L'INCHIESTA

Rimborsopoli Abruzzo: il 5 maggio udienza per 3 ex assessori

Per altri 15 ex consiglieri è stata chiesta l’archiviazione

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Rimborsopoli Abruzzo: il 5 maggio udienza per 3 ex assessori

Di Dalmazio, Di Paolo, Giuliante

PESCARA. E' stato fissata al 5 maggio prossimo la prima udienza preliminare davanti al gup del Tribunale di Pescara, Gianluca Sarandrea, per gli ex assessori regionali Mauro Di Dalmazio (aveva la delega al Turismo), Angelo Di Paolo (Lavori Pubblici) e Gianfranco Giuliante (Protezione Civile), nell'ambito dell'inchiesta su presunti rimborsi facili.
Nello specifico, i tre sono accusati di peculato, mentre solo Di Dalmazio deve rispondere anche di truffa.
La presunta truffa sarebbe relativa a quattro missioni: a Cernobbio, Milano, Bilbao (in Spagna) e Roma. Due cene pagate in contanti senza comunicare, in sede di rendicontazione, che erano in due a tavola o un pernotto in albergo a cinque stelle senza dire che era di lusso. Ma anche una lunga serie di missioni a Roma (38) dove avrebbe «deliberatamente omesso di fornire dato utile a poter meglio individuare la natura e legittimità della missione».
Secondo l’accusa l’ex assessore al Turismo, che oggi siede in Consiglio come esponente della minoranza, avrebbe utilizzato impropriamente la carta di credito regionale personale durante un viaggio ad Amsterdam e in due trasferte a Roma.
Giuliante, invece, non avrebbe «documentato e comunque dichiarato in sede di rendiconto che i pasti erano stati consumati da due persone e che le spese in toto erano indebite perché non pertinenti missioni in atto». L’ex assessore nei giorni dell’inchiesta e degli interrogatori spiegò ai cronisti: «C'era poco da chiarire, mi contestano i pasti. Ero in missione e ho mangiato».

Di Paolo avrebbe «eluso i controlli i controlli di legittimità e congruità delle somme spese» in una lunga serie di cene per un totale di 2.857 euro. Cene anche costose come a Le Caveau di Roma (due, una da 230 e una da 295 euro) o al Costa Paradiso di Roma (155 euro). Per tutti loro la parola passa adesso al gip che dovrà decidere se accogliere le tesi dei pm oppure archiviare anche per loro le posizioni.
Il fascicolo iniziale contava in totale 25 politici accusati, a vario titolo, di truffa, peculato e falso. Per 15 la procura ha chiesto l'archiviazione e il gip Colantonio deve ancora pronunciarsi.
Nello specifico, l'archiviazione e' stata chiesta per gli ex assessori e consiglieri: Lanfranco Venturoni, Carlo Costantini, Federica Carpineta, Giorgio De Matteis, Cesare D'Alessandro, Riccardo Chiavaroli, Franco Caramanico, Nicola Argiro', Emilio Nasuti, Alessandra Petri, Antonio Prospero, Lorenzo Sospiri, Giuseppe Tagliente, Luciano Terra e Nicoletta Veri'. Alla maggior parte di loro erano state contestate cifre irrisorie (da 10 agli 80 euro) e in molti avevano scelto la via pubblica per chiarire il ‘malinteso’: da Carlo Costantini a Cesare D’Alessandro passando da Lorenzo Sospiri che pubblicò su Facebook l’avviso di garanzia parlando di «indagine innescata ad orologeria» e «inopinata aggressione giudiziaria».
Sono state invece stralciate da tempo per competenza territoriale le posizioni dell'ex presidente della Regione, Gianni Chiodi, dell'ex presidente del consiglio regionale Nazario Pagano, e degli ex assessori regionali Alfredo Castiglione, Paolo Gatti, Luigi De Fanis, Mauro Febbo e Carlo Masci.
Saranno le procure di Roma, Verona e Rimini a giudicare le loro posizioni.