VOTAZIONI

Rsu nel pubblico impiego, le elezioni premiano Cisl, Cgil e Uil

Alta percentuale di votanti, prima la Cisl Fp nel comparto sanità

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Rsu nel pubblico impiego, le elezioni premiano Cisl, Cgil e Uil



ABRUZZO. C’è una netta affermazione di Cisl, Cgil e Uil (settore pubblico impiego) nelle elezioni per il rinnovo delle Rsu aziendali. Su chi ha vinto, cioè su chi ha conquistato più voti e la maggioranza negli organismi eletti, c’è però un curioso testa a testa anche nelle dichiarazioni ufficiali di Cisl e Cgil. Vincenzo Traniello, segretario regionale Cisl Fp, parla infatti di «forte affermazione della Cisl alle elezioni Rsu nel pubblico impiego in Abruzzo, con un consenso generalizzato in voti e percentuali tra i lavoratori degli Enti locali abruzzesi, dove siamo il primo sindacato. Anche nel comparto sanità la nostra organizzazione incassa un segno positivo, in particolare cresce in termini di percentuali e voti nella Asl di Chieti. Così come siamo la prima sigla sindacale negli Enti pubblici non economici abruzzesi con una percentuale di circa il 40%, vincendo all’Inps, all’Inail ed alla Croce Rossa di tutta la regione. Alla Regione, con oltre 400 preferenze, diventiamo il primo sindacato».
Invece secondo il segretario regionale Carmine Ranieri «la Fp-Cgil è risultato il primo sindacato votato dai lavoratori della Regione Abruzzo e dei suoi enti strumentali, dove gli stessi dipendenti hanno espresso massicciamente - attraverso un’alta affluenza ai seggi - la loro scelta in Consiglio regionale, Giunta regionale, Arit e Arta. In particolare la Fp-Cgil ha raccolto complessivamente la maggioranza dei consensi, 522 voti, risultando in cima alle preferenze dei lavoratori. A seguire la Cisl con 500 voti, la Uil con 243 voti, e le altre liste con 91 voti globali. Ringrazio perciò tutti i lavoratori e i delegati per il consenso espresso nei confronti della Funzione pubblica Cgil, che non mancherà di sostenere con il massimo impegno ogni iniziativa a favore dei lavoratori e dei cittadini, che dalle pubbliche amministrazioni si aspettano servizi sempre più efficienti, e cercherà sempre di favorire il confronto delle idee e delle proposte».

IL DERBY SU CHI HA VINTO NEI VARI UFFICI PUBBLICI

In attesa dei dati numerici ufficiali, c’è poi il lungo elenco di chi ha vinto nei vari uffici. Secondo la Cisl Fp, «questo sindacato stravince alla Provincia di L’Aquila con il 52%, aumentando il consenso in voti e percentuali, si impone come prima sigla sindacale alla Provincia di Teramo, ai Comuni di Sulmona (oltre il 50% dei voti), Teramo, Chieti (maggioranza assoluta), Pescara (45%), Lanciano e San Salvo ed in tantissimi altri comuni abruzzesi».
Valuta diversamente il risultato Amedeo Marcattili, segretario provinciale Fp Cgil, secondo il quale «la Cgil si conferma primo sindacato nella provincia di Teramo. Dai primi dati, ormai consolidati, negli Enti locali, nelle Amministrazioni pubbliche e nella sanità la nostra organizzazione va oltre il dato delle ultime elezioni delle Rsu del 2012. Risultato eccezionale alla Asl di Teramo dove andiamo avanti sia in percentuali che in voti assoluti, con il secondo sindacato che ha circa la metà dei nostri voti».
Ed il derby delle dichiarazioni continua con Davide Farina e con Gabriele Martelli (Cisl Fp): il primo rivendica il primo posto in tutti e quattro i comparti della sanità, il secondo sottolinea che la Cisl Fp “è il primo sindacato nella Asl Lanciano- Vasto -Chieti, superando il dato già ottenuto nel 2012 ed incrementandolo in termini di voti e percentuali rispetto agli elettori e seggi con 679 voti e 12 seggi”. Infine la Uil Fpl sottolinea il suo risultato positivo alla Asl di Pescara, dove registra 548 voti e 9 seggi. Seguono Cgil con 434 voti (7 seggi), Cisl 316 (5 seggi), Nursind 238 (4 seggi), Fsi 224 (4 seggi), Fials 191 (3 seggi) e Cobas 48 voti (1 seggio).
Ma al di la dei risultati specifici – sostiene Vincenzo Traniello, Cisl Fp, «queste elezioni RSU nel pubblico Impiego sono la migliore risposta del sindacato verso il populismo e l’antagonismo sterile che in questi anni hanno cercato di demolire il lavoro dei pubblici dipendenti».
Sebastiano Calella