LA LETTERA

Ombrina, D’Orsogna scrive a D’Alfonso: «tutto nelle sue mani, parli con Renzi»

La professoressa che vive negli States: «diventi l’ossessione del premier e lo chiami tutti i giorni»

Redazione Pdn

Reporter:

Redazione Pdn

Letture:

2872

Maria Rita D’Orsogna

Maria Rita D’Orsogna




ABRUZZO. Dopo Il Via libera con prescrizione sul progetto Ombrina Mare l’Abruzzo ambientalista è tornato a tremare.
Mentre la Regione non ha ancora chiarito se fosse a conoscenza della riunione o se avesse mandato un suo delegato (l’assessore all’Ambiente non ha risposto nemmeno ad una delle 7 domande di Augusto De Sanctis ma ha preferito fare un discorso più ‘generale’ ribadendo la propria contrarietà) si aspettano i prossimi passi tra pessimismo e rassegnazione.
La professoressa Maria Rita D’Orsogna che negli ultimi anni dagli States ha guidato il fronte anti petrolio ha scritto una lettera aperta al presidente della Regione, Luciano D’Alfonso, chiedendogli di fare tutto il possibile per fermare l’avanzata dei petrolieri.
«Lei», scrive D’Orsogna, «deve fare tutto cio' che legalmente e' possibile contro Ombrina usando tutti i canali istituzionali. Ricorsi, riesamini, appelli. Tutto. Ma soprattutto, deve tirare fuori tutta la sua grinta, la sua caparbia, la sua volonta' e deve fare di Ombrina la sua missione personale». E poi ancora: «Lei deve chiamare Matteo Renzi, Gianluca Galletti, quelli del Ministero dell'Ambiente, chiunque possa avere voce in capitolo, e li deve chiamare tutti i santi giorni, li deve ossessionare su questa storia che Ombrina non s'ha da fare».


Pubblichiamo integralmente la lettera di D’Orsogna.

Gentile Luciano D'Alfonso,

eccoci qui, al capolinea petrolio. E' tutto nelle sue mani adesso, che le piaccia o no. Sono almeno otto anni che in Abruzzo si parla di trivelle, e almeno sette che si parla di Ombrina. E se di petrolio si parla solo in questa regione finora e non ancora se ne vivono miasmi, fiammate e acque inquinate e' solo per la resistenza eroica del popolo d'Abruzzo.
Di strada ne e' stata fatta tanta: dal primo gruppetto di residenti di Tollo riuniti nel Comitato Natura Verde, alle manifestazioni a cui mai avevano partecipato cosi in tanti, fino ad arrivare agli incontri internazionali all'Unione Europea, a cui ho avuto l'onore di partecipare.
La societa' civile poteva fare di piu'? Certo. Potevo fare di piu' io? Certo. Si puo' sempre fare di piu'.
E infatti, sono sicura che ci saranno presto manifestazioni, eventi, parole e dibattiti. Alcuni saranno sinceri, altri opportunistici.
Ma resta il fatto che stringi stringi, tutto dipende da lei, perche' e' lei che ci rappresenta presso le istituzioni centrali, ed e' lei che ha liberamente scelto di farsi interprete della voce del popolo d'Abruzzo. In questo caso, la voce e una sola: nessuno vuole Ombrina Mare.
Lei arriva sulla scia dei terribili fallimenti di Gianni Chiodi, la cui piu totale incapacita' di prendere decisioni e di essere proattivo ha fatto si che non si potesse arrivare alla parola fine gia' nel 2010, quando il Ministero dell'Ambiente decreto' la prima bocciatura di Ombrina a causa di decine di pericoli ambientali. E poi ci sono stati i fallimenti di Giovanni Legnini il cui atteggiamento ponziopilatesco ha solo rabbonito gli animi momentaneamente. Invece di lavorare per il no ad Ombrina e la chiusura vera dei mari entro le 12 miglia, ha semplicemente tirato fuori la storia dell'AIA, prendendo tempo e lasciando la patata bollente ad altri - incluso lei. E potrei citare altri che secondo me sono altri venditori di fumo, dell'uno e dell'altro schieramento politico, Fabrizio Di Stefano, Stefania Pezzopane, Mauro Febbo, tutti bravi solo a fare comunicati stampa ed incapaci di far valere le ragioni del buon senso per l'Abruzzo e per il resto d'Italia.
Ma questa e' la storia passata. La storia futura e' quella che scrivera' lei.
Un sacco di gente mi scrive sul "cosa dobbiamo fare adesso".
Beh, la risposta, secondo me, e' una sola.

