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Demanio: Regioni chiedono a Governo tavolo su legge riforma

«Si faccia chiarezza sulla possibilità di un regime transitorio»

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Demanio: Regioni chiedono a Governo tavolo su legge riforma





ROMA. La convocazione «quanto prima possibile di un tavolo di confronto con il Governo» sul progetto di riforma del demanio marittimo a fini turistici è stata richiesta dalla Commissione congiunta Demanio-Turismo della Conferenza delle Regioni che si è riunita ieri nella sede romana della Regione Abruzzo.
Gli assessori del Demanio e del Turismo hanno elaborato un documento che sarà sottoposto all'esame della Conferenza delle Regioni nella riunione straordinaria del prossimo 25 marzo per poi essere presentato ufficialmente nella seduta della Stato-Regioni prevista sempre nel pomeriggio del 25 marzo.
Nel reiterare la richiesta di confronto che era stata già avanzata a gennaio al Governo, le Regioni si sono dichiarate «fiduciose che la costituzione del Tavolo con il Governo possa aiutare la collaborazione tra le istituzioni in una materia così strategica per il Paese».
Non solo: nel documento gli assessori regionali chiedono che «si faccia chiarezza con la Commissione europea sulla possibilità di un regime transitorio delle attuali concessioni demaniali marittime e si stabilisca un congruo tempo di proroga».
In particolare, le Regioni si riferiscono alla recente notizia che in altri Paesi dell'Unione le concessioni demaniali marittime sono state prorogate di 75, 50 o 30 anni, a seconda della tipologia, com'è accaduto in Spagna, oppure che sono state mantenute forme di preferenza in favore del concessionario uscente, com'è accaduto in Portogallo. Terzo punto della richiesta della Commissione, riguarda «la possibilità di attivare il cosiddetto 'doppio binario' che distingue le concessioni attualmente in vigore da quelle nuove, con una proroga di lunga durata per le prime con adeguati investimenti e procedure di evidenza pubblica subito applicate invece alle seconde».
In chiusura della riunione le Regioni, ribadendo di «essere al fianco degli operatori balneari in merito alla richiesta alla Corte di Giustizia europea sulla validità della proroga al 31 dicembre 2020», hanno annunciato che presto incontreranno una delegazione di rappresentanti sindacali degli operatori balneari.