I CONTI E LA CORTE

Asl Chieti: ok della Regione, bocciatura della Corte dei conti

«Sui bilanci giustificazioni insufficienti anche nel contraddittorio»

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CHIETI. «Mancata considerazione» da parte della Asl di Chieti delle delibere della commissione di controllo della Corte dei Conti e «sistema di contabilità analitica non affidabile e non capace di consentire le valutazioni cui esso è finalizzato».
 Ed ancora: «parere negativo del Collegio sindacale sul bilancio preventivo 2013 e mancata approvazione del medesimo da parte della Regione» e «mancato conseguimento della riduzione del 10% sull’acquisto di beni e servizi».
 Sulle prestazioni intramoenia (cioè l’attività privata dei medici in ospedale) «inesistenza di contabilità ad hoc e sistemi contabili che non permettono l’individuazione dei costi», il che significa «la mancata garanzia» che i proventi coprano tutti i costi per l’Azienda.
Come dire che la legittima attività privata dei medici si svolge in modo tale che la Asl non recupera quanto spende per ospitarla e di fatto finanzia questa libera attività professionale.
Si tratta solo di alcuni dei rilievi formulati dalla Corte dei Conti al termine dell’istruttoria sul bilancio 2013 (peraltro molto simili a quelli formulati sul bilancio 2012), aggravati anche dal fatto che vengono dopo il contraddittorio con la Asl di Chieti che in questa sede «non ha fornito tutti i chiarimenti nei termini assegnati».
 In particolare – continua la Corte dei conti – non sono state chiarite «le ricostruzioni contabili operate dal Collegio sindacale nel questionario-relazione ed apparse, in parte, difformi rispetto ai dati contabili riaggregati dalla Sezione (di controllo) secondo il Piano dei conti» approvato dalla Regione.
Così si legge infine nella delibera con cui la Corte dei conti ha assegnato 60 giorni alla Asl di Chieti per chiarire tutto: l’Azienda «ha fornito giustificazioni non sufficienti a superare le discrasie riscontrate».

LE GIUSTIFICAZIONI SUI RILIEVI DEI MAGISTRATI CONTABILI
Chissà se la direzione amministrativa riuscirà a rispondere in modo esauriente a tutti gli interrogativi posti dal controllo dei magistrati contabili. Per il momento c’è un ordine del direttore Maria Grazia Capitoli (che forse sostituisce il direttore amministrativo Stefano Spadano, dimissionario da dicembre ed ancora non sostituito) che ha chiesto a tutti i responsabili di settore di collaborare - per quanto di loro competenza - a risolvere queste contestazioni della Corte dei conti. E mentre con affanno si cercano correttivi, resta il mistero sulle responsabilità di chi doveva controllare e non ha controllato o lo ha fatto in modo insufficiente: dai Revisori dei conti, spesso bacchettati dalla relazione dei magistrati contabili, agli uffici regionali che pure avrebbero dovuto accorgersi di qualcosa e che però – quando hanno rilevato che la Asl di Chieti se ne andava per conto suo – hanno solo formulato inviti cartacei ad adeguarsi alle normative regionali e nazionali, senza fare di più.
E così risulta che «il bilancio di esercizio 2013 è in perdita per 5.604.781 euro», ma «questa perdita di esercizio non è stata preventivamente autorizzata dalla Regione» e tanto meno il Collegio sindacale «si è espresso in merito alle modalità di copertura  ed alla loro attendibilità».
L’immagine della Asl di Chieti che ne esce è devastante: in sostanza viene bacchettata la gestione autoreferenziale del settore amministrativo, che non ha ascoltato (e addirittura ha sbeffeggiato) i campanelli di allarme che già l’ispezione del Mef aveva fatto suonare. E viene del tutto sconfessata dalla Corte dei conti anche la verifica (con promozione) a cui il manager Francesco Zavattaro è stato sottoposto solo pochi mesi fa. Infatti allora c’è stata la riconferma del suo mandato da parte della Regione, che per i controlli utilizza evidentemente meccanismi del tutto insufficienti.

Sebastiano Calella