LE ACCUSE

La maxi parcella da 700 mila euro non sta in piedi, Arpa: «grossolano errore e professionisti scorretti»

Società disposta a pagare al massimo 70 mila euro

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La maxi parcella da 700 mila euro non sta in piedi, Arpa: «grossolano errore e professionisti scorretti»

Luciano D'Amico




ABRUZZO. Il presidente dell’Arpa Luciano D’Amico conferma e tira dritto: l’azienda che gestisce non ha alcuna intenzione di saldare la maxi parcella di 700 mila euro ai due professionisti che si sono occupati delle perizie in vista della fusione per incorporazione di Gtm e Sangritana in Unica.
La cosa dunque troverà una sua soluzione in tribunale perché la posizione delle due parti in causa sono nettamente divergenti.
Bisognerà aspettare, dunque, per capire quanto Arpa dovrà pagare per chiudere la vicenda di certo non cominciata nel migliore dei modi.
E’ lo stesso D’Amico che specifica che non è stata la sua società ad incaricare i due consulenti esterni ma il Tribunale di Chieti, un obbligo previsto dal codice civile quando bisogna fare perizie di valutazione per la stima del conferimento dei beni rappresentati dal 100% delle azioni delle tre aziende di trasporto.
I due incaricati hanno lavorato per due mesi «in urgenza» e alla fine hanno presentato il conto salatissimo: ben 577.411 mila euro «oltre accessori di legge», una cifra determinata, hanno spiegato i professionisti, dal valore della pratica, dall’applicazione del compenso unico, da una maggiorazione del 100% per «incarico collegiale» più una maggiorazione del 100% per «attività d’urgenza». 

L’Arpa ha detto no in quanto non ritiene dovute le maggiorazioni e ha proposto l’applicazione del compenso medio per un totale di 70 mila euro da dividere tra i due professionisti (44.300 euro per la perizia Fas e 25 mila euro per la perizia Gtm).
E ora che si fa? Si aspetta perché l’Arpa, nonostante il sollecito ricevuto nelle scorse settimane dai due professionisti tramite il legale Carlo Fimiani non ha dubbi: quella parcella non sta in piedi e non è in nessun modo giustificabile quindi figuriamoci se pagabile.
Il presidente D’Amico ha due punti fermi in questo momento sui quali non transige: «gli importi richiesti non rispettano le disposizioni del decreto ministeriale 140 del 2012 e l’operazione di fusione sarà a costo zero» .
«In merito agli importi», spiega D’Amico «occorre attenersi in modo rigoroso al disposto dell’articolo 21 del Decreto Ministeriale n°140 del 20 luglio 2012 che disciplina tale materia. Pertanto si ritiene che la somma richiesta non sia in linea con i contenuti del citato decreto».
A tal proposito Arpa ha dato mandato al proprio legale di contestare nelle sedi opportune le richieste dei professionisti.
D’Amico stigmatizza «con fermezza» il comportamento «scorretto» dei due professionisti nel «grossolano errore» e assicura che l’operazione di fusione per la costituzione dell’azienda unica di trasporto pubblico locale della regione Abruzzo «sarà portata a termine a costo zero, senza ricorso a consulenze esterne grazie alla professionalità e la straordinaria disponibilità del personale delle tre aziende interessate».