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Ritorno al passato: dopo 24 ore 115mila utenze ancora senza energia elettrica in Abruzzo

Dopo 24 ore è ancora emergenza: droni e elicotteri dell’Enel non sono serviti

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Ritorno al passato: dopo 24 ore 115mila utenze ancora senza energia elettrica in Abruzzo

 
ABRUZZO. Più di 24 ore senza corrente elettrica: disagi infiniti, oltre la pioggia, la neve, il freddo.
Sono ancora 115mila, all'incirca, le utenze abruzzesi senza energia elettrica a causa dei problemi causati dall'onda di maltempo e non e' ancora chiaro quanto ci vorra' per uscire dall'emergenza, ma gli interventi proseguono e saranno messi in campo anche elicotteri e droni.
Una vera emergenza “collaterale” al maltempo che già di suo ha creato notevoli danni stimati in centinaia di milioni. Ma gli allagamenti e le frane hanno anche bloccato e mandato in tilt l’intera rete elettrica regionale. Non solo ma la mole dei danni e le strade impraticabili hanno di fatto messo fuori uso la “task force” dell’Enel e di Terna che da un giorno sono al lavoro.
Ma proteste si registrano da più parti senza dire che una intera zona industriale nella Val di Sangro è stata costretta a fermarsi… roba da anni ’50.
Eppure l'Enel assicura un «impegno straordinario» dei propri tecnici «per fronteggiare i danni». 

Decine di comuni dell'Aventino sono dalla scorsa notte senza energia elettrica per la caduta di alcuni tralicci nell'area di Tornareccio.
Molte delle utenze interessate dai disservizi di ieri sono state rialimentate nella notte, dicono sempre dall'Enel, ma lo spostamento delle perturbazioni ha causato ulteriori guasti alla rete elettrica, colpendo anche delle aree nell'aquilano, in particolare nella Valle Peligna, determinando nuove interruzioni nella mattinata. La difficile situazione meteorologica e il fatto che le molte strade siano tuttora interrotte rendono «estremamente difficoltosi gli interventi per il ripristino delle utenze e impediscono anche una reale valutazione dei danni riportati dalla rete, la cui riparazione potrebbe richiedere vari giorni. Pertanto non e' possibile, al momento, fare alcuna previsione sui tempi di rientro dell'emergenza».
«Una situazione inaccettabile e inammissibile», dice il sindaco di Francavilla al mare, Antonio Luciani, «che dalle prime ore del mattino di giovedì 5 marzo 2015 sta creando gravissimi disagi a molti cittadini, lasciando interi quartieri senza fornitura di energia elettrica. Dopo quasi 4 anni di amministrazione, comprendo pienamente le difficoltà che ci sono nella gestione delle emergenze legate al maltempo – sottolinea il primo cittadino -: questa volta, però, le inadempienze e gli ingiustificabili ritardi dell’Enel nell’intervenire sul territorio di Francavilla al Mare sono assolutamente deprecabili poiché, seppur intensa, questa perturbazione era stata ampiamente prevista e comunicata dagli Enti preposti. A dimostrazione di ciò – spiega il sindaco Luciani – c’è da considerare che tutte le forze messe in campo per fronteggiare la forte pioggia di ieri hanno operato egregiamente e nel migliore dei modi, limitando così al minimo, a Francavilla, i disagi alla popolazione e solo l’Enel, invece, si è fatta trovare estremamente impreparata».

Si parla di intere famiglie al freddo, senza energia elettrica, attività commerciali ed uffici pubblici messi in grave difficoltà. Anziani ed ammalati costretti a passare ore ed ore senza poter beneficiare di un ambiente caldo e confortevole e, in alcuni casi, in difficoltà nell’utilizzare macchinari salvavita.
«Tutto ciò è sconcertante ed è ancora più sconcertante che, nonostante solleciti e solleciti, anche da parte del Comune oltre che dei cittadini direttamente interessati, l’Enel non ancora riesca a intervenire efficacemente a Francavilla per garantire i servizi essenziali alla popolazione», ha aggiunto Luciani.
L'Enel sta organizzando, in coordinamento con le Prefetture e con la Protezione Civile, «ispezioni in elicottero su tratti aerei di linee elettriche, o con l'utilizzo di droni dove le condizioni meteo non consentono il decollo». 

GRAVE EMERGENZA ALL’OSPEDALE SANT’ANNUNZIATA DI SULMONA
La breve interruzione dell'energia elettrica mette in ginocchio gran parte dei reparti ospedalieri con medici,  paramedici e pazienti che di sono trovati dinanzi ad attrezzature non in grado di funzionare.
Luigi La Civita, consigliere comunale di Sulmona parla di «scenari da terzo mondo» al Sant’Annunziata: «causa dei gravissimi disservizi sono l'inadeguatezza degli impianti tecnologici, con presenza di due generatori di energia che non sono in grado di assicurare l'autosufficienza energetica  del complesso in caso di assenza della rete elettrica fissa. Fermi radiografi, tac, ecografi, rete dati in tilt e tanto ancora, ascensori dell'ala vecchia fuori uso, laboratorio analisi fuori servizio,  sale operatorie che per precauzione hanno rinviato le operazioni programmate per la giornata. Si esca allo scoperto, si dica la verità. Mi chiedo cosa sarebbe accaduto questa mattina se i casi di emergenza fossero stati più numerosi. Dove sono finito i protocolli di emergenza? Andrò a fondo e denuncerò l'accaduto nelle sedi opportune». 

Disagi enormi anche in altri ospedali dove c’è stato bisogno di ulteriori gruppi elettrogeni e dove (specie nella zona di Teramo) i nosocomi sono rimasti anche senza fornitura di gas.

I tecnici di Enel e Terna stanno lavorando insieme alla riparazione dei guasti sulle reti, in particolare nel teramano e nell'aquilano, e per quanto riguarda la task force Enel e' stata rafforzata e conta oltre 250 tecnici, con il supporto di circa 100 risorse di ditte esterne.
 In questa fase vanno avanti gli interventi con gruppi elettrogeni, mentre dal Centro operativo Enel dell'Aquila, che monitora la rete di media tensione 24 ore su 24, vengono gestite le segnalazioni e coordinate le operazioni di rialimentazione a distanza.

Intanto è stata annullata la conferenza stampa con Enel convocata per le 17,30, nella Sala Blu della Regione Abruzzo per fare il punto sulla situazione dell'energia elettrica in Abruzzo in seguito all'ondata di maltempo. Lo rende noto l'ufficio stampa della Giunta regionale aggiungendo che seguirà una nota nel pomeriggio.
Nel frattempo, il presidente dell'Esecutivo abruzzese ha scritto all'amministratore delegato dell'Enel Spa, Francesco Starace chiedendo un confronto «immediato sull'urgenza di ripristino delle utenze in regione». «Lamentiamo - dice - la mancanza di pronto e adeguato intervento dell'Enel e il perdurare della situazione di emergenza che comporta danni immediati alla popolazione».
«Appare evidente - si legge in un altro passo della nota - che i limiti sono relativi alla dotazione al funzionamento infrastrutturale delle linee elettriche e media e alta tensione che, con ogni probabilità, risentono della loro inadeguatezza».
Insomma sembra di essere ripiombati nell’Abruzzo dei pastori: rurale e arretrato, terra di conquista e buona per piantarci qualunque infrastruttura, magari nociva o pericolosa, ma dove le emergenze si gestiscono così.

AGGIORNAMENTO ORE 18.
Alle ore 18 l’Enel ha comunicato che complessivamente 85.234, di cui 8.882 in provincia di L'Aquila, 24.477 in provincia di Pescara, 26.580 in provincia di Teramo e 25.295 in provincia di Chieti.

MAZZOCCA:«INACCETABILE PER UN PAESE NORMALE»
«Prendiamo atto dell’impegno profuso dall’Enel», ha commentato duro l’assessore Mario Mazzocca, «ma alle ore 19 di venerdì 6 marzo siamo costretti a constatare che – secondo i dati forniti dall’azienda stessa – le utenze disalimentate sono ancora circa 80.000 (26.000 nel teramano, 24.000 nel pescarese, 23.000 nel teatino e 7.000 nell’aquilano). Soprattutto, colpisce che il termine dato dall’azienda per il completo ritorno alla normalità («entro la giornata di sabato 7 marzo»), oltre che essere estremamente vago, farebbe lievitare il numero dei giorni senza corrente elettrica in alcuni centri a oltre due. Ciò non è accettabile in un Paese normale».