SANITA' AL RISPARMIO

Sanità: tagli del 50%, l’allarme dei manager: «a rischio servizi vitali»

Silveri, in documento a D'Alfonso chiediamo proroga precari

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Sanità: tagli del 50%, l’allarme dei manager: «a rischio servizi vitali»

Zavattaro e Silveri




L'AQUILA . I quattro manager delle Asl abruzzesi hanno chiesto la proroga dei tempi per i precari, per allineare il taglio dei contratti con l'assunzione del personale a tempo indeterminato.
«Altrimenti si bloccano servizi vitali»: spiega il manager della Asl provinciale dell'Aquila, Giancarlo Silveri, dopo la riunione dei quattro direttori generali in merito al taglio di circa mille precari delle Asl abruzzesi, conseguente alla mancata proroga del 50% del personale a tempo indeterminato e interinale rispetto al 2009, imposto dal decreto firmato dal governatore e commissario alla sanità, Luciano D'Alfonso.
Il provvedimento rientra nell'ambito dei parametri fissati dal tavolo nazionale sul piano di rientro del deficit sanitario a cui è sottoposto da anni l'Abruzzo.
Per la Asl aquilana il taglio è notevole: circa 400 persone tra personale medico, paramedico e amministrativi, per via del fatto che nel 2009, anno del terremoto, tra l'altro l'anno precedente alla riforma che ha unificato le Asl dell'Aquila, Avezzano e Sulmona, c'erano meno precari rispetto ad altre aziende. All'Aquila nel 2009 sono stati spesi 8 milioni per i precari, quindi la spesa ammessa è 4, considerando che nel 2014 la spesa per i precari è stata di 13 milioni, il taglio è di 9, il che equivale a circa 400 persone. 

Nella Asl provinciale di Teramo, i tagli saranno 336. A fine mese andranno via 70 persone, tra cui i magazzinieri della farmacia che serve gli ospedali, oltre a 45 infermieri. Seguiranno 20 medici e tutti quelli che distribuiscono i pasti.
Alla Asl provinciale di Pescara, secondo il direttore generale, Claudio D'Amario, non si potranno rinnovare 150 contratti, la metà a tempo determinato, la restante parte interinali.
Si prevedono grossi problemi nel barellaggio e trasporto pazienti e non si sa come sostituire medici e infermieri, in particolare in chirurgia ed ematologia, che si assentano anche per lunghi periodi per malattia e gravidanza.
A Chieti, invece, bisognerà fare a meno di 100 persone, 50 con contratto a tempo determinato, il resto interinale.
L'emergenza per D'Alfonso e la sua maggioranza di centrosinistra fa il paio con quella della chiusura dei quattro punti nascita. I quattro manager, che non hanno voluto rendere noto il verbale redatto ieri, sono allarmati dalla norma che imporrebbe il taglio di precari tra la fine di marzo e giugno.
«Attendiamo delle risposte - ha spiegato Silveri - Certamente siamo preoccupati delle ripercussioni». I termini delle proroghe sono legati alle procedure concorsuali per l'assunzione di personale a tempo indeterminato come da piani redatti dalle quattro aziende e autorizzati dal commissario e dall'assessore alla Sanità.