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Asl Chieti, la Finanza indaga su delega della Corte dei Conti

Paolucci vuole chiarezza sul comportamento dell’assessorato regionale

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Asl Chieti, la Finanza indaga su delega della Corte dei Conti




CHIETI. C’è un fuggi fuggi generale tra i dirigenti dell’assessorato regionale alla sanità dopo la sfuriata dell’assessore Silvio Paolucci sugli eventuali “aiutini” alla gestione della Asl di Chieti, oggi attenzionata dalla Corte dei Conti.
In particolare nel mirino di questa ricerca dei responsabili apicali del lassismo che ha consentito a Chieti di godere di una certa extraterritorialità, ci sono gli appalti e le proroghe multiple della Asl di Chieti sui quali i magistrati contabili hanno dato 90 giorni per chiarire.

Ed a sorpresa è emerso che la tecnica usata in assessorato era il dire ed il non dire, mai il vietare o l’andare a vedere. E di questo c’è traccia – ad esempio - in un dossier da tempo inviato (non solo in assessorato) in particolare sull’appalto per la manutenzione degli apparecchi elettromedicali.
Si tratta infatti di una vicenda emblematica. Da una parte c’è il Tar Pescara che il 21 marzo 2013 annulla «l’affidamento senza gara dei servizi integrati per la gestione delle apparecchiature elettromedicali mediante l’adesione alla convenzione Consip». Dall’altra, con delibera dell’agosto 2013, c’è il rifiuto di questa sentenza da parte della Asl di Chieti, la quale sostiene che sostanzialmente è impossibile applicarla per non mettere a rischio la complessità dell’assistenza sanitaria (come dichiarato anche dall’Unità operativa di Ingegneria clinica).

L’assessorato regionale, interpellato anche dalla Asl dell’Aquila sullo stesso argomento, non interviene, ma rivolge istanza alla Consip per sapere come va a finire il contenzioso con le società che aspirano ad entrare negli elenchi Consip.
Ed il 7 agosto 2014 Zavattaro proroga l’affidamento diretto, «preso atto della sussistenza di un obbligo generale di disapplicazione – anche d’ufficio e indipendentemente da sollecitazioni o richieste di parte – a dare esecuzione alle leggi» e «considerata l’assoluta necessità di garantire senza soluzione di continuità la manutenzione delle apparecchiature elettromedicali per la sicurezza dei malati e degli addetti ai lavori».
 E si tratta di un affidamento milionario bocciato dal Tar. Su questo l’assessore vuole chiarezza.

LA GDF INDAGA SU DELEGA DELLA CORTE DEI CONTI
Come chiede anche la Corte dei conti. E così vengono ascoltati sulle delibere quei dirigenti Asl che hanno firmato gli atti, ma i veri registi di queste operazioni stanno preparando le controdeduzioni con la solita autoreferenzialità, quella che sull’ispezione Mef ha fatto dichiarare al manager Francesco Zavattaro che quei rilievi erano all’80% sbagliati e che ora ha fatto alzare al 90% il giudizio negativo sulla Corte dei Conti.

Non è chiaro se questo atteggiamento sia frutto dell’apparente inazione della Procura (finora mai intervenuta) o del fatto che negli anni appena passati la GdF non era più stata messa in grado di continuare a “mettere il naso” nella Asl di Chieti. Probabilmente sfugge a questi registi occulti che pur trattandosi della stessa divisa, questa volta la GdF di Chieti opera su delega dei magistrati contabili e non su iniziativa diretta o su autorizzazione della locale Procura della Repubblica. Questo particolare trascurato può aumentare la sicumera di questi dirigenti, ma forse è un azzardo pericoloso.

Sebastiano Calella