di una convocazione utile.
Consiglio particolarmente atteso per alcune interpellanze ed interrogazioni fondamentali che avrebbero dovuto trovare risposta come il disseto idrogeologico ed i punti nascita.
In realtà il problema è nato dalla mancanza del presidente D’Alfonso che secondo il vicepresidente Paolini era stato «trattenuto da impegni urgenti istituzionali» e per questo non avrebbe potuto rispondere sul dissesto.
A questo punto Mauro Febbo (Fi) è saltato letteralmente sulla sedia e con un tono della voce difficile da trascurare ha fatto notare che «sappiamo tutti che D’Alfonso stanotte ha dormito a Schiavi d’Abruzzo in un Bad & Breakfast, di cui conosciamo anche il proprietario, e dalla sua pagina Facebook si capisce bene che non c’è nulla di improvviso ed era chiaro che non sarebbe stato a L’Aquila».

E’ stato invece chiaro -come emerso dal dibattito- che il centrosinistra aveva cercato un accordo per far saltare il Consiglio convocato alle 11 per mancanza di molti assessori fin da sabato scorso.
Ma dove sono gli assessori?
Al Vinitaly a fare bella mostra di sé con buona probabilità a spese della Regione e per «missioni istituzionali».
Una consuetudine più che una novità anche se Febbo (frequentatore di Vinitaly per 6 edizioni) ha precisato che lui è sempre tornato in tempo per i Consigli regionali, compreso stamattina («sono partito alle 5 da Verona per essere qui puntuale oggi).
Si è poi scoperto che al momento gli unici assessori giustificato per l’assenza sono l’assessore alla Agricoltura, Dino Pepe e quello all’Ambiente, Mario Mazzocca (incontro a Roma). Una vicenda che si è ingarbugliata e rischia di creare una spaccatura netta e l’ennesima brutta figura di una maggioranza che cerca di eterodirigere a piacimento le istituzioni.

Assente era anche il presidente del Consiglio Giuseppe Di Pangrazio che pare abbia tentato un accordo con il centrodestra senza riuscirci chiamando Mauro Febbo sabato mattina per cercare di persuaderlo sulla opportunità di rinviare alle 16 il Consiglio.
Accordo che non c’è stato anche perché alle 11.15 in aula c’era il numero legale per cominciare ma non c’è stata la conta ufficiale.
Poi ad un certo punto, sotto l’ordine del capogruppo del Pd, Mariani, alcuni esponenti della maggioranza sono usciti facendo mancare il numero legale e scatenando ulteriormente le ire delle minoranze presenti che hanno chiesto tutti a gran voce il rispetto delle regole e la discussione delle interrogazioni possibili, saltando quelle inerenti il dissesto, alle quali avrebbe dovuto rispondere D’Alfonso, ma votando quelle inerenti i punti nascita.
«Non comprendo che lei deroghi», ha detto Paolo Gatti al vice presidente Paolini, «alla sua onestà intellettuale cosa che le abbiamo sempre riconosciuto. Gli assessori non sono in aula perché sono al Vinitaly».

Smargiassi (M5s) ha parlato di «imbarazzante maggioranza» poiché era chiaro che D’Alfonso non sarebbe stato in aula. «C’è qualcosa che non va», ha aggiunto il grillino, «imbarazzante che ci siano impegni istituzionali… Sono tutti al Vinitaly e Facebook vi smentisce».
Di Dalmazio (Fi) ha parlato di «richiesta indecorosa» di Paolini, «mi rendo conto del travaglio etico, morale e istituzionale che sta vivendo in questo momento e dell’assoluta indegnità della proposta istituzionale».

«Quanto accaduto oggi in Consiglio regionale è scandaloso, inconcepibile e ci indigna clamorosamente perché siamo di fronte ad un atto criminale da parte di questo Governo, e parte della maggioranza, che continua a prendere in giro tutti i cittadini abruzzesi e a lasciare indifese le donne», ha commentato Forza Italia, «ora i Consiglieri e Assessori di maggioranza dovranno assumersi tutte la responsabilità di questo orribile spettacolo, li aspettiamo in Aula alle ore 16:00».
Critici anche gli altri esponenti presenti delle minoranze mentre Monticelli (Pd) ha sottolineato la sua presenza e disponibilità a discutere sui punti nascita.
Alla fine con un ulteriore colpo di mano e fulminea proposta di votazione del Pd (rinviare di 30minuti per una riunione di capigruppo per discutere nel merito) si è chiesta la verifica del numero legale che non c’era ed il vicepresidente Paolini ha rinviato il consiglio alle 16.
Tutto come previsto. Ma che brutto amministrare così.
a.b.