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Trasporti, azienda unica; D’Alfonso punta tutto su Barbara Morgante, numero 2 di Ferrovie

«Le voglio bene, spero che accetti»

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Trasporti, azienda unica; D’Alfonso punta tutto su Barbara Morgante, numero 2 di Ferrovie

Barbara Morgante

ABRUZZO. Il presidente della giunta regionale, Luciano D'Alfonso, ha annunciato di aver proposto a Barbara Morgante, attuale numero due della holding Ferrovie dello Stato, la nomina a consigliere di amministrazione della società' unica di trasporto regionale ferro-gomma, nata dalla fusione delle tre società' pubbliche abruzzesi.
Il nome della Morgante, 52enne nata a Livorno che ha vissuto a Chieti fino alla maturità scolastica, è stato fatto dal presidente D'Alfonso nel corso della seduta del Consiglio regionale che nel pomeriggio di ieri a maggioranza ha approvato il piano di fusione della Tua, la costituenda azienda unica.

Morgante, laureata con lode all’Università di Bologna, dal 1988 al 1995 ha lavorato come consulente di direzione aziendale, seguendo progetti nelle aree strategie, marketing e organizzazione per clienti operanti in prevalenza nei settori Trasporti, Costruzioni, ICT e Pubblica Amministrazione. Nel 1995 è stata assunta in Tav (Treno Alta Velocità) come responsabile del Marketing prima e dell’Unità Sistemi e Analisi successivamente. Da agosto 2008 è Direttore Centrale Strategie e Pianificazione di Ferrovie dello Stato SpA. Attualmente è anche membro dei Consigli di Amministrazione delle Società del Gruppo: Centostazioni, FS Sistemi Urbani, Trenitalia, Tunnel Ferroviario del Brennero – Finanziaria di Partecipazioni, Netinera Immobilien GmbH; Presidente della Cemat e Presidente del Supervisory Board e dell’Operating Committee di Netinera GmbH.
Il governatore, nell'augurarsi la conferma alla presidenza di Luciano D'Amico, rettore dell'università di Teramo, ha anche proposto come altro potenziale componente del Cda il nome di Franco Di Teodoro, «a mio avviso, - ha spiegato D'Alfonso, il miglior giuslavorista d'Abruzzo».
La sua presa di posizione è arrivata in risposta alle critiche delle opposizioni che in due emendamenti bocciati dalla maggioranza di centrosinistra avevano proposto che l'azienda unica fosse guidata da un amministratore unico o in subordine da tre consiglieri di amministrazione e non come previsto nel piano «non inferiore a tre a non superiore a cinque». 

Anche perché per il capogruppo di Fi, Lorenzo Sospiri, cinque consiglieri, al di là del costo, sarebbero vietati dalla legge.
«Speriamo che Barbara Morgante che conosco, con la quale c'è stima, a cui voglio bene e che è numero due di Ferrovie dello Stato con un curriculum importante, mi dica di sì - ha chiarito il governatore -, nelle scelte di sicuro non faremo una canea di prossimità amicale, abbiamo detto no al 10 per cento delle 90 mila persone che conosco e che chiedevano di fare una esperienza in regione, nell'azienda unica vogliamo fare cinque posizioni, magari in due tempi, di accompagnamento al lancio di questa nuova azienda. alle opposizioni chiedo di aiutarci a dare spazio a più persone brave».
D'Alfonso non ha però mancato di criticare le opposizioni: «c'è una ipocrisia educativa infatti mi aspettavo che qualcuno dicesse 'abbiamo fatto molto male a fare le scelte'» ha detto ancora il governatore denunciando il fatto che un amministratore di una società pubblica marsicana controllata dalla Regione ha presentato rimborsi spesa di 2.500 euro «solo per il ristorante».

Intanto il sottosegretario alla Giunta regionale Camillo D'Alessandro da 24 ore non riesce a nascondere l’euforia per quello che è stato fatto ieri in Consiglio regionale: «la società unica del trasporto pubblico locale è ormai una realtà e questa scelta coraggiosa ha sbarrato la via ad una minaccia che incombeva sui 1.613 dipendenti per i quali era a rischio la prospettiva lavorativa». «In sette mesi - prosegue - abbiamo annunciato, pensato e realizzato ciò che chi ci ha preceduto aveva puntualmente rinviato. Ora possiamo affrontare con maggiore serenità gli ulteriori obiettivi: primo, il completamento del piano industriale che prevede il taglio delle sovrapposizioni, l'integrazione ferro-gomma e la riorganizzazione del lavoro rispetto alle attuali tre differenti modalità; secondo, entro i termini del perfezionamento della fusione continueremo il serrato confronto per arrivare a un contratto nuovo ed unico salvando la futura società da eventuali ricorsi che potrebbero far saltare l'equilibrio economico, tutto da raggiungere; terzo, definiremo una nuova programmazione regionale sui trasporti dovendo fare i conti con dieci milioni in meno sul bilancio regionale a cui potranno aggiungersi ulteriori tagli nei trasferimenti».