BATOSTA UNICA

Trasporti, Azienda unica: «aumentano i costi politica e cresce il prezzo del biglietto»

I dubbi del centrodestra ma D’Alessandro replica: «non hanno diritto di parola»

WhatsApp 328 3290550

Reporter:

WhatsApp 328 3290550

Letture:

1993

Trasporti, Azienda unica: «aumentano i costi politica e cresce il prezzo del biglietto»

ABRUZZO. Quanto sarà il risparmio reale dopo la fusione per incorporazione di Gtm e Sangritana in Arpa?
Il centrosinistra garantisce che quella in dirittura d’arrivo sarà una riforma epocale che porterà solo vantaggi. Il centrodestra studia le carte a disposizione ed esprime più di qualche dubbio.
Ad oggi l’unica cifra certa sul tavolo resta quella del contenzioso da 700 mila euro (che magari potrà anche risolversi positivamente ed evaporare) ma i consiglieri di opposizione denunciano anche «un aumento consistente dei costi del Cda» che se prima ammontava a 296 mila euro (con 3 diversi Cda) oggi, con un unico organismo dirigente, «costerà ben 396 mila euro».
A questa cifra bisognerà poi aggiungere i rimborsi spesa.
«Ad oggi non c’è nessun piano industriale ma solo un documento di sintesi di 106 pagine per il quale due tecnici hanno chiesto 700 mila euro», denunciano i consiglieri regionali di Forza Italia, Lorenzo Sospiri, Mauro Febbo e Emilio Iampieri insieme al deputato Fabrizio Di Stefano. E la minoranza domanda come mai non sia stato fatto un accordo prima della perizia stessa ma ci si sia ritrovati, solo alla fine, con una parcella a cinque zeri tra capo e collo.
Il centrodestra inoltre vorrebbe portare la discussione anche all’interno dei Consigli comunali in quanto non viene specificato quali linee non saranno più sovrapposte. Altra questione riguarda la filovia, in particolare i lotti II e III, per la quale sono state spese solo 4 righe.
«Non si capisce come e se questa riforma porterà i frutti che loro sperano», sottolinea Mauro Febbo.

I COSTI AUMENTANO?
Dall’atto costitutivo emerge che il Cda (presidente più 4 membri) costerà 396 mila euro più i rimborsi; «dov'è il risparmio?», insiste Febbo, «prima i 3 Cda insieme ne costavano 296.071 euro. Noi avevamo chiesto che fosse istituita la figura dell’amministratore delegato e un Cda con 3 membri. Non capiamo poi come si farà a ridurre i sui costi per il personale: si parla di un risparmio di 2,5 milioni di euro ma poi hanno pubblicato un bando per 250 nuovi autisti».
L’unico dato certo riguarda il prezzo del biglietto unico che costerà il 5% in più dal 18 maggio: «quello che stanno facendo quindi lo pagheranno gli utenti», annota il consigliere regionale.
Due giorni fa si è tenuta la seduta della I e II Commissione unificate e si è ottenuto almeno un risultato con l’aiuto di parte della maggioranza: il regolamento dovrà passare per il Consiglio regionale. Inoltre il centrodestra ha ottenuto che vengano indicate oltre alla sede legale di Chieti anche le sedi operative di Pescara e Lanciano.

TETTI DI SPESA
«Abbiamo fissato i tetti di spesa – precisa Emilio Iampieri - che non erano previsti, mentre è stato respinto il nostro emendamento che chiedeva un Cda con 3 soli membri. Così come avevamo chiesto che il Collegio sindacale fosse un organo autonomo rispetto al socio Regione Abruzzo (e quindi dal Presidente) ed è stato accolta solo parzialmente la nostra proposta: uno dei tre membri sarà estratto a sorte».
«Siamo di fronte a un’incredibile approssimazione – sostiene Di Stefano – con il serio rischio che questa riforma distrugga il trasporto pubblico locale abruzzese. Ci sarà riallineamento degli stipendi a quelli dell’Arpa, che sono i più bassi, o a quelli più alti della Sangritana? In quest’ultimo caso, considerando che i dipendenti di Arpa sono di gran lunga più numerosi, si rischia un aumento esponenziale dei costi per il personale. Inoltre oggi i sindacati non dicono nulla sugli esuberi mentre tra l’altro si fanno nuove assunzioni. Probabilmente hanno avuto delle rassicurazioni».

D’ALESSANDRO: «CENTRODESTRA NON Può PARLARE»
«Il Centrodestra non ha diritto alla parola sull’argomento», sostiene però il consigliere regionale del Pd, Camillo D’Alessandro. «Loro nel 2011 avevano approvato in Giunta il progetto di fusione, diventato poi legge nel 2012, guardandosi bene dal realizzarla, con il risultato di aver portato al fallimento Arpa, e per la stessa via le altre società».
«Di tutto ciò», sostiene D'Alessandro, «è consapevole il consigliere regionale, Emilio Iampieri, che oggi fa conferenze stampa e ieri il componente del cda dell'Arpa, all'epoca in cui si scrivevano crediti falsi che diventavano debiti veri e si acquistavano autobus senza copertura finanziaria che, oggi, incidono per 89 milioni di euro l'anno sul bilancio di Arpa».
Sulla questione dei costi del Cda, D'Alessandro avverte che «è stato proprio il consigliere Febbo, in Commissione, con tanto di verbale alla mano, che ricorderemo a tutti lunedì in Consiglio, a evidenziare che il presidente di una società con 1600 dipendenti - perché questo sarà la società unica - dovesse avere uno stipendio adeguato. La Maggioranza ha accolto quella osservazione ed in Commissione si è arrivati ad un testo condiviso. Appare strano che oggi si imputino costi eccessivi del Cda, anche se Febbo ne è stato il primo proponente».
Ma questo punto Febbo lo smentisce: «si sbaglia quando dice che sono state accolte le mie osservazioni. Sembrerebbe quasi che lo statuto lo abbia scritto io ma non è certo così».

«ARPA TECNICAMENTE FALLITA»
D'Alessandro procede spiegando che Arpa era tecnicamente fallita, Sangritana non lo era solo perché ogni chilometro veniva retribuito dalla Regione con circa 11 euro, mentre Gtm con 4 euro, Arpa con due euro. «Se solo si fosse applicato un rimborso uguale per tutti Arpa avrebbe migliorato i conti e Gtm e Sangritana sarebbero immediatamente fallite. Tanto è vero», va avanti D'Alessandro, «che è stata la Sangritana a chiedere pubblicamente, negli anni passati, di essere parte e dentro il progetto di un'unica società, proprio perché l'esclusione dal ferro avrebbe comportato, nel giro di pochi mesi, il fallimento dell'azienda».

IL PERSONALE
Il consigliere delegato si sofferma poi sul personale. «Abbiamo avviato con le organizzazioni sindacali un confronto che ha l'obiettivo di arrivare alla definizione di un nuovo contratto unico, per la futura società unica, in modo da superare i tre attuali. Per garantire i lavoratori faremo in modo di incidere non sulle competenze economiche ma sulla riorganizzazione del lavoro. Non ci saranno esuberi, saranno salvaguardati i livelli occupazionali e la retribuzione, ma tutti saranno chiamati a lavorare di più e allo stresso modo, ponendo fine a disparità tra le tre società, oggi non più sostenibili».