SANITA'

Ospedali psichiatrici giudiziari, il 31 marzo la chiusura. «Abruzzo rischia commissariamento»

Giovedì sit in di protesta davanti alla sede dell’assessorato alla Sanità

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Ospedali psichiatrici giudiziari, il 31 marzo la chiusura. «Abruzzo rischia commissariamento»
ABRUZZO. A due settimane dall'attesa scadenza del 31 marzo per la chiusura degli ultimi 6 ospedali psichiatrici giudiziari si tirano le somme della riforma ma sono solo 10 le regioni davvero pronte, quelle che hanno organizzato le strutture alternative dove saranno ricoverate le persone che per decenni sono finiti nelle "strutture della vergogna". Con un probabile rischio commissariamento per quelle regioni che non si sono organizzate, Abruzzo compreso. Ma un importante passo in avanti è stato fatto tanto da far dire al ministro della Giustizia Andrea Orlando: «finalmente chiudiamo una pagina davvero triste, ma affinché ciò avvenga nel migliore dei modi sarà importante innescare un circolo virtuoso tra enti locali, territorio e professionalità del servizio sociale».

Ad oggi sono 704 gli internati negli attuali sei ospedali psichiatrici giudiziari attivi, di queste circa 250 sono considerati dimissibili al primo aprile ma potranno di fatto essere dimessi solo se vi sarà una presa in carico da parte delle strutture territoriali. Gli altri 450 internati dovranno invece essere trasferiti gradualmente nelle Rems (Residenze per l'esecuzione della misura di sicurezza sanitaria), gestite dal servizio sanitario nazionale, in base alla provenienza, tornando dunque nelle regioni d'origine. I trasferimenti avverranno sulla base di provvedimenti della magistratura e di precisi programmi terapeutici.

 «Il problema era e rimane la presa in carico delle persone con sofferenza mentale», commentano le associazioni e le sigle sindacali Stopopg Abruzzo: Cgil,Spi Cgil, Auser, Associazione 180amici L'Aquila-onlus, Altri Orizzonti onlus, Arci, Cittadinanza Attiva-Tribunale del Malato, Coordinamento regionale Centri Diurni Psichiatrici, C.O.S.M.A., ForumSaluteMentale, Psichiatria Democratica, che per giovedì prossimo hanno organizzato un presidio davanti l’assessorato regionale alla Sanità.

IL RITORNO DEGLI ABRUZZESI

«I corregionali  internati negli ospedali di Aversa e di Castiglione delle Stiviere devono tornare in Abruzzo ed hanno diritto a ricevere degna ospitalità e cure appropriate, dopo anni di “reclusione”». I 16 Centri di Salute Mentale abruzzesi soffrono per carenze di risorse professionali e svolgono attività prevalentemente ambulatoriali con apertura di 12 ore (in 8 di questi), e di solo sei ore al giorno per 5 giorni la settimana negli altri 8 centri. «Per i progetti terapeutici-riabilitativi inoltre riscontriamo un alto ricorso alla residenzialità privata», denunciano associazioni e sindacati, «con un tasso superiore alla media nazionale, mentre sono praticamente assenti le residenzialità in gruppi-appartamento e appartamenti supportati». Da decenni le associazioni regionali di familiari, cittadini, organizzazioni sociali e di tutela della salute denunciano questa situazione in Abruzzo, proponendo alla politica regionale la giusta attenzione prevista dal Progetto Obiettivo Nazionale per la salute mentale.
Comunque sia, il 31 marzo 2015 è la scadenza fissata dalla legge per la chiusura degli Opg: «noi vogliamo essere sicuri che questa data sia rispettata, e soprattutto che al posto degli attuali Opg non si aprano nuove strutture manicomiali».

UNA REMS A RIPA TEATINA

La legge ha destinato per l’Abruzzo e il Molise 4 milioni e 800.000 euro allo scopo di finanziare o la costruzione di Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza o per dare risposte alternative all'internamento. La Regione Abruzzo tuttavia sembra proseguire nella convinzione di utilizzare le risorse per costruire una mega-struttura (la REMS a Ripa Teatina), piuttosto che rimodulare il programma e di destinare i fondi alla riqualificazione dei servizi di Salute Mentale e delle Strutture Pubbliche esistenti. Nell'attesa che la REMS di Ripa Teatina sia pronta (non prima del 2018) la proposta della Regione è quella di attivare una REMS provvisoria presso l'ex Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura di Guardiagrele, per la quale ha ottenuto l'approvazione del Ministero, ma per la quale non procede “motivando” il fermo del programma a fronte di un ricorso al Tribunale Amministrativo Regionale che non contiene nessun provvedimento di sospensiva.

«Dunque la Regione Abruzzo rischia il Commissariamento», sostengono associazioni e sindacati. «Siamo contrari alle Residenze per l'Esecuzione delle Misure di Sicurezza ma riteniamo inaccettabile che la nostra Regione si presenti alla scadenza prevista dalla Legge senza un programma che possa permettere il ritorno in Abruzzo dei pazienti che dovranno uscire dagli OPG obbligatoriamente il 31 marzo».

 La proposta dell’associazione Altri Orizzonti Onlus e di tutto il movimento StopOPG è molto semplice: «la politica ha il dovere di ascoltarci. Non sono più accettabili tavoli istituzionali dove in pratica si perde solo tempo, dove le uniche soluzioni adottate sono quelle dell’assoluta
autoreferenzialità e del sistematico oscurantismo delle proposte dei familiari», spiega il presidente Giovina Nasuti.