Lei, Luciano D'Alfonso, deve fare tutto cio' che legalmente e' possibile contro Ombrina usando tutti i canali istituzionali. Ricorsi, riesamini, appelli. Tutto. Ma soprattutto, deve tirare fuori tutta la sua grinta, la sua caparbia, la sua volonta' e deve fare di Ombrina la sua missione personale. Lo sappiamo tutti che le partite in Italia si giocano dietro le quinte. E' li che i petrolieri e gli speculatori, in una democrazia debole come quella del nostro paese, hanno via libera. E' li che fanno i patti del diavolo che solo menti malate possono concepire con i politici. Ed e' li dove noi popolo non possiamo arrivare. Ma lei si. Lei deve chiamare Matteo Renzi, Gianluca Galletti, quelli del Ministero dell'Ambiente, chiunque possa avere voce in capitolo, e li deve chiamare tutti i santi giorni, li deve ossessionare su questa storia che Ombrina non s'ha da fare. Deve andare su tutte le testate e in tutte le trasmissioni televisive nazionali a denunciare lo scandalo di Ombrina - ambientale e democratico. E lo deve fare con ardore, con passione. Si deve vedere che lei e' un cittadino scandalizzato e innamorato dell'Abruzzo, per il quale non possono esserci compromessi o prescrizioni, e non un politico tuttappostista. Si deve vedere che lei ci tiene. Deve essere uno di noi che parla.

E lo so bene che qui ci sono i giochini della realpolitik, gli stessi che hanno fatto di Chiodi e Legnini delle caricature patetiche di statisti e che li faranno ricordare come mediocri. Ma questo e' il prezzo da pagare. La democrazia, in teoria, funziona che gli interessi del popolo vengono prima di ogni altra cosa. Essere governatore significa non solo avere accesso ai privilegi, significa fare le cose difficili per il bene di tutti. Tutto l'Abruzzo e' indignato adesso. Spero che lo sia anche lei e che sappia incanalare questa indignazione verso chi queste cose le decide. La responsabilita', adesso, e' sua.
E se lei fara' questo, la gente non potra' altro che amarla e rispettarla. Ho dato tutto quello che avevo con il petrolio, fra mille rinuncie e sacrifici. Gliel'ho preparata l'opinone pubblica con tutta la professionalita' di cui sono capace, smontando tutte, ma proprio tutte, le pseudoragioni dei petrolieri. A lei spetta adesso prendere tutta questa consapevolezza e trasformarla in vittoria, per i nostri polmoni, per la nostra democrazia e perche' e' giusto cosi.
Non lo so come andra' a finire. Ma finche' l'ultimo bullone non sara' montato, si puo' combattere. E si deve combattere per vincere, non per sceneggiatura. Questo onore e questo privilegio spetta adesso, per prima di tutti, a lei, Luciano D'Alfonso.

Maria Rita D'Orsogna


RISPONDE MAZZOCCA: «FAREMO TUTTO CIO’ CHE E’ IN NOSTRO POTERE»
«Voglio rassicurare la ricercatrice Maria Rita D’Orsogna: la Giunta regionale d’Abruzzo farà tutto ciò che è in suo potere per evitare l’insediamento di nuovi impianti petroliferi sul proprio suolo e nel proprio mare». Lo afferma l'Assessore regionale all'Ambiente Mario Mazzocca.
«Come previsto dal programma di governo – prosegue Mazzocca – sin dalle prime battute della consiliatura attuale abbiamo puntato sullo sviluppo sostenibile e sulla contrarietà alla trasformazione della nostra regione in un distretto per le ricerche petrolifere. Lo abbiamo detto a parole e fatto con azioni chiare e precise: voglio ricordare il ricorso alla Corte costituzionale contro l'articolo 38 del decreto "Sblocca Italia" relativo alle attività di ricerca e coltivazione degli idrocarburi e il diniego al permesso di ricerca di idrocarburi liquidi e gassosi nell'area "Colle dei Nidi", ricadente nel Teramano. Quanto al caso di Ombrina, va sottolineato che siamo ancora nella fase istruttoria e comunque non ci precludiamo eventuali ricorsi alla giustizia amministrativa di fronte ad atti governativi che non sposino la modalità – per noi sacra – della sostenibilità ambientale. Mi sento quindi – conclude l’Assessore – di tranquillizzare Maria Rita D’Orsogna: per la Giunta D’Alfonso l’Abruzzo non è un paese per trivelle».