RIFIUTI

Gestione rifiuti, Mountain Wilderness: «Regioni pensi ai comuni montani»

La maggior parte non raggiunge nemmeno il 30% della raccolta differenziata

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1714

Gestione rifiuti, Mountain Wilderness: «Regioni pensi ai comuni montani»




ABRUZZO. Mountain Wilderness chiede alla regione di aiutare i comuni montani nella gestione e riduzione dei rifiuti.
«Le condizioni naturali, i vincoli ambientali, vincoli strutturali, i rilievi, l’altitudine, il clima, lo spazio disponibile, la dispersione abitativa, le condizioni e le variazioni demografiche, la gestione dei flussi turistici, sono problemi che se non considerati possono rendere difficile, inquinante e costosa per i cittadini e le amministrazioni pubbliche la gestione dei rifiuti», spiegano Marano Mario Viola Responsabile Mountain Wilderness Abruzzo e Massimo Fraticelli Responsabile Aree Protette Mountain Wilderness Abruzzo
Secondo l’associazione la gestione dei rifiuti in aree montane non sarebbe mai stata considerata come una peculiarità del territorio regionale, anche in occasione della definizione del nuovo Piano Regionale Gestione Rifiuti, le aree montane non hanno avuto la attenzione che meritano.

«Se inoltre pensiamo al Programma di Attuazione Regionale del PAR FSC 2007 - 2013 della Regione Abruzzo dedicato alla gestione rifiuti, non sembra che esso dedichi particolare attenzione alle aree montane, che sono, non dimentichiamolo, anche aree turistiche e meritevoli di tutela ambientale per la particolarità dei propri ecosistemi».
Ma come è andata la raccolta differenziata nel 2013 (la Regione Abruzzo non ha dati più recenti disponibili) in alcuni fra i più importanti comuni montani della regione Abruzzo? I numeri parlano da soli: Cortino 10,28%; Crognaleto 8,49%; Isola del Gran Sasso 15,26%; Pietracamela 2,89%; Valle Castellana 1,79%; Cellino 6,28%; Castelli 10,90%; Farindola 4,06%; Roccaraso 27,11%; Campotosto 1,34%; Caramanico terme 1,79; Sant’Eufemia a Majella zero spaccato.

«E’ necessario attivare sistemi di raccolta che migliorino la “differenziata” e possano influire positivamente sull’abbattimento delle tariffe e dei costi di raccolta. Questo è possibile –afferma Massimo Fraticelli - E’ necessario, al fine di limitare gli effetti negativi sull'ambiente, impostare la gestione dei rifiuti nelle aree montane avendo in primo luogo chiari quali sono i vincoli che la conformazione geografica, i fattori socioeconomici ed il clima impongono. E avendo ben chiaro che la gestione dei rifiuti in aree montane impone sforzi maggiori e più costosi rispetto a quanto avviene in altre aree, per arrivare agli stessi risultati, e tali costi non possono essere caricati solo sui cittadini, sui montanari – continua Fraticelli - Spesso adottare modelli ‘tradizionali’ di gestione dei rifiuti in aree montane è impensabile, se non a prezzo di mettere in pericolo la natura stessa e quindi la principale fonte di reddito delle aree montane. Al tempo stesso non è pensabile esentare le aree montane da normative e standard ambientali, perché questo aggraverebbe ancor più la situazione».