IN CONSIGLIO REGIONALE

Punti nascita, avanti tutta. Consiglio boccia documento per fermare i tagli

Sospiri: «hanno pesato le assenze tra i banchi dell’opposizione»

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Punti nascita, avanti tutta. Consiglio boccia documento per fermare i tagli


ABRUZZO. Avanti a tutta birra con i tagli dei punti nascita.
Ieri nel corso del Consiglio comunale Forza Italia ha presentato un documento con il quale si sarebbe voluta imporre la sospensione degli effetti del decreto commissariale che determinerà la chiusura dei punti nascita di Atri, Penne, Sulmona Ortona e Penne.
Ma l’ok non è arrivato e dunque si procede: «sono state le assenze tra i banchi dell’opposizione a far bocciare, per soli 14 voti a 12», spiega il consigliere regionale Lorenzo Sospiri, «il nostro documento, Ovviamente saranno quelle assenze e la maggioranza consiliare ad assumersi la responsabilità di tale provvedimento nei confronti dei territori interessati e della cittadinanza».
Il documento presentato dallo stesso Sospiri era stato sottoscritto da tutto il Gruppo consiliare di Forza Italia e del Movimento 5 Stelle.
«Il provvedimento commissariale si basa su dati non reali – ha ribadito il capogruppo Sospiri -, dati mai aggiornati: in realtà tutte le strutture raggiungono lo standard dei 500 parti l’anno». 

Da settimane i sindaci dei comuni interessati e la popolazione cittadina cercano di far sentire le proprie ragioni e chiedono che il territorio non sia privato di un servizio fondamentale di grande rilevanza sociale. La Regione, invece, ha annunciato un apposito tavolo tecnico (Regione – Amministratori locali) delle quattro città (Sulmona – Penne – Ortona ed Atri) per seguire da vicino tutti gli sviluppi del processo di riorganizzazione e presto sarà organizzato un apposito incontro con il Ministro della Salute Beatrice Lorenzin.
Nel documento di Forza Italia di ieri si chiedeva l’impegno del presidente a procedere a un’analisi approfondita della reale situazione dei punti nascita, sospendendo gli effetti del decreto e piuttosto potenziando il servizio di trasporto per le emergenze neonatali sul territorio regionale.
«Dalla nostra parte abbiamo avuto anche frange della maggioranza; purtroppo a fermare il documento sono state solo le assenze».
Ma Sospiri se l’è presa anche con il sindaco di Penne, Rocco D’Alfonso, ieri assente all’incontro con i sindaci dei centri abruzzesi interessati dalla chiusura dei punti nascita: «è assurdo e inconcepibile che sul tema che lo riguarda in prima persona, sia colposamente assente e distante da questa problematica».
«E’ impensabile che, una città importante come Penne, punto di riferimento per l’area vestina e per una ampia fetta della provincia teramana, abbia perso il suo alto profilo istituzionale che l’ha sempre contraddistinta nella sua storia. L’apertura di un confronto con l’assessore regionale alla sanità e con il presidente D’Alfonso per individuare un percorso condiviso per salvare il punto nascita di Penne – aggiunge Sospiri – credo che sia fondamentale e vitale per il territorio vestino. Evidentemente non lo è per la maggioranza del sindaco Rocco D’Alfonso». 

MONTICELLI BACCHETTA IL CONSIGLIO REGIONALE
Il consigliere del Pd, Luciano Monticelli, contro l’atteggiamento degli amministratori che non erano presenti in aula o hanno votato contro la risoluzione che avrebbe sospeso il decreto di chiusura.
«La politica si fa anche prendendo posizioni scomode e andando, perché no, contro la propria maggioranza. Peccato che questo sia visibilmente un atteggiamento di pochi: per ciò che mi riguarda, ne vado fiero», dice Monticelli, di ritorno da un viaggio istituzionale in Australia per conto della Regione Abruzzo.
«Per coerenza – racconta meglio Monticelli – io e Gerosolimo e Olivieri di Scelta Civica abbiamo votato a favore. Ma sono basito di fronte al comportamento di politici come, ad esempio, Leonardo Bracco che, in nome di una delega, ha ben pensato di non essere presente in aula e di non esporsi in merito. Un atteggiamento che peraltro mi spinge, a questo punto, a non dover prendere più lezioni dal Movimento 5 Stelle. Sono convinto che, se tutti avessimo sostenuto questa risoluzione, avremmo potuto tentare realmente di cambiare le carte in tavola».
Lo stesso consigliere regionale del Pd ricorda di essere atterrato proprio ieri dopo un volo di 24 ore di ritorno dall’Australia che avrebbe giustificato la sua assenza e di essersi comunque recato a Palazzo dell’Emiciclo pur di non far mancare il proprio parere in merito.
«Al contrario – lamenta – tutti dicono che dobbiamo muoverci, tutti polemizzano contro la chiusura del Punto Nascita di Atri, ma poi di fronte al fatto compiuto non si interessano realmente su questioni sentite dalla comunità che dovrebbero rappresentare».

«Sono orgoglioso e fiero di aver votato in difesa del punto nascite di Sulmona», dice invece Gerosolimo. «Quando ci sono problemi che investono «un intero territorio non si può rispondere alle logiche di partito o di appartenenza. Nel Consiglio Regionale di ieri mi sono trovato nella difficile posizione di chi è in maggioranza e allo stesso tempo rappresenta le esigenze di un territorio. Esprimo profondo rammarico per la posizione di quei consiglieri regionali del centro Abruzzo che hanno espresso un voto contrario alla risoluzione. In particolare a Di Pangrazio e Pietrucci dico che non serve dichiararsi solo a parole in difesa del centro Abruzzo ma bisogna avere il coraggio di compiere scelte in favore di questo territorio».
Il consigliere di Forza Italia, Mauro Febbo, invece se la prende con il sindaco di Ortona, assente al Consiglio regionale: «D’Ottavio pensa di difendere gli interessi della sua Città con la sua latitanza? Prenda esempio dal suo collega di Sulmona che ieri era presente, con la fascia tricolore indosso, insieme ai primi cittadini del comprensorio. Ma del resto il comportamento del Sindaco di Ortona non è nuovo e ci ha abituato a un atteggiamento “menefreghista” su questioni molto sentite dalla comunità che dovrebbe rappresentare. Un altro esempio riguarda la vicenda legata alla costruzione del deposito di GPL nel porto di Ortona. Solo ora D’Ottavio sembra si sia accorto di questo imponente progetto. Ma dov’è stato fino a oggi?»
Intanto il capogruppo Pd, Sandro Mariani, chiede un Tavolo tecnico per ridisegnare la sanità Teramana: «non possiamo più permetterci una mini ospedalizzazione diffusa, che peraltro si è dimostrata fallimentare a fronte della scarsità di servizi erogati e delle ingenti somme di mobilità passiva prodotte. In questi termini, ieri ho lanciato un guanto di sfida alle opposizioni in Consiglio: siamo in grado di pensare ad un destino diverso, dal baratro in cui sta lentamente sprofondando, per la sanità teramana?»