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Maltempo, Regione: «Snam inaffidabile, gasdotto Sulmona Foligno pericoloso»

Mazzocca chiede nuovo stop al Ministero

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Maltempo, Regione: «Snam inaffidabile, gasdotto Sulmona Foligno pericoloso»

Camillo D'Alessandro




ABRUZZO. L’incidente di Mutignano dove venerdì scorso è esploso un metanodotto Snam rischia una reazione a catena sulle decisioni da prendere sui progetti che dovrebbero sorgere nei prossimi mesi sul territorio abruzzese.
Mentre la Procura della Repubblica di Teramo ha aperto un procedimento penale per incendio colposo e crollo colposo (al momento senza indagati) la politica passa al contrattacco e promette battaglia.
L’assessore regionale alla protezione Civile, Mario Mazzocca ha annunciato che chiederà al Ministero dell’Ambiente il blocco della autorizzazioni del gasdotto ‘Rete Adriatica’ che nelle intenzioni della proponente Snam dovrebbe snodarsi lungo le depressioni tettoniche dell’Appennino Centrale storicamente interessato da un notevole tasso di sismicità.
Nel tratto relativo all’Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche, su 28 località attraversate dal progetto di metanodotto, 14 sono classificate in zona sismica 1 e 14 in zona sismica 2. Anche la centrale di compressione, localizzata a Sulmona, ricade in zona sismica di primo grado.
La mossa delle ultime ore dell’assessore Mazzocca, in realtà, non è nient’altro che un ulteriore conferma della posizione della Regione dal momento che da mesi l’Abruzzo (insieme alle altre regioni interessate dall’opera) chiede un percorso alternativo. Ma la società non ne vuole sapere.

Cosa cambierà adesso dopo l’incidente di quattro giorni fa che ha registrato pure abitazioni distrutte e 8 feriti (non gravi).

Anche il sottosegretario alla presidenza della giunta regionale, Camillo D’Angelo, usa parole di fuoco e chiarisce che la Regione si metterà di traverso con tutte le proprie forze. E mentre annuncia che si stanno valutando azioni legali nei confronti «dei giganti dai piedi di argilla Snam Retegas ed Enel» per i danni post maltempo lancia una frecciata al gasdotto sulmonese: «se pioggia e vento hanno causato danni a Mutignano, con rischi per persone, cose e ambiente, figuriamoci se possiamo fidarci della Snam per il progetto che con presunzione continua a ripetere essere innocente e privo di pericoli. Noi vogliamo un Abruzzo sereno, senza incubi e paure. La prova del nove per Snam - scrive D'Alessandro - ora inchioda la società alle proprie responsabilità: a cosa dobbiamo pensare e cosa dobbiamo temere quando il gasdotto Sulmona-Foligno attraverserà importanti tratti dell'Abruzzo notoriamente a rischio tellurico?»
Ma la Regione vuole sapere anche quante risorse Enel ha impiegato negli anni per garantire la manutenzione ai propri impianti. «Ci accorgiamo di Enel quando fa la pubblicità in tv, ma non è rintracciabile per le attività ordinarie e straordinarie che pure doveva garantire nei territori serviti. Ci chiediamo: ma se fossero continuate le piogge, cosa ci saremmo dovuti aspettare? Per queste ragioni - conclude il sottosegretario - valuteremo con la nostra Avvocatura regionale azioni a tutela dei nostri cittadini mal serviti e posti in pericolo».

Non deve stare più tranquilla, però, in queste ore Terna che lavora in questi mesi su un doppio binario, quello dell’elettrodotto Villanova Gissi e il cavo del Montenegro.
Oltre al fronte del no degli ambientalisti che da giorni chiedono alla regione di bloccare tutti i progetti anche il presidente della provincia di Teramo Renzo Di Sabatino si mostra perplesso: quando l'emergenza terminerà, Regione Province e Comuni, dovranno aprire un tavolo con Enel e Terna per chiedere di quante risorse abruzzesi, finanziarie ma soprattutto naturali, hanno beneficiato e quanto hanno restituito al territorio in termini di investimenti strutturali e di risorse umane. Lo stesso varrà per i proprietari delle reti di distribuzione del gas. Inutile nascondere la preoccupazione per la vastità e il numero delle frane su strade e versanti, stiamo facendo un lavoro enorme ma la portata delle emergenze è tale che i disagi per i cittadini, ai quali sono venuti meno collegamenti, luce, gas, persino le informazioni con le televisioni oscurate, e ora anche acqua sono davvero enormi».
Anche l’europarlamentare Daniela Aiuto (M5S) chiede alla politica di prendere una strada chiara e parla di «progetti folli di Terna, che sta espropriando decine di proprietà agricole per costruire un inutile elettrodotto che attraverserà tutto l’Abruzzo devastando aziende, imprese agricole e mettendo a serio rischio la salute dei cittadini. Sono oggi a
disposizione metodi per creare energia in modo più ecologico e meno esplosivo e dannoso: perchè non adottarli?» «A pochi giorni dall’incendio del gasdotto, occorre gridare allo scandalo perché l’effetto domino dei rischi connessi all’interferenza dell’elettrodotto Villanova-Gissi con il futuro Pozzo di stoccaggio Poggiofiorito nei pressi di Filetto è stato sollevato e denunciato da tempo, ma rischia di rimanere inascoltato», denuncia invece  Antonella La Morgia, del Comitato Ambiente Salute e Territorio.
«L’incidente di Mutignano prova che non si tratta di allarmismo, ma di valutare attentamente il cumulo di impatti tra infrastrutture compresenti, senza trascurare che la fatalità degli eventi atmosferici fuori norma sarà sempre più frequente e non remota».
La Morgia chiede se sia legittimo chiedersi se si possa agire diversamente? E si risponde: «hanno fatto diversamente in Francia, dove il nuovo elettrodotto che corre tra i Pirenei e collega Francia e Spagna (Baixas-Santa Llogaia) per 75 Km ha un percorso interrato, con una capacità di trasporto di 2000 MW. Questa linea avrebbe dovuto essere aerea, cioè prevedeva tralicci, per un costo di 100 milioni di Euro. Invece, per la ferma volontà di cittadini e amministrazioni, è stato scelto l’interramento, con un costo di 700 milioni, parte dei quali finanziati dalla comunità Europea. Idem per il nuovo collegamento Piemonte-Savoia, il primo progetto al mondo per lunghezza del tracciato completamente interrato: 190 chilometri tra Piossasco e Grand’Ile».

«Dopo l'esplosione del gasdotto Snam a Pineto, il Governo Renzi si fermi e riveda la sua posizione di acritica accettazione del mega gasdotto», chiedono anche  i Comitati cittadini per l’ambiente. «Non è ammissibile che le scelte progettuali della Snam, sostenute da potenti lobby economiche e politiche, siano ritenute indiscutibili, mentre le delibere di contrarietà, adottate dalle Istituzioni democratiche a tutti i livelli, non siano degne di considerazione alcuna. Quanto accaduto a  Mutignano di Pineto è la riprova che i metanodotti sono impianti pericolosi che mettono a serio rischio il territorio e la incolumità delle popolazioni residenti. Pertanto essi non dovrebbero mai essere realizzati in aree fragili sotto il profilo  ambientale, idrogeologico e sismico, quali sono quelle dell’Appennino. Ma evidentemente la logica non è alla base delle scelte della Snam».