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Il cambio in corsa, per il bando sul Turismo ‘spariscono’ 10 milioni di euro

Di D’Almazio: «potevano essere finanziati 300 progetti»

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Il cambio in corsa, per il bando sul Turismo ‘spariscono’ 10 milioni di euro

Di Dalmazio




L’AQUILA. La pubblicazione delle graduatorie del bando obiettivo turismo, ha evidenziato lo stanziamento di soli 5 milioni rispetto alla dotazione finanziaria, programmata dalla  precedente  giunta regionale, pari a 15 milioni di euro.
Per questo motivo il capogruppo di Abruzzo Futuro, Mauro Di Dalmazio, ex assessore regionale al Turismo nella precedente legislatura ha presentato una interpellanza.
«Il  bando – ricorda Di Dalmazio – aveva la duplice finalità: da un lato di aumentare la qualità e la quantità dei servizi turistici per incrementare il livello dell’offerta turistica regionale, dall’altro di  stimolare auto imprenditorialità ed opportunità in un settore decisivo per lo sviluppo della nostra regione. Gli oltre 800 progetti di impresa  presentati  davano conferma che il bando, innovativo nel panorama nazionale, aveva intercettato una grande esigenza ed una assai confortante voglia  di iniziativa degli abruzzesi».
Proprio per tale ragione, vista la straordinaria risposta, in sede di riprogrammazione dei fondi ex Pain recuperati da vecchi programmi, su proposta di Di Dalmazio, la giunta decise di destinare  altri 10 milioni di euro  ad incremento della dotazione finanziaria del bando per una consistenza complessiva di 15 milioni che avrebbero consentito  di finanziare oltre trecento progetti, considerato il massimale finanziabile per ciascun progetto pari ad euro 50.000.
«Non si capiscono pertanto», dice oggi l’ex assessore, « i motivi per cui è stata ridotta la dotazione finanziaria di 10 milioni di euro e per cui la giunta ha inteso di fatto  mortificare, in un momento di grande difficoltà occupazionale, lo sforzo e le energie sprigionate da tanti per costruirsi un percorso ed una prospettiva di lavoro autonomo in un settore vitale per la nostra economia. Tra l’altro, non è dato sapere a quali finalità verranno destinate le risorse sottratte con il rischio concreto che, dati i tempi di impegno e rendicontazione di spesa imposti, quelle risorse, se finalizzate a nuovi progetti ancora da iniziare,  possano addirittura andare perse».