SOGGIORNO NON OBBLIGATO

Tassa di soggiorno a Pescara, Federalberghi dice no (per adesso)

Schirato: «senza un preventivo Piano Marketing Turistico sarebbe solo l'ennesimo balzello»

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Tassa di soggiorno a Pescara, Federalberghi dice no (per adesso)

PESCARA. In una riunione tenutasi venerdi' pomeriggio presso l'Hotel Plaza gli albergatori di Pescara hanno ribadito all'unanimità' la loro contrarietà all'introduzione dell'imposta di soggiorno.
L’iniziativa dell’amministrazione Alessandrini non piace e non convince.
«Ci siamo riuniti come Federalberghi/Confcommercio Pescara», spiega il presidente Schirato, «proprio per concordare i contenuti di una proposta unitaria da portare avanti nei confronti del Comune di Pescara in merito all'imposta di soggiorno. Ribadiamo coralmente il no tassativo all'introduzione dell'imposta di soggiorno per l'anno in corso in considerazione del fatto che la "condicio sine qua non" per sedersi a ragionare al tavolo con il Comune su un'ipotesi del genere è la preventiva realizzazione e condivisione di un Piano Marketing Turistico per la città di Pescara.

Il Piano Marketing è infatti l'unico strumento atto a poter individuare una “vision” turistica per il nostro territorio, condivisa dalla maggioranza degli “stakeholders”, ed in base alla quale stabilire le linee di intervento su cui andare a collocare le risorse (e, fra esse, quelle che potrebbero derivare dall'imposta di soggiorno)».
Secondo gli imprenditori del settore il Piano Marketing Turistico, che dovrebbe diventare per i prossimi 10 anni la “Magna Charta” di riferimento per ogni azione turistica nel territorio «non è un documento che può essere redatto in qualche settimana, ma richiede un lavoro serio ed approfondito di diversi mesi».
«Seguire le linee di intervento di un piano strategico per il turismo», continua Schirato, «sarebbe l'unica garanzia per noi operatori di un utilizzo sensato delle risorse per interventi che abbiano una ricaduta positiva in termini di sviluppo e di incremento dell’economia turistica. In mancanza di tale necessaria premessa siamo certi che le risorse derivanti da tale tassa sarebbero destinate per ripianare i buchi di bilancio o per interventi a pioggia sul territorio o ancor peggio per feste, sagre e concertini che portano consenso elettorale ma nulla allo sviluppo turistico».
Il timore è quello di un’ulteriore perdita di competitività per un comparto come quello alberghiero pescarese fra i più provati dalla crisi di questi anni: «tale ulteriore negatività andrebbe automaticamente ad estendersi all’intera economia cittadina con infausti riflessi sulle altre attività turistiche, sul commercio, sull’artigianato e sui servizi».

LE TRE CONDIZIONI
In definitiva, gli albergatori di Pescara saranno disposti a sedere ad un tavolo concertativo con l’Amministrazione comunale riguardante una tassa di scopo, a tre condizioni: realizzazione di un Piano Marketing Territoriale decennale, condiviso con gli operatori, sulla cui attuazione il Comune di Pescara si impegni per iscritto; applicazione della tassa, con reale equità e con regole scritte e condivise, a tutto il comparto alberghiero ed extra-alberghiero (compresi B&B); assicurazione scritta che questa tassa per gli alberghi pescaresi non superi l’entità di 1euro a presenza, per il prossimi 5 anni.
«Aggiungo - conclude Schirato - che in questi giorni la Regione Abruzzo sta approvando la revisione della Legge quadro sul Turismo, la Legge 17, che riconoscerà ufficialmente le DMC (Destination Managementent Company) ossia quei consorzi a capitale pubblico/privato nati proprio per indirizzare sui territori abruzzesi le linee di intervento in materia di turismo. Ebbene la DMC “Terre del Piacere” che comprende il territorio pescarese si impegna fin d'ora a far redigere e regalare al Comune di Pescara il Piano Marketing di cui sopra, in cambio della garanzia da parte del Comune di Pescara di subordinare l'applicazione dell'imposta di soggiorno alle condizioni prima elencate